Hong Kong aumenta del 30% le tasse sullo scambio di azioni

Hong Kong ha messo un freno al commercio di azioni all’operatore di borsa della città.

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Inaspettatamente Hong Kong si è mossa per frenare il commercio e lo scambio di azioni dell’operatore Hong Kong Exchange and Clearing Ltd. aumentando del 30% la tassazione.

Uno stop imprevedibile

L’operatore Hong Kong Exchange and Clearing Ltd, grazie ad un’impennata del trading e  delle nuove quotazioni, negli ultimi tempi è cresciuto parecchio, fino a diventare il più importante al mondo sulla base della propria valutazione di mercato ed il quarto tra le società quotate nella borsa di Hong Kong.

Tuttavia il governo di Hong Kong ha voluto schiaffeggiare l’ascesa della società e rovinare la vittoria economica e reputazionale che avrebbe ottenuto scambiando sul mercato. L’ascesa della società difatti è lo specchio dell’enorme lavoro fatto dai cinesi sul mercato finanziario divenendo la più importante piazza soltanto dopo New York. Il Governo di Hong Kong tra l’altro detiene all’interno della società partecipazioni e nomina metà del Consiglio di amministrazione.

Il segretario finanziario della città ha proposto di aumentare la tassa di bollo dallo 0,1% allo 0,13% come parte del bilancio annuale di Hong Kong.

L’incombente aumento delle tasse ha colpito le azioni di Hong Kong Exchange, anche se ha riportato l’equivalente di $ 1,48 miliardi di utile per il 2020, un aumento del 23% e il suo più grande bottino di sempre.

Le azioni della società che ben appunto hanno raggiunto livelli record sono diminuite fino al 10% poichè hanno fortemente risentito della tassazione, questo sicuramente graverà in maniera importante nei confronti dei piccoli broker e degli investitori individuali che quotidianamente scambiano sul mercato.

La tassazione non andrà ad influenzare complessivamente la potenza cinese ma sarà soltanto un modo per generare entrate immediate in un contesto di aumento dei volumi di scambio sul mercato ed in ottica di avere a disposizione maggiori sussidi da fornire nel caso in cui vi fosse una recessione economica.

L’operatore Hong Kong Exchange si è detto deluso da questa situazione ma ha certamente riconosciuto la manovra del governo di riempire le casse dello stato e spera di poter procedere con la stessa energia e risultati sempre più grandi.

Nel frattempo gli investitori della Cina hanno continuato ed incrementato i loro investimenti nelle azioni cinesi che risultano essere più economiche o disponibili solo nel mercato offshore.

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