Chiarimenti sul Bonus Natale arrivano dall’Agenzia delle Entrate, pubblicata una nuova circolare nei giorni scorsi sul contributo da 200 euro.
Il Governo tramite il decreto legge 167 del 2024 ha ritoccato parametri e requisiti dell’ormai noto Bonus Natale che, ricordiamo, sarà destinato unicamente ai lavoratori dipendenti con la tredicesima. Ovviamente il soggetto richiedente dovrà rispettare delle condizioni precise, riportate all’interno dell’articolo 2, ovvero: presentare un reddito complessivo (per il 2024) non superiore a 28mila euro, avere almeno un figlio fiscalmente a carico e dimostrare capienza fiscale (l’imposta lorda deve essere superiore alla detrazione spettante).
L’importo per ogni genitore è di cento euro ma può salire a duecento in alcuni casi particolari. Ulteriori dettagli a riguardo sono stati forniti attraverso la circolare numero 22 del 2024, visto che il sopraccitato DL è andato a modificare la platea dei beneficiari illustrata nell’articolo 2 bis del DL 113 del 2024. Il lavoratore, in ogni caso, dovrà fornire una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (art.47 DPR 445/200) al proprio datore di lavoro, comunicando il codice fiscale del coniuge (o del convivente) e dei figli.
All’interno della circolare numero 22 del 2024, diffusa qualche giorno fa dall’Agenzia delle Entrate, si torna a parlare di Bonus Natale e dei requisiti necessari per ottenere il contributo. Viene ribadito ancora una volta – visti i tanti dubbi emersi di recente– come l’indennità di cento euro spetterà solamente a uno dei genitori se questi sono coniugati, effettivamente separati oppure conviventi (sempre ai sensi dell’articolo 1, commi 36 e 37 della legge n. 76 del 2016). Perciò solamente in un caso si potrà ottenere l’importo ‘maggiorato’ di duecento euro.
Solo due genitori con un figlio a carico di entrambi, se non coniugati e non conviventi, avranno diritto al ‘doppio’ Bonus – proprio così. Questa sembrerebbe la modifica più sostanziosa emersa dal decreto legge 167 del 2024 che è andato a ritoccare in parte l’articolo 2 bis del DL 113 del 2024, i restanti parametri (almeno per il momento) rimangono invariati e in essere.
Il contributo, in realtà, sarà destinato al lavoratore dipendente del pubblico o del privato, che si tratti di un contratto full-time o part-time, a prescindere dalla circostanza che questi sia o meno coniugato, legalmente ed effettivamente separato, divorziato o convivente. Perciò non dovrà appartenere per forza a un nucleo familiare, come invece era previsto inizialmente.
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