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Trading: la situazione internazionale è a un bivio, i tre elementi a cui fare attenzione

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I leader di oltre trenta nazioni si sono datti appoggio ieri dimostrando la compattezza dell’opposizione all’invasione russa. Tutte le possibilità per fermare la guerra indirettamente sono state giocate.

Gli Stati Uniti e i loro alleati hanno in qualche modo, raggiunto i limiti nel formulare una risposta globale al conflitto.

Questo significa che ora la situazione dipenderà soltanto da ciò che la Russia è ancora capace di fare. La pace continua a essere l’obbiettivo più importante, almeno per l’Unione Europea, che mantiene in piedi le sanzioni ma non sembra intenzionata a inasprirle.

In questo contesto molti investitori si domandano come sfruttare in borsa le occasioni di trading createsi con gli improvvisi squilibri portati dalla guerra. Nell’ottica del trader fare market timing investendo per anticipare la fine delle ostilità è un’idea che in questo caso può rivelarsi pericolosa.

Le condizioni di mercato molto volatili si sommano a un sentiment in cui l’ottimismo per una possibile soluzione, si somma al desiderio di comprare ai minimi per vendere ai massimi. Una parte degli investitori è uscita dal mercato con la speranza di evitare le perdite e rientrare in modo strategico nel momento più opportuno.

Con l’annuncio del primo rialzo dei tassi dalla fine del 2018, la Fed ha sancito la fine del tempo delle agevolazioni straordinarie messe in atto contro la crisi sanitaria. La Fed sta adottando un approccio restrittivo e intende mantenerlo a lungo.

La situazione internazionale è a un bivio, gli effetti delle sanzioni sono ancora sconosciuti

Se i tassi negli Stati Uniti continueranno a essere alzati come si prevede durante tutto l’arco di quest’anno, invece la BCE seguirà la stessa politica non prima di giugno. A parità di condizioni economiche, l’inflazione causata dall’attuale scenario bellico, non ha ancora finito di scontarsi sull’economia. Le conseguenze economiche della guerra in Ucraina e delle sanzioni imposte alla Russia sono ancora sconosciute e lo è in particolare l’esito e l’evoluzione della guerra.

Le nuove stime per la crescita della BCE prevedono in dettaglio un rallentamento dell’economia dell’Unione europea che passa dal 4,2 a un 3,7% del Pil. La pandemia ha mostrato la fragilità del mercato globale e del nostro mondo interconnesso. Quando la globalizzazione sembrava mostrare la sua massima espressione, la guerra in Ucraina ha nuovamente diviso il mondo in più definite sfere di influenza. La pandemia può ripresentarsi con sviluppi che si intrecceranno nelle nuove condizioni internazionali. Queste saranno seguite dall’evoluzione della tecnologia e dei suoi effetti sulla società.

L’investitore deve quindi prendere le sue decisioni di investimento riconoscendo tre elementi chiave che possono guidarlo nei cambiamenti dello scenario presente e futuro.

La situazione internazionale è a un bivio, un liberismo ibrido

Il primo elemento del cambiamento è il crescente orientamento del capitalismo verso forme di protezionismo sia in termini di sussidi che di controllo del commercio internazionale. Questo può esporre le aziende quotate a variazioni del valore date da interventi legislativi o anche dal ritiro più o meno prevedibile delle agevolazioni Statali.

Il secondo elemento è l’attenzione crescente delle aziende, così come di dipendenti, fornitori e clienti, verso le ricadute ambientali e sulla società in generale. Forse per la prima volta nella storia economica l’attività imprenditoriale deve svolgersi all’interno dei parametri etici stabiliti dai fattori ESG. Questo pone nuovi limiti e interviene pesantemente sull’evoluzione della società creando sul breve termine fenomeni speculativi causati dall’ampia pubblicità delle intenzioni dei Governi.

Su questo tema anche la legislazione degli Stati Uniti ha fatto dei passi decisivi in materia di regolazione delle aziende quotate. La Security and Exchange Commission, l’ente regolatore del settore finanziario USA, ha annunciato questa settimana novità importanti. L’ente richiederà alle aziende di divulgare pubblicamente le loro emissioni di gas serra e altre informazioni finanziarie relative al clima.

Negli USA l’ecologia regola già la finanza

Le aziende quotate saranno presto tenute a pubblicare informazioni sull’impronta ecologica delle loro attività. Prima d’ora la SEC richiedeva già che le società quotate divulgassero pubblicamente la loro situazione finanziaria nonché la loro esposizione al rischio. Con le nuove informazioni, gli investitori saranno anche in grado di comprendere meglio i rischi specifici che i cambiamenti climatici comportano per queste società e l’impatto che queste a loro volta hanno sul clima.

Questo tipo di informazioni rivelano molte più vulnerabilità rispetto alle tradizionali informazioni finanziarie. Queste comprendono due insiemi di dati: scope1 ovvero l’emissione di carbonio rilasciate dalle attività dirette o finanziate dalla società. Scope 2 il consumo energetico dell’azienda quotata. Scope 3 le emissioni provenienti dalla catena di approvvigionamento e dai clienti di un’azienda.

Le aziende dovranno anche rivelare in che modo il loro valore futuro può essere influenzato dalla riduzione della domanda di combustibili fossili. Tutto ciò sarà verificato e pubblicato sotto supervisione di terze parti.

La situazione internazionale è a un bivio; l’innovazione tecnologica

Il terzo elemento è l’innovazione tecnologica che ha aspetti costruttivi e distruttivi. La velocità dell’innovazione tecnologica ha permeato l’economia così che la maggior parte dei settori sono oggi dipendenti e correlati dalle dinamiche di quelli più prettamente tecnologici. Accade con evidenza nel settore automobilistico così come in quello finanziario associati rispettivamente all’elettronica e alla blockchain. Lo stesso accade per la velocità di circolazione dei dati e la possibilità di creare tendenze improvvise influendo sulla variazione dei prezzi degli asset. Questo ha cambiato gli investimenti e il modo di approcciarsi al mercato. L’intelligenza artificiale potrà essere sempre più protagonista nelle scelte di investimento nonché nel trading vero e proprio. Questi tre fattori di cambiamento sono vere novità che esprimono nuovi potenziali così come una prospettiva di instabilità sul lungo termine.  

Andrea Carta

Ha studiato Analisi Tecnica dei mercati finanziari e ha svolto la professione di trader indipendente fino al 2019. Appassionato di letteratura e scrittura creativa, concilia le sue conoscenze ed esperienze scrivendo articoli in tema finanziario, socio economico e politico

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