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Dopo 20 anni euro/dollaro verso la parità: aumenta il divario tra tassi di interesse e crescita

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L’euro potrebbe raggiungere la parità con il dollaro nel giro di un mese: sarebbe la prima volta in vent’anni.

Il cambio eur/usd ha chiuso la scorsa settimana in discreto calo, ancora sotto il livello tecnico di 1,05 dopo un modesto pull back fino a 1,0570.

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Nello scenario tecnico attuale, l’euro dollaro si ritrova nuovamente in calo in uno scenario macroeconomico sempre più difficile. L’inflazione e la guerra commerciale mettono in difficoltà la moneta unica. In questo contesto appare prematura l’idea di nuovi rialzi; il calo sotto il livello di 1,05 rischia di riportare il cambio euro dollaro non lontano dai recenti minimi storici verso il prezzo di 1,035 – 1,03.

La banca d’affari Wells Fargo, fa notare la correlazione tra ritmo della crescita di Stati Uniti ed Europa e la forza delle due valute. In effetti a pesare sulla forza dell’Euro ci sono le dinamiche commerciali con la Russia e le prospettive di un peggioramento dell’inflazione a causa del prezzo delle materie prime energetiche.

L’euro potrebbe raggiungere la parità con il dollaro nel giro di un mese

Sulla valuta comunitaria che da inizio anno ha ceduto 8% contro il dollaro si scontano oggi le preoccupazioni per la frammentazione dell’eurozona. Sono colpite in questi giorni non solo le economie più fragili ma anche quelle che hanno sempre sostenuto la crescita dell’UE come la Germania. La Bce in questo contesto intende rispondere all’attuale situazione con una politica di reinvestimento più flessibile nell’ambito del programma pandemico PEPP e con un nuovo strumento per contrastare un allargamento permanente degli spread.

La Federal Reserve che ha invertito con decisione la rotta della sua politica monetaria, è stata in grado di intervenire ben più rapidamente rispetto all’Europa. In questo modo ha spinto il dollaro ai massimi degli ultimi due anni. Una dinamica che non sembra destinata a interrompersi presto, con nuovi rialzi dei tassi di interesse che sul medio termine potranno continuare ad alimentare la tendenza.

Una nuova serie di interventi decisi dovrebbero portare entro fine anno i tassi di interesse sul dollaro intorno al 3,4%. La svolta nelle politiche monetarie insieme al rallentamento della crescita sta mettendo in sofferenza i debiti dei paesi europei. Le strategie con focus sui titoli di Stato in euro perdono in media oltre il 12% dall’inizio dell’anno, quelle in dollari circa il 3%.

Gli analisti non si aspettano una recessione immediata, ma il Pil potrebbe nuovamente essere stimato a ribasso nel prossimo trimestre. Tutto dipenderà da quanto il rialzo dei tassi inciderà sulla crescita e contestualmente sull’efficacia nel rallentare e diminuire.

Andrea Carta

Ha studiato Analisi Tecnica dei mercati finanziari e ha svolto la professione di trader indipendente fino al 2019. Appassionato di letteratura e scrittura creativa, concilia le sue conoscenze ed esperienze scrivendo articoli in tema finanziario, socio economico e politico

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