Il governo Draghi è caduto ma gli effetti positivi sulla crescita possono fare ricredere gli italiani

L’Italia continua a crescere nonostante il clima internazionale avverso; il merito è difficile da stabilire ma il Governo Draghi potrebbe avere realizzato una clamorosa vittoria.

La novità che inaugura la campagna elettorale estiva è la crescita del Pil acquisita per il 2022 ora pari al 3,4%.

Mario Draghi
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Il Pil italiano rimbalza così in modo inatteso, sopra le aspettative del secondo trimestre segue la risposta delle trimestrali di molte aziende quotate; dai servizi finanziari, alla manifattura all’energia.

Tra i dati migliori il rally dei titoli bancari inaugurato da Unicredit e proseguito con le performance di Intesa San Paolo e Mediobanca. Performance straordinarie per le società nel settore energetico; il contesto ha favorito enormemente i ricavi di Eni e Enel. Colpisce anche l’andamento della manifattura e dell’automobilistico, che nonostante la difficoltà nel settore vede crescere in borsa Stellantis, Pirelli, Brembo fino a Iveco e a Cnh.

Il dato macroeconomico più rilevante riguarda la crescita del Pil italiano che nel secondo trimestre sale del 1,1%. Un incremento in linea con gli altri Paesi del Sud Europa, che si confronta con il record del dato sull’inflazione diffuso dall’Eurostat; i prezzi al consumo a luglio sono aumentati dell’8,9% su base annua.

Un incremento di 0,2% rispetto al mese scorso. Se Christine Lagarde ha sottolineato che è importante affrontare qualsiasi segno di inflazione oltre l’obbiettivo della BCE, l’effetto dell’intervento della banca centrale si sconterà sulla crescita della domanda e dell’inflazione soltanto nei prossimi mesi.

Le prospettive economiche per l’Italia alla prova del nuovo Governo

Le prospettive per il resto dell’anno si confronteranno con il nuovo governo; l’uscita di scena del governo di unità nazionale sarà sostituito da una maggioranza che dovrà mostrare decisione e credibilità per affrontare un anno, il 2023, di quasi sicura recessione.

Nel frattempo, l’aspettativa è il proseguo anche a settembre dell’aumento dei tassi in linea con l’ultimo rialzo dello 0,5%. Tutto dipenderà dall’evoluzione del contesto internazionale e della guerra commerciale che sta mettendo in difficoltà molti Paesi dell’Ue. Anche per questo secondo il presidente della Banca d’Italia, Ignazio Visco è troppo presto per decidere la dimensione esatta del prossimo rialzo dei tassi.

La questione principale rimane oggi l’effetto del taglio dei flussi di gas russo. Sul fronte dell’energia l’Italia rimane tra i Paesi più dipendenti e proprio per questo l’esecutivo uscente è riuscito a siglare un nuovo accordo con il Sud Africa.

Nigeria, Niger e Algeria hanno siglato il memorandum per il Tsgp, il gasdotto di 4.000 chilometri di lunghezza porterà il gas nigeriano nell’area che collega Algeria e Italia. Mentre è possibile una stabilizzazione dei prezzi del gas quello dei generi alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano di circa un punto percentuale. Solo il comparto alimenti costerà complessivamente alle famiglie italiane 1,97 miliardi in più; tra i maggiori aumenti pane, pasta, riso e frutta.

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