Assegno di 516 euro al mese per i commercianti fino alla pensione, cosa fare quando l’Inps tarda nell’accettazione della domanda?

Indennità commercianti, partiamo e basiamoci su un esempio. Immaginiamo di aver messo la parola fine alla nostra attività commerciale nel 2019, procedendo in tal modo al suo annullamento. Mettiamo il caso di aver inoltrato la richiesta IndCom nel gennaio del 2021 e di essere nati nel 1957.

In più, supponiamo che attualmente l’istanza sia ancora in esame. Ci spetterà o meno l’indennizzo per le attività commerciali? O si tratterà di problematiche relative a qualche sorta di lungo ritardo dell’Inps?

Assegno di 516 euro
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Le indennità dovute ai commercianti si pongono oggi come organiche. Questo è stato possibile con la Manovra 2019 (legge 145/2018). Considerando anche il seguente decreto 101/2019, è previsto che il diritto al sussidio riguardi quanti, contando sui requisiti anagrafici e contributivi necessari, abbiano cessato l’attività commerciale a partire dal 2017.

Cosa occorre per il trattamento IndCom

Per percepire le retribuzioni IndCom che accompagnano alla pensione vera e propria, sono essenziali le seguenti peculiarità:

  • Aver compiuto 62 anni di età per gli uomini e 57 anni per le donne;
  • Contare su 5 anni di contributi INPS;
  • Aver cessato l’attività con depennamento dal registro aziende, dal registro commercianti e dal ruolo provinciale;
  • Aver rottamato la licenza commerciale o il consenso per lo svolgimento dell’attività al Comune di residenza.

Chi beneficia delle indennità per la cessata attività commerciale

  • Addetti del commercio;
  • gestori di attività di fornitura al pubblico di alimenti e bevande (responsabili di bar e ristoranti);
  • titolari e assistenti di attività commerciali su spazi pubblici (itineranti);
  • titolari e coadiutori di attività commerciale al dettaglio, registrati come amministratori o assistenti per almeno un quinquennio all’amministrazione INPS dei lavoratori autonomi.

Istanza di indennità dei commercianti

Tornando all’esempio d’apertura.

Non è dato sapersi quale sia la ragione per la quale l’istanza sia ancora al vaglio degli esaminatori. Solitamente un qualsivoglia ritardo è con ogni probabilità connesso a problematiche connesse alla presenza delle risorse economiche necessarie per appagare tutte le istanze, dando precedenza a quelle “in coda”.

Del resto le richieste avanzate in seguito al 30 novembre 2019 erano state sospese proprio per la suddetta regione.

Nell’ottobre 2021 l’INPS comunicava (si veda: Messaggio n. 2054/2021) di aver aperto alle istanze di ingresso all’accompagnamento alla pensione per gli esercenti inoltrate entro il 31 maggio 2021.

Ovviamente, per maggiori info occorrerebbe mettersi in contatto con l’Inps rivolgendosi al Contact Center multicanale.

La cifra dell’indennità per la rottamazione delle autorizzazioni commerciali equivale a circa 516 euro mensili per tredici mensilità ogni anno, fino al raggiungimento delle peculiarità per accedere al pensionamento di vecchiaia.

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