Come sfruttare al meglio l’effetto cumulativo ed esponenziale dell’interesse composto

È importante sapere che non esistono modi per arricchirsi sui mercati finanziari che prescindano dall’impegno personale e dalla gradualità dei guadagni.

Soldi e risparmio

Se esiste un segreto per accumulare grandi patrimoni condiviso dai grandi imprenditori, nonché naturalmente dai grandi trader, è quello di utilizzare l’effetto cumulativo ed esponenziale dell’interesse composto.

Grazie alla composizione degli interessi è possibile raggiungere con relativa semplicità i propri obbiettivi finanziari. Questo a patto che si continui a rimanere investiti e accumulare in modo continuativo gli interessi, che sono in grado di generare rendimenti incrementali maggiore è il tempo in cui è lasciato maturare l’interesse composto. Questo infatti detto anche rendimento composto, è la variabile finanziaria che fa la differenza tra una persona che è riuscita a diventare ricca e una che invece pur avendo una buona disponibilità economica, non è riuscita ad accumulare abbastanza capitale.

In che modo l’interesse composto può fare la differenza rispetto a quello semplice?

L’interesse composto a differenza di quello semplice è in grado di accrescere in modo esponenziale il tuo rendimento. In parole povere si tratta di reinvestire gli interessi ogni qual volta vengono maturati, considerandoli come parte del capitale complessivo. Maggiore è il tempo che il tuo capitale è esposto all’effetto dell’interesse composto, maggiore sarà la velocità di incremento della somma depositata. Nonostante l’economia e lo stato patrimoniale nel quale viviamo nei primi anni di vita siano variabili in grado di determinare lo stato futuro delle nostre finanze, per mezzo degli interessi composti, dell’utilizzo corretto della leva finanziaria, senza prescindere dalla rimuneratività degli investimenti, è possibile con pazienza vedere incrementare il proprio capitale.

Purtroppo la maggior parte delle persone non riescono a mantenere un equilibrio tra la componente emotiva e quella materiale, finendo per fermarsi alla prima fonte di reddito disponibile o che ritengono più affidabile, oppure disinvestendo immediatamente i guadagni ottenuti. Molti confondono la capacità di produrre un reddito costante con la possibilità di arricchirsi. Mettere da parte mensilmente dei soldi su un conto bancario non farà di te un milionario, ma la tua capacità di utilizzare il tuo denaro per creare nuovo reddito può fare la differenza. Per capire con un esempio quale è la differenza tra l’interesse semplice e quello composto, basta considerare che l’interesse semplice è quello calcolato sul capitale iniziale e viene sommato partendo sempre dalla somma iniziale per ogni periodo preso in considerazione.

Al contrario nel calcolo dell’interesse composto gli interessi ottenuti in ogni periodo vengono calcolati sulla somma totale tra il capitale iniziale e gli interessi pregressi maturati. In questo modo l’interesse composto è in grado di crescere in modo esponenziale, in quanto la percentuale si riferirà a un capitale sempre maggiore, tanto maggiore sarà il capitale tanto più grande sarà l’incremento successivo in valore assoluto.

Un esempio concreto della differenza tra l’accumulazione lineare dell’interesse semplice e quella esponenziale di quello composto può essere fatta su due conti, entrambi con un capitale di 20.000 euro che maturano entrambi interessi pari al 10% annui. Interesse composto/interesse semplice

  •    20.000/20.000
  •    22.000/22.000
  •    24.200/24.000
  •    26.620/26.000
  •    29.282/28.000
  •    32.210/30.000
  •    35.431/32.000
  •    38 974/34.000
  •    42.827/36.000
  •    47.159/38.000
  •    75.950/48.000

Come è facile osservare nei primi anni fino al quinto anno, le differenze sembrano abbastanza marginali con 1,282 euro su 28.000 maturati in più sul conto in cui stiamo lasciando agire l’effetto degli interessi composti, tramite il reinvestimento complessivo del capitale. Dal decimo anno la differenza appare molto più marcata e aumenta in modo deciso all’undicesimo anno, maturando 27.950 euro in più, un incremento di quasi il 60% rispetto al conto in cui il capitale sta maturando con gli interessi semplici.

Come si evince più si allunga l’orizzonte temporale più l’effetto positivo dell’interesse composto cresce in modo da non lasciare dubbi circa la convenienza di utilizzare questo potenziale finanziario, che è stata la variabile decisiva con la quale uomini d’affari come Warren Buffet sono riusciti ad accumulare una fortuna pur partendo da capitali piuttosto elevati, ma aumentando la loro richezza mantendosi investiti sul lungo termine.

Quanto tempo occorre con l’interesse composto per raddoppiare il capitale investito?

Esistono metodi piuttosto semplici per stimare il tempo di crescita del capitale. Vi è ad esempio quella che viene chiamata regola del 72. Il numero a cui ci si riferisce nella regola si divide per il tasso d’interesse sul periodo rappresentato generalmente in anni ed è in grado di dare un’approssimazione del tempo necessario a raddoppiare il capitale iniziale.

La regola del 72 può essere calcolata considerando l’investimento iniziale per esempio i nostri 20.000 € con un tasso di interesse composto pari al 10% l’anno. Secondo la regola del 72 sono necessari 72/10 = 7,2 anni perché la somma investita arrivi a 40.000 € Tuttavia se non si vuole utilizzare il logaritmo è necessario aggiungere un correttivo di almeno il 28% da sommare al tempo stimato, infatti con un interesse pari al 100% avremmo 72/100 = 0,72 anziché 1 anno. Come si evince dalla tabella sono necessari tra gli 8 e i 9 anni per raddoppiare il capitale a partire da un interesse del 10% inserendo il correttivo avremmo infatti 7,2+28%= 9,2 anni

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Scegliere il proprio regime contributivo in relazione all’effetto degli interessi composti

Prima si iniziano a generare interessi, migliore sarà il risultato potenziale di lungo termine dell’investimento. Per coloro che fanno trading e hanno necessità di scegliere il proprio regime contribuivo, la consapevolezza dell’effetto degli interessi composti dovrebbe portarli alla scelta del regime in grado di utilizzare con la massima efficacia il capitale a disposizione.

In questo senso il regime dichiarativo, permette al trader di presentare la dichiarazione dei redditi una volta all’anno, generalmente nel periodo che va dall’inizio fino alla fine di giugno dell’anno successivo a quello dell’anno di dichiarazione. Con questo tipo di regime il contribuente ha a disposizione un intero anno per utilizzare gli interessi maturati dalle sue operazioni, rappresentate dai guadagni dei suoi trade, prima di doverli decurtare dell’imposta sostitutiva, che sarà dovuta nell’anno successivo e sarà al 26% delle plusvalenze. Così facendo, il trader dispone di maggiore liquidità sul conto trading, rispetto a quanto accade nel regime amministrativo, dove il versamento su base giornaliera priva molto presto l’investitore delle somme da destinare agli investimenti.

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