Il comune di Brescia è stato attaccato dagli hacker. Per sbloccare i sistemi informatici della città è stato chiesto un riscatto in Bitcoin.
Con il passare degli anni anche i truffatori si affinano e i colpi diventano sempre più complicati e tecnologici. Sono giorni frenetici al Comune di Brescia che è finito improvvisamente sotto attacco di alcuni hacker. In particolare i pc dell’amministrazione pubblica sono stati colpiti da un ransomware. Questi malviventi avrebbero già avanzato anche le proprie richieste nei confronti della città lombarda.
Secondo quanto riportato da Tgcom24, l’attacco sarebbe dovuto ad un ransomware di tipo DoppelPaymer. Un tipo di virus che ruba tutti i dati rilasciandoli poi solo al pagamento della cifra richiesta. Un bel problema per il comune di Brescia che a questo punto è letteralmente paralizzato.
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A quanto pare il riscatto non sarebbe certo di bassa consistenza. La richiesta sarebbe di 26 Bitcoin, che tradotti in euro sono circa 1,4 milioni, un cifra da urlo. L’attacco sarebbe arrivato tra il 30 e il 31 marzo bloccando di fatto tutte quelle attività svolte di solito dai computer del comune. In crash tutti i database per la gestione degli appalti e l’anagrafe.
Dal comune in ogni caso hanno rassicurato che non sarebbero stati trafugati dati sensibili dei cittadini. Allo stesso tempo hanno anche affermato che si è trattato dell’opera di un gruppo di hacker molto organizzato e capace. Naturalmente è alquanto improbabile che si sia deciso di attaccare proprio il comune di Brescia.
L’opera di questi hacker quindi è stata probabilmente casuale e non certo mirata ad attaccare proprio quella determinata città. Questo attacco informatico ha portato a galla per l’ennesima volta l’arretratezza delle nostre infrastrutture digitali. Basterebbe un backup periodico per non paralizzare un comune intero ogni volta che arriva l’offensiva da parte di un hacker.
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