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Economia e Finanza

Le elezioni mettono a rischio il futuro economico del Paese ‘chi lavorerà alla Legge di Bilancio 2023?’

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Il ritorno alle urne è atteso per il 25 settembre, le elezioni compromettono i lavori intorno alla Legge di Bilancio 2023.

Un clima politico degno di un disaster movie, disposizioni strutturali non arriveranno. Non è solo l’insicurezza di questi giorni a rendere l’aria irrespirabile, ma a togliere il fiato vi sarebbe anche un calendario del quale rispettare le scadenze.

Pixabay

Il voto autunnale è una novità non indifferente. Una decisione che cozza con le attività di allestimento della Legge di Bilancio 2023, messe in discussione dalla crisi di Governo. In più il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha deliberato per lo scioglimento delle Camere.

Elezioni, la Legge di Bilancio passa il testimone

La tempistica e le fasi essenziali alla stesura di una confezione di provvedimenti che rientrerà nella imminente Manovra chiamano l’equipe dimissionaria all’avvio dell’iter organizzativo per poi consegnare il testimone alla squadra che verrà.

Esito del tutto naturale sarà, con ogni probabilità, che la prossima Legge di Bilancio sarà dispersiva e frammentata. La crisi di Governo inciderà e non poco sulla Legge di Bilancio 2023

Scadenze imminenti

Stando all’agenda dettata dalla legge numero 39 del 7 aprile 2011, annualmente la data del 10 aprile segna il giorno ultimo in cui posare il primo passo della Manovra.

In sede di Consiglio dei Ministri non è stato mancato l’appuntamento con la presentazione del Documento di Economia e Finanza che rivela le prime rotte che accompagneranno alla Legge di Bilancio del 2023.

Nel Def è stato segnalato un aggravamento del contesto macroeconomico viste le complessità figlie del conflitto in Ucraina e del rincaro dei costi energetici. Decisiva è poi la data di settembre. Non oltre il 27 del mese dovrà essere inoltrata alle Camere la Nota di aggiornamento del DEF. Nel testo i margini della Legge di Bilancio saranno tracciati con più sostanza. Le elezioni del 25 settembre sanciranno una Avere irregolarità nelle operazioni preparatorie.

La squadra di governo uscente avrà il suo bel da fare tra misure emergenziali dovute alla crisi economica e sociale, realizzazione del Pnrr, lotta alla pandemia, e impegni ordinari, come la NADEF, la nota di aggiornamento al DEF.

La NaDef e le scadenze nostrane ed europee

La nota di aggiornamento al DEF sarà una delle ultime fatiche di questo governo. Il testo

Il documento va ad aggiornare le aspettative economiche e di finanza pubblica con le indicazioni emerse per il primo semestre dell’anno, e pertanto maggiormente attendibili in confronto a quelle adoperate per il DEF.

Con la Nadef si valutano nuovamente i termini programmatici, e ci si avvia a tracciare il contenuto del Documento Programmatico di Bilancio.

Altra data da tenere a mente è il 15 ottobre, termine ultimo per inviare alla Commissione Europea un sunto della pianificazione di bilancio per il 2023. Altra mansione che potrebbe essere affidata all’Esecutivo uscente. Il nuovo Governo non entrerà in azione se non dopo la conclusione di ottobre.

Medesima questione per l’esposizione del disegno di legge di Bilancio presso il Parlamento, termine ultimo il 20 ottobre 2022.

Cosa spetterà al nuovo esecutivo?

La nuova equipe arriverà proprio nel cuore delle attività. Vediamo insieme una panoramica delle scadenze per comprendere meglio cosa intendiamo per cuore delle attività:

PROGRAMMAZIONE      SCADENZA

  • Presentazione del DEF al Parlamento     10 aprile
  • Invio alle Camere della Nota di aggiornamento del DEF              27 settembre
  • Presentazione del Documento Programmatico di Bilancio           15 ottobre
  • Presentazione alle Camere del disegno di legge del bilancio dello Stato  20 ottobre
  • Parere dalla Commissione UE sul DPB    30 novembre
  • Approvazione del Parlamento della Legge di Bilancio     31 dicembre
  • Eventuali disegni di legge collegati alla manovra di finanza pubblica       entro il mese di gennaio

Il 2022 vedrà una Legge di Bilancio a due mani: quelle del Governo in carica, dimissionario, e quelle della prossimo team di Governo che dovrà agire in tempo stringenti e con volontà, quasi sicuramente, piuttosto differenti.

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