Fotovoltaico a concentrazione: di cosa si tratta? Ecco cosa è bene sapere per eliminare la bolletta

Contro i cambiamenti climatici e il caro bollette, l’installazione di un impianto fotovoltaico si prospetta come la scelta migliore: ecco tutto quello che c’è da sapere su quello a concentrazione. 

Gli ultimi tempi sono stati davvero catastrofici per gli italiani, dal caro energia all’emergenza siccità: illuminare una semplice lampadina sta diventando un’impresa sempre più difficile e costosa. Per questo motivo, è sempre bene cercare di affidarsi a rimedi alternativi in grado di contenere le spese e aiutare l’ambiente. Del resto, il nostro Paese gode di una posizione geografica favorevole che permette di sfruttare al meglio l’energia offerta dalle fonti rinnovabili e del tutto ecologiche.

Impianto fotovoltaico
Impianto fotovoltaico (Adobe)

Un esempio importante e di nuova generazione è rappresentato dal pannello fotovoltaico a concentrazione: una vera novità nel settore a cui sempre più persone si affidano. Ma di cosa si tratta nello specifico? Scopriamo tutto quello che c’è da sapere in merito per restare sempre informati sulle ultime novità.

Ricordiamo, inoltre, che è possibile ottenere il “Bonus pannelli solari e fotovoltaico con accumulo: le fonti rinnovabili non sono mai state così convenienti

Pannello fotovoltaico a concentrazione: non è più un mistero! Ecco di cosa si tratta

Secondo la scienza, i pannelli solari funzionano meglio quando la luce del sole li colpisce in maniera perpendicolare. Infatti, angolo di 90° tra raggi e superficie del modulo massimizza la produzione anche se tutto ciò varia con il susseguirsi delle ore del giorno, dei mesi e delle stagioni. Per ovviare a questo problema alcuni impianti fotovoltaici sono dotati di speciali e particolari tracciatori che permettono gli di modificare progressivamente la propria inclinazione. In questo modo l’energia solare viene catturata sempre al meglio.

Proprio per ottenere tale massimizzazione si sta puntando sempre di più su sistemi innovativi quali, ad esempio, il famoso fotovoltaico a concentrazione realizzato dai ricercatori della Stanford University. “È un sistema completamente passivo: non ha bisogno di energia per tracciare la fonte o non possiede parti mobili“, ha affermato Nina Vaidya, la ricercatrice a capo della sperimentazione.

Questo dispositivo prende il nome di AGILE, ossia Axially Graded Index Lens e ricorda un pò la struttura di una piramide capovolta e con la punta mozzata. Scopriamo insieme come funziona.

Come funziona l’impianto

In questo genere di pannello fotovoltaico di ultima generazione, la struttura è in grado di far passare un ampio spettro di luce, dal vicino ultravioletto all’infrarosso, piegando i raggi verso l’uscita. “Una delle maggiori sfide è stata trovare e creare i materiali giusti“, ha ribadito la ricercatrice.

Al momento, i prototipi ideati sono riusciti a catturare all’incirca il 90% della luce presente creando un punto in uscita nettamente più luminoso di quello in entrata. Dunque, sembrerebbe questa la svolta a cui punteranno i prossimi impianti domestici.

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