Le 5 regole di Guido Curto per rendere profittevoli le Residenze Reali piemontesi

Residenze Reali Piemonte è la nuova denominazione del Consorzio Residenze Reali Sabaude, meraviglie dell’architettura piemontese costituite dall’insieme degli edifici dei Savoia.

Banca Roma
Adobe stock

Guido Curto è oggi il direttore del complesso dei 15 siti. A lui l’incarico di coordinarne e sviluppare l’economia che ruota attorno al settore turistico.

Attualmente direttore della Reggia di Venaria, Guido Curto è oggi presente nella lista Forbes come uno dei 100 top manager 2021. Il motivo è che nonostante la distanza da ambienti prettamente economici o finanziari, il manager ha in gestione uno dei più importanti patrimoni storici italiani. Il turismo, settore indispensabile per l’economia del nostro Paese, è rappresentato nel mondo dalle opere artistiche e architettoniche come il complesso delle regge sabaude.

Le residenze sabaude in Piemonte sono l’insieme degli edifici residenziali dei Savoia presenti sia a Torino ma anche in provincia di Cuneo. Molti di questi edifici spettacolari sono iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Tra questi ad esempio Palazzo Reale di Torino, Palazzo Chiablese, Biblioteca Reale che formano parte del sistema di potere con cui la dinastia reale controllava la regione.

Le opere di costruzione cominciarono nel 1563. Il duca Emanuele Filiberto di Savoia decise di trasferire la capitale del Ducato a Torino. A partire dal XVI fu avviata la costruzione di nuove residenze di quello che sarebbe diventato il Regno di Sardegna.

Il progetto si trasforma in una pianificazione territoriale, in cui il sistema di residenze acquisisce una valenza simbolica celebrante il potere assoluto dei Savoia. Questo veniva esercitato con la creazione di una zona di comando nella capitale, facilmente raggiungibile da tutto il territorio circostante.

La carriera di Guido Curto e il suo impegno nella promozione dell’arte

L’Italia ha fatto del turismo uno dei settori trainanti. Per avere un termine di paragone basti considerare che solo nel nostro paese sono presenti il 30% di tutte le strutture ricettive dell’Unione Europea. Anche per questo, Guido Curto ha il delicato compito di rappresentare e gestire una parte importante delle attrazioni turistiche.

Il viaggio o la vacanza in Italia avvengono, proprio come altre scelte di consumo, a partire dal coinvolgimento emotivo che essi sono in grado di suscitare, secondo principi studiati anche da discipline come l’economia comportamentale.

Guido Curto nato nel 1955 sta facendo un importante lavoro di coordinamento, mettendo insieme gli esperti facenti capo a istituti come il Polo Reale per i beni del Mibac fino alla Fondazione Ordine Mauriziano per la palazzina di caccia di Stupinigi. Il manager ha maturato notevoli esperienze nella gestione di siti di importanza culturale. Cresciuto con l’esempio del padre, direttore per oltre vent’anni del Museo Egizio di Torino, si è laureato in Lettere e Filosofia, indirizzo di Archeologia e Storia dell’Arte, presso l’Università di Torino.

Ha insegnato per molti anni la materia al Liceo Classico Massimo d’Azeglio di Torino, insegnando successivamente Storia dell’Arte presso l’Accademia delle Belle Arti di Palermo e svolgendo per un anno lo stesso ruolo a Carrara. Dal 1999 al 2016 è docente di Storia dell’Arte presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Nello stesso anno è stato Direttore del Museo civico d’arte antica di Palazzo Madama, nonchè fino al 2011 della stessa Accademia Albertina.

Tra le sue altre occupazioni Guido Curto è iscritto all’ordine dei giornalisti e ha collaborato fino al 1999 con diverse testate nazionali e internazionali in tema di Arte e Storia dell’arte.

LEGGI ANCHE>>Esiste una banca che offre consulenza in patrimoni e investimenti in opere d’arte. Ed è italiana

Come Curto è in grado di valorizzare il patrimonio culturale Italiano

Al suo curriculum si aggiungono competenze di tipo manageriale: negli anni ’80 frequenta il Corso in Tecniche di gestione aziendale presso l’istituto per lo sviluppo organizzativo di Fiat. Frequenta in seguito il primo corso in Comunicazione d’Impresa e Pubblicità organizzato dall’Unione Industriali di Torino e lavora per la Fiat all’ufficio Personale e Relazioni Esterne.

Conclude i suoi studi nel 1998 conseguendo il diploma post laurea del Corso di Perfezionamento in Antropologia Culturale all’Università di Torino.

Curto oggi direttore del complesso, porta avanti un sistema di gestione regolato in modo da massimizzare il risultato dell’esperienza del visitatore, nonchè il prestigio dei siti. Le cinque regole con cui il manager intende realizzare il suo obbiettivo riguardano l’apertura di ogni reggia, il suo contenuto artistico, la sua pubblicizzazione nonchè i posti auto disponibili nei suoi dintorni.

Ogni reggia deve essere aperta non meno di due giorni alla settimana, meglio se il sabato e la domenica, per 10 mesi all’anno. Ogni sito dovrà inoltre disporre di parcheggi con almeno due posti per bus da 50 posti e 20 per le auto. A essa dovranno essere dedicate, un percorso a tema, ospitare progetti di alta formazione o anche semplici corsi. Il nome del sito deve essere così pubblicizzato e fatto visitare anche da persone non direttamente interessate. In questo modo viene diffusa l’esperienza tramite il passaparola. A questo proposito Curto lavora per creare delle sinergie con le eccellenze enogastronomie italiane, per esempio con la locale Banca del vino o con l’Università del gusto.

In vista dell’autosostenibilità ogni sito deve avere una missione riconoscibile. A questa si affiancherà il suo inserimento in un dépliant che oltre alla sua storia contiene una mappa e un passaporto, su cui si può mettere un timbro in ogni reggia visitata e vincere premi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *