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Economia e Finanza

Investire il bonus di 150 euro: la soluzione migliore arriva dai Buoni fruttiferi postali

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A novembre molti italiani riceveranno un beneficio contro il caro bollette, c’è chi sta pensando di investire il bonus di 150 euro in bfp.

In seguito all’approvazione del decreto aiuti ter, si è deciso di erogare un bonus del valore di €150 in favore di alcune categorie di lavoratori, pensionati e percettori di reddito di cittadinanza. Ci stiamo riferendo il beneficio che il Governo mette a disposizione dei cittadini con lo scopo di offrire loro un concreto aiuto contro il caro energia.

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Il bonus di 150 euro è una misura che segue la falsa riga del bonus una tantum del valore di €200, introdotto dal decreto aiuti bis. Tuttavia, in questo caso, è stata ridotta la soglia di reddito prevista che per accedere al beneficio. Di fatto, se per il bonus di €200 era necessario avere un reddito annuo complessivo del valore di €35.000, per il bonus di novembre serve una soglia reddituale di €20.000.

In ogni caso, questa somma di denaro ha lo scopo di offrire un sostegno economico alle famiglie in difficoltà, a causa del caro bollette. Tuttavi, potrebbe essere anche uno spunto per investire la cifra in buoni fruttiferi postali.

In questo modo, si riuscirebbe a far maturare un rendimento fisso sulla somma di denaro erogata dallo Stato.

Investire il bonus di 150 euro: le soluzioni più convenienti

A novembre alcuni italiani riceveranno il bonus del valore di €150 direttamente in busta paga, come forma di sostegno economico contro il caro energia.

Coloro che intendono investire questa piccola somma di denaro dovrebbero prendere in considerazione i buoni fruttiferi postali. Si tratta di prodotti di risparmio dal rendimento crescente che, al momento, rappresentano una delle soluzioni più convenienti del mercato.

Nell’ultimo anno il rendimento dei buoni fruttiferi postali ordinari è salito al 2%, così come stabilito dal decreto del Ministero dell’Economia, dello scorso 6 luglio. Ciò vuol dire che i rendimenti sono quadruplicati rispetto all’anno precedente, per effetto dell’aumento del tasso di inflazione.

Dando un’occhiata ai prodotti messi a disposizione da Poste Italiane, è possibile notare che anche gli altri buoni sono stati caratterizzati da un rialzo dei rendimenti. Basti pensare che anche il buono dedicato ai minori, oggi ha un rendimento del 3,5% contro il 2,5% precedente.

Tra gli aspetti che rendono questi strumenti di risparmio particolarmente convenienti c’è l’assenza dei costi, sia per le commissioni di collocamento che per il rimborso. Inoltre, come è risaputo, i buoni fruttiferi postali sono caratterizzati da una tassazione agevolata e sono strumenti di risparmio garantiti dallo Stato, emessi da Cassa depositi e prestiti.

Tutti questi aspetti rendono i buoni fruttiferi postali convenienti e sicuri. Dunque, sono prodotti particolarmente appetibili per i risparmiatori meno esperti.

Il buono fruttifero postale ordinario

Tra le forme di risparmio più interessanti abbiamo il buono fruttifero postale ordinario, che ha una durata di 20 anni. Esso rientra tra gli strumenti di risparmio a lungo termine e si caratterizza per i tassi di rendimento fissi e crescenti nel tempo.

Il risparmiatore che opta per questo strumento di risparmio ha la possibilità di rimborsare il buono in qualsiasi momento. Attualmente il rendimento che caratterizza questi bfp è pari al 2%.

Tuttavia, esistono anche altri buoni fruttiferi diversi da quello ordinario, che presentano caratteristiche altrettanto convenienti.

Ci stiamo riferendo a:

  • Buono 3 anni Plus, si tratta di un buono fruttifero postale della durata di tre anni che permette di investire una somma di denaro nel breve periodo ottenendo rendimenti certi. Il rendimento effettivo annuo lordo è pari al 1%, ma il rimborso può essere richiesto in qualsiasi momento recuperando anche gli interessi maturati.
  • Buono Rinnova è uno strumento che può essere sottoscritto da coloro che hanno rimborsato un buono fruttifero postale scaduto, a partire dal 20 settembre 2022 e entro il periodo di collocamento del Buono Rinnova. Lo strumento di risparmio in questione ha una durata di 6 anni e prevede un rendimento annuo lordo alla scadenza del 2,25%. Gli interessi iniziano a maturare dopo il primo triennio, fermo restando che il risparmiatore ha la possibilità di chiedere il rimborso integrale anche in anticipo.
Floriana Vitiello

Aspirante giornalista. Si occupa della stesura di articoli per il web da oltre 5 anni. La scrittura è la sua più grande passione. Dopo diversi progetti editoriali in veste di Ghostwriter, approda su Trading.it e si dedica all’elaborazione di testi riguardanti pensioni, fisco e tasse. Impegnata in diversi progetti editoriali.

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