Festività soppresse giugno 2022, la busta paga è più ricca

La busta paga sarà più corposa per la presenza di due festività soppresse giugno 2022. I lavoratori avranno due giorni in meno di riposo, ma una sorpresa in più.

Nella busta paga di giugno i lavoratori troveranno una piacevole sorpresa a causa della presenza di due festività soppresse.

Festività soppresse giugno 2022, la busta paga è più ricca

Quanti giorni di festività cadono di sabato o di domenica, il lavoratore non può godere del turno di riposo. Per questo motivo il CCNL stabiliscono che, ogni volta che si verifica questa circostanza, il datore di lavoro è tenuto a rimborsare il lavoratore con il pagamento di una giornata extra.

Le festività sono stabilite a livello nazionale, anche se ci sono delle eccezioni per quanto riguarda il santo patrono. Infatti, i datori di lavoro sono tenuti a concedere un giorno di chiusura quando cade il santo patrono della città in cui l’azienda ha la sede principale.

In passato, i giorni di festività erano maggiori, alcuni infatti sono state soppressi. In questi casi, infatti, si parla proprio di festività soppresse, per le quali non è più previsto il giorno di riposo ma l’aumento delle ore di permesso.

Scopriamo di più su questo piccolo regalo, che i dipendenti potrebbero trovare nella busta paga di giugno 2022.

Festività soppresse giugno 2022: di cosa si tratta

Qualche anno fa i giorni di festività concessi ai lavoratori dipendenti erano molti di più rispetto a quelli che vengono riconosciuti attualmente.

In passato erano considerati festività che prevedevano un giorno di riposo anche:

  • 19 marzo, san Giuseppe;
  • Il 39esimo giorno dopo la domenica di Pasqua, ovvero l’Ascensione;
  • Il giorno del Corpus Domini (data variabile);
  • 29 giugno, San Pietro e Paolo;
  • 4 novembre, festa dell’Unità nazionale spostata alla prima domenica del mese.

Queste festività sono state soppresse in seguito a specifiche disposizioni di legge e, dunque, non possono essere più utilizzate dai lavoratori.

Generalmente i contratti collettivi compensano la mancata fruizione delle festività soppresse tramite permessi retribuiti di 32 ore.

In ogni caso, vale la regola che prevede che le festività soppresse siano riconosciute dai contratti collettivi, purché sussistano due condizioni:

  • Che le festività ricorrono in giorni lavorativi, i cui è previsto lo svolgimento di una normale giornata lavorativa;
  • Che il lavoratore abbia diritto per quei giorni all’intero trattamento economico.

Cosa succede nella busta paga di giugno

Come sappiamo i dipendenti percepiscono lo stipendio nel mese successivo all’erogazione della prestazione lavorativa. In sostanza, il lavoro svolto a maggio viene retribuito a giugno.

Per questo motivo la busta paga di giugno 2022 fa riferimento al mese di maggio 2022.

Quest’anno, i lavoratori dipendenti troveranno nella busta paga un importo leggermente più alto a causa della presenza di una festività non goduta.

In questo caso, ci stiamo riferendo a giorni festivi che generalmente rappresentano un giorno di riposo, ma non è stato goduto perché la festività è caduta di sabato o di domenica.

Il giorno 1° maggio 2022 è caduto di domenica, privando i lavoratori di un giorno di riposo. Per questo motivo, in busta paga di giugno 2022 sarà aggiunto un giorno in più di paga.

Per quanto, invece, riguarda la busta paga di luglio 2022, questa fa riferimento al mese precedente. Pertanto i lavoratori dipendenti potranno godere di due festività soppresse:

  • Il Corpus Domini che quest’anno cade il 16 giugno;
  • È la festa di San Pietro e Paolo del 29 giugno.

Per quest’ultima data è prevista un’eccezione per i lavoratori delle aziende che hanno sede a Roma. Infatti, in questo caso, per loro, il 29 giugno non è una festività soppressa, ma la festa del Santo Patrono.

Quando c’è una festività soppressa, dal punto di vista economico non cambia nulla in busta paga. Tuttavia i dipendenti possono vedere aumentare le ore di permesso retribuite.

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