Per investire e combattere l’inflazione ci sono 2 semplici modi che permettono di guadagnare nonostante le turbolenze sui mercati

Proteggere il portafoglio o i risparmi sembra in un periodo come questo piuttosto complicato; la motivazione sono le due facce dell’inflazione non sempre chiare all’investitore 

Come impiegare il proprio risparmio in tempi così incerti? L’inflazione erode la liquidità, il denaro lasciato disinvestito rimane così senza difesa.

guadagnare inflazione

Tra i titoli che possiamo sfruttare a nostro vantaggio messi a disposizione del tesoro Btp Italia e Btpei. L’inflazione di giugno salita in Italia su base annua all’8% ha reso urgente la necessità dell’emissione di titoli in grado di proteggere dall’erosione del potere d’acquisto.

In questo contesto il Btp Italia è l’unico strumento indicizzato al tasso di inflazione italiana e nello specifico all’indice Foi, che rileva i prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi. Ogni sei mesi la cedola minima allo 1,6% viene rivalutata alla variazione dell’inflazione. Sulla stessa logica il Mef emette regolarmente i Btpei con scadenze che coprono tutto l’arco di interessi di investimento; dai 18 mesi fino ai 30 anni.

I due aspetti dell’inflazione di cui essere consapevoli prima di investire

A complicare il quadro, tuttavia, ci sono i due aspetti dell’inflazione; la parte relativa ai consumi e quella relativa all’offerta, in particolar modo rispetto alle materie prime. Investire sui mercati anche attendendosi una possibile recessione non è semplice; una strategia è vendere accumulando posizioni allo scoperto sulla forza dell’azionario o comprare sulla debolezza delle commodity.

Al momento sembra che i mercati prezzino una recessione moderata e dovranno quindi scendere verso nuovi minimi. Bisognerà fare comunque attenzione anche ai recuperi che accompagneranno la riduzione dell’inflazione tra qualche mese. Tra i due tipi di inflazione è quella legata ai consumi a portare per prima un sollievo tra gli investitori. La riduzione dei prezzi dei beni di consumo può innescare una reazione positiva dei mercati già entro il prossimo mese.

Per l’altra parte dell’inflazione bisognerà fare i conti con dinamiche più insidiose e indipendenti rispetto alla prima. Le autorità monetaria possono continuare perciò ad agire in modo imprevedibile nel tentativo di regolarsi in base alle variazioni della domanda delle materie prime. In particolare, è l’incognita delle forniture di gas russo a rendere possibili scenari contrastanti; si va da una ripresa anche parziale dell’economia alla certezza della recessione.

Per questo oltre ai rendimenti cedolari, gli investitori possono ottenere una protezione dall’inflazione investendo in uno dei settori portanti dell’economia reale, rappresentato proprio dalle materie prime. Dopo gli ultimi mesi poco incoraggianti, gli investitori si chiedono cosa verrà dopo. Se il futuro economico risulta ancora incerto esistono settori legati ai consumi di base su cui la domanda non potrà che rimanere elevata.

Il prezzo delle materie prime oltre ad avere una stretta relazione con l’inflazione è di fatto un driver della stessa. Si tratta di un mercato generalmente volatile particolarmente legato all’andamento dell’economia reale. Tra le commodity che possono generare buone performance nel corso dell’anno, metalli come oro, argento e rame, alimentari come grano, soia, mais e olio vegetale. Al di là delle attuali dinamiche di mercato queste materie prime saranno protagoniste del settore industriale, nonché degli asset utilizzati anche come bene rifugio e in generale costituiscono un ottimo spunto per diversificare il rischio.

Ognuno di essi si muove in modo diversificato ed è necessaria un’analisi del prezzo per garantirsi un livello di ingresso ed eventualmente di uscita ottimale.

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