Investimento: le possibilità che un imprenditore non deve lasciarsi sfuggire questo mese

Gennaio 2022: quali sono le opportunità di investimento adatte al profilo reddituale e alla propensione al rischio di un imprenditore?

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Un professionista abituato a indirizzare con scelte ponderate il proprio capitale può essere interessato a ricevere idee di investimento fuori dal suo settore tradizionale. Ecco alcuni investimenti e il potenziale del contesto operativo di gennaio 2022. Le prospettive di investimento per un imprenditore con un reddito di circa 50.000 euro l’anno sono ampie ma anche complesse.

Maggiore è il capitale da investire maggiore è la sensibilità per l’esposizione al rischio e quindi il dettaglio delle variabili da considerare. Gli investitori oggi sono preoccupati per la Cina, il Covid, l’inflazione, i rendimenti dei buoni del Tesoro statunitensi, e la debolezza dell’euro. Tuttavia, ci sono ottimi motivi per pensare di riuscire a far fruttare a proprio vantaggio le incertezze per il 2022.

Il contesto operativo di gennaio 2022

Tra le idee di investimento per diversificare un capitale di 50.000 euro ci sono i metalli preziosi. La scorsa estate, si è verificata una divergenza tra i tassi di interesse reali e il prezzo dell’oro. La crescita della liquidità in circolo nel sistema finanziario ha favorito soprattutto investimenti a basso rischio, come i titoli di Stato USA. La forte domanda ha spinto i rendimenti nominali dei buoni del tesoro USA a un crollo medio di 100 punti base, da gennaio 2020 al minimo di febbraio 2021. Gli investitori hanno cercato di difendere il capitale attraverso i beni rifugio. Nonostante questo l’investimento in titoli governativi non indicizzati alla crescita del livello generale dei prezzi, espone gli investitori al rischio di un’improvvisa fiammata dell’inflazione.

L’impossibilità di modificare sul breve termine il sostegno ai debiti pubblici, come quelli di alcuni paesi fondamentali per l’Europa come l’Italia, può rendere l’oro ancora a gennaio 2022 un bene rifugio ideale. India, Cina, Turchia grandi economia importatrici di lingotti possono contribuire nuovamente alla prosecuzione del trend rialzista.

Il prezzo dell’oro è arrivato ai suoi apici a luglio 2020 quanto ha superato i 2000 dollari all’oncia. Oggi si muove in un range di lungo periodo, trovandosi sospeso tra le aspettative di ripresa economica di Europa e Stati Uniti e delle politiche monetarie dipendendo soprattutto da quelle della Federal Reserve. L’inflazione è ancora prezzata come se stesse per sparire, nonostante non sia più limitata a una gamma ristretta di prodotti e non possa più definirsi transitoria. È possibile destinare a gennaio una parte dei propri risparmi a titoli sull’oro come Futures, opzioni, cfd o ETF.

Come investire sull’oro e sui metalli preziosi

Il Future permette è un titolo che permette di acquistare o vendere l’oro mediante contratti legati al suo valore. Degli strumenti derivati è sicuramente il più efficiente e regolamentato in quanto è scambiato su una borsa valori. Il suo limite rispetto ad altri derivati è il controvalore più elevato e quindi un investimento mimino maggiore.

  • Opzioni: questo derivato ha come sottostante i futures e permette di investire e fare trading sull’oro in maniera alternativa. Le Opzioni sono uno strumento particolare, perché permettono di alternare una strategia basata sulla price action, con una che prende in considerazione l’evoluzione temporale, come variabile principale nella dinamica del prezzo.
  • ETF: Gli ETF acronimo di Exchange Trade Fund sono titoli legati all’andamento di fondi comuni di investimento che replicano l’andamento di indici, materie prime o panieri di asset. ETF permette di risparmiare sulle commissioni dei fondi comuni sia dovuti in caso di performance straordinaria o per l’ingresso o l’uscita dal mercato.

Se si vuole investire sui metalli preziosi non si può non diversificare una parte del proprio capitale tramite l’argento. Così come l’oro anche l’argento è correlato alla variazione del ciclo economico. Il suo valore è influenzato dai dati macroeconomici come Pil, inflazione, o tassi di interesse. Variazioni negative di Pil, occupazione e valore del Dollaro, sono da intendersi come inversamente proporzionali al suo prezzo. Al contrario variazioni positive dell’inflazione o dei tassi di interesse sono da considerare positive per l’incremento del suo valore. Il vantaggio dell’argento rispetto all’oro è che risulta più volatile e permette così di ottenere variazioni maggiori in un minore arco temporale.

Investimento nel settore tecnologico e ambientale di gennaio 2022

I modelli sugli effetti del riscaldamento climatico hanno messo in luce l’impreparazione agli effetti futuri del riscaldamento globale. Il rapporto pubblicato ciclicamente dal panel Intergovernativo sul riscaldamento globale, rappresenta lo sforzo congiunto a livello internazionale dei massimi esperti sul tema. Gli obbiettivi climatici puntano oggi a mantenere il riscaldamento globale entro gli 1,5 gradi almeno fino al 2050.

Gli effetti che questi avranno sui nostri sistemi politici ed economici sono difficili da prevedere ma grazie alla tecnologia, e alla capacità ingegneristica siamo in grado oggi non solo di evitare le emissioni di Co2 ma anche di catturare l’anidride carbonica.

Il settore energetico tradizionale come l’industria petrolchimica si è preparata alla riconversione industriale del suo business. Le grandi multinazionali del settore sono in grado di stoccare le migliaia di tonnellate di Co2 catturate, all’interno di quelli che sono i giacimenti ormai estinti o non più remunerativi di petrolio. Per ragioni tecniche, questa sembra l’unica opzione oggi in grado di incidere davvero sugli effetti del surriscaldamento globale, agendo in maniera diretta sui gas responsabili dell’effetto serra. Per questo motivo la cattura della Co2 potrebbe essere il futuro in cui verranno canalizzate le maggiori risorse economiche.

Il potenziale economico di Eni e l’investimento nella cattura, stoccaggio e utilizzo della Co2.

Tra le aziende impegnate nel settore c’è Eni che ha diversi progetti in corso seguiti dal Centro Ricerche di San Donato Milanese e dal Centro Ricerche per le Energie Rinnovabili e l’Ambiente di Novara. Questi riguardano la cattura, lo stoccaggio e il riutilizzo della Co2.

Eni punta sul piano operativo, a creare uno dei maggiori indotti al mondo per lo stoccaggio di carbonio. La società di idrocarburi ha già tra i suoi asset siti di stoccaggio esclusivi e permanenti come i giacimenti esauriti dell’Adriatico. Questi che non produrranno più gas naturale, con il riutilizzo di una piccola parte delle infrastrutture esistenti, possono offrire a costi molto competitivi una soluzione rapida e concreta per la riduzione delle emissioni. La tecnologia CCS acronimo di capture carbon storage, rappresenta l’unica opzione immediatamente disponibile per quei settori le cui emissioni non possono essere abbattute sul breve termine. Tra questi cementifici, acciaierie, stabilimenti chimici etc. per i quali una considerevole parte delle emissioni di anidride carbonica è legata al processo industriale e non può venire evitata ricorrendo alle energie rinnovabili.

A livello internazionale, Eni sta realizzando progetti e collaborazioni fuori dall’Europa, nel Regno Unito, negli Emirati Arabi e in Libia. Questi consentiranno lo sviluppo di un articolato ventaglio di tecnologie. Tra queste il riassorbimento tramite fissazione della Co2 negli organismi viventi come le microalghe, la mineralizzazione della Co2 e il suo impiego nella formulazione di cementi, brevettato ad aprile 2021. Un progetto di più ampio respiro, infine, punta a catturare la CO2 direttamente a bordo dei veicoli.

L’evoluzione e il potenziale dei pagamenti digitali del settore finetech

Per quanto riguarda più propriamente il settore finetech negli ultimi anni il settore finanziario si è evoluto e promette ampi margini di crescita. Se questo è vero le prime a beneficiarne saranno realtà come Square e Paypal e anche Goldman Sachs.

Square è una società impegnata nel settore dei pagamenti digitali. L’azienda offre un servizio che permette ai commercianti di accettare carte di credito utilizzando i loro telefoni cellulari. La società è in grado così di avvantaggiarsi della competitività, soprattutto in termini di costi e commissioni, di un ecosistema finanziario sempre meno legato agli istituti finanziari e sempre più digitale.

Ciò che rende Square meritevole dell’attenzione degli investitori sono Cash App e Square Online Store. La prima è un’applicazione che ha avuto una crescita esponenziale anno dopo anno e un potenziale praticamente illimitato nel settore finanziario. Il secondo è Square Online Store, una piattaforma e-commerce che aiuta i commercianti che si avvalgono dei servizi di pagamento di Square a offrire i loro prodotti direttamente online.

PayPal e Honey Science Corporation.

PayPal Holdings è il leader indiscusso nei pagamenti online, in grado di avere ottime performance anche 2022. Con oltre 361 milioni di account attivi, la società può ancora incrementare il suo giro d’affari a cui può contribuire Venmo. L’applicazione con più di 60 milioni di utenti permette di effettuare pagamenti anche nei negozi fisici non che quelli da persona a persona. PayPal ha anche acquisito attività complementari come Honey, un estensione del browser che tiene traccia dei codici promozionali, avvisa gli utenti degli sconti sugli articoli nelle loro liste dei desideri e offre a sua volta sconti o premi attraverso il suo programma Honey Gold. La società ha superato i 17 milioni di utenti mensili e ha accordi commerciali con oltre 30.000 siti commerciali.

L’azienda valutata e acquistata per circa 4 miliardi di dollari, è in grado di attirare a sé una vasta platea di utenti che possono entrare in sinergia con il servizio di pagamento di PayPal. L’azienda di pagamenti ha ora una potente piattaforma sulla quale fare affidamento per il coinvolgimento dei clienti riservando iniziative personalizzate sulla base delle preferenze di consumo. PayPal è in grado di usare i dati aggregati per offrire consigli su prodotti o commercianti specifici.

Goldman Sachs

Anche Goldman Sachs sta riuscendo ad approfittare del finetech rinnovando il suo modello di business. La piattaforma di risparmio e prestito personale Marcus è stata la prima componente che ha dato avvio all’innovazione a cui è seguita nel 2019 l’emissione di una carta di credito esclusiva per Apple. I prossimi prodotti finanziari includono una piattaforma di investimento e conti correnti, e questo potrebbe essere solo l’inizio. Tutti questi servizi verranno attivati senza ricorrere a una rete di filiali ma con un approccio incentrato sulla tecnologia e improntato all’efficienza.

Ferrari: un investimento da valutare a gennaio 2022

Il made in Italy si dimostra ancora una volta garanzia di qualità e ricercatezza. Ferrari torna negli ultimi mesi a fare sfoggio del gradimento degli investitori. Le ultime variazioni delle quotazioni confermano quanto già era palesemente dimostrabile con quella che è la reputazione dei marchi italiani. Ferrari che opera nel settore delle automobili sportive e nella vendita di abbigliamento e oggettistica con il marchio del cavallino, è riuscita a innescare nuovi entusiasmi per il suo titolo. Questo è passato dai 190 euro di inizio ottobre 2021 agli attuali 225 per un incremento superiore al 22% soli due mesi. Con un rapporto prezzo utili di 47,39 euro si trova dal punto di vista tecnico in una fase di consolidamento. Questa potrà riprendere slancio a gennaio, per una prosecuzione della tendenza rialzista.

Le prospettive ottimistiche di Morgan Stanley, hanno fissato il titolo della casa di Maranello a un obiettivo di prezzo pari a 350 dollari. Ferrari esporta quasi il 90% della sua produzione,  con una presenza capillare nei mercati internazionali costituiti da almeno 60 paesi nel mondo.

Assicurazione aziendale e pensione integrativa

Per chi fa impresa oltre alla responsabilità assicurativa sui propri dipendenti è possibile assicurare la propria azienda dai rischi e sinistri correlati alla propria attività economica.

Esistono soluzioni assicurative per imprese impegnate in attività artigianali e manifatturiere del settore alimentare, metallurgico, tessile, chimico e dell’arredamento. Nello specifico è possibile assicurare aziende pubbliche o private potenzialmente esposte al rischio inquinamento. Se hai una piccola o media impresa nel settore manifatturiero del commercio o dei servizi, è possibile assicurare i beni durante il trasporto via terra, mare o aereo.

Gli imprenditori che hanno investito tramite la propria azienda nella realizzazione di impianti di produzione di energia rinnovabile, con cessione al gestore di rete, possono assicurare quelli di qualunque fonte: solare, eolica, idrica, prodotta da biomasse o da olio vegetale.

Investimento? I vantaggi di un piano di accumulo pensionistico

Garantire tramite il proprio capitale una forma di pensione integrativa è possibile e necessario quando il libero professionista vuole interrompere la propria attività lavorativa prima della pensione ordinaria . La legge italiana consente di maturare una previdenza volontaria che si aggiunge a quella obbligatoria. Uno degli strumenti di previdenza integrativa è ad esempio il Pip, un piano di accumulo finalizzato a investire il capitale depositato con versamenti regolari nel corso del tempo. Il Pip acronimo di piano individuale pensionistico, prevede il versamento di contributi regolari associati a un piano di investimenti.  Esso è a tutti gli effetti in grado di generare una rendita vitalizia che va a integrare la pensione per tutta la vita del contraente.

A differenza dei fondi pensione i PIP, pur rimanendo a tutti gli effetti delle forme di pensione integrativa, sono dei contratti di assicurazione sulla vita. Esse possono essere di ramo I ovvero polizze tradizionali, o ramo III cosiddette polizze Unit linked e sono istituiti esclusivamente da imprese assicurative.

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Una forma di previdenza integrativa ad alto potenziale

Tra i vantaggi del PIP quello di predisporre insieme al consulente il piano di investimenti tramite cui verranno maturati gli interessi. Il Pip può inoltre essere reversibile predisponendo delle garanzie in favore degli eredi. L’adesione a un Pip è possibile per qualsiasi soggetto a prescindere dall’attività lavorativa svolta. Tramite questa forma di previdenza integrativa il capitale versato dall’aderente costituisce un patrimonio separato dall’attività dell’impresa assicurativa che lo gestisce. In questo modo il risparmio versato rimane estraneo a qualsiasi vicenda debitoria o di fallimento del gestore.

Quali sono i rendimenti avuti da questo tipo di prodotti previdenziali? I Pip più performanti collegati alle polizze Unite linked, al netto dei costi di gestione e della fiscalità, hanno generato nel 2021 interessi medi del 7,1%. La media rimane naturalmente più bassa. Considerando un investimento della durata di almeno 10 anni, il rendimento medio annuo dei Pip del ramo III è del 3,8% mentre quelli del ramo I del 2,3%.

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