Libretto postale: come funziona la successione? Incredibile la risposta, ecco 2 casi pratici che devi conoscere

Il libretto postale può essere oggetto di successione ereditaria, ma solo in caso di presenza di un solo titolare, poi deceduto. In ipotesi di cointestatari, il prodotto è destinato ad estinguersi. I dettagli

C’è chi saprà già come funziona, almeno a grandi linee, un libretto postale e qual è la sua utilità. Ebbene, altro non è che una specie di ‘salvadanaio’ in cui l’intestatario del libretto può immettere nel corso del tempo i propri risparmi senza rischiare di perdere denaro, e dunque con la garanzia di vederli protetti.

libretto postale
pixabay

Detto prodotto ha indubbi lati positivi, che ne hanno decretato il grande successo e la diffusione in tutto il paese. Come ogni altro strumento finanziario, se muore l’intestatario il libretto passa agli eredi grazie al meccanismo della successione del libretto postale.

Tuttavia, come ora vedremo, la legge distingue tra il caso dell’unico intestatario e quello della presenza di più cointestatari, ovvero più persone contitolari oltre al soggetto deceduto. Che succede in ciascuno di questi casi? Scopriamolo di seguito, non prima però di aver ricordato in sintesi che cos’è un libretto postale e a cosa serve.

Libretto postale: che cos’è in concreto

Come accennato in apertura, il libretto postale consiste in un prodotto di Poste Italiane che ha la finalità di raccogliere i risparmi del titolare. Grazie al suo meccanismo, sarà possibile versare di volta in volta delle somme in maniera che esse fruttino degli interessi nel corso del tempo. Il prodotto è emesso dalla Cassa depositi e prestiti Spa e su di esso interviene la garanzia dello Stato. Perciò si tratta di un prodotto estremamente protetto.

Esso può essere utilizzato per versamenti e prelievi in tutti gli uffici delle poste presenti nel nostro paese e con la carta libretto si può effettuare prelievo in ogni sportello Postamat. Sicuramente delle comodità per tutti i titolari del prodotto.

Il libretto postale ha una lontanissima origine, essendo nato nel 1875: di fatto ha dunque una tradizione molto solida, ma è stato in grado di adeguarsi ai mutati scenari e alle novità dei tempi odierni. Infatti, anche se pensato in origine come un prodotto esclusivamente cartaceo, da tempo è ormai presente anche in formato digitale – pur conservando le stesse caratteristiche e la stessa funzionalità della versione di carta.

Non dimentichiamo poi che di riferimento è il Regolamento per la sottoscrizione dei libretti postali.

Caratteristica del libretto postale è che:

  • può essere aperto a proprio nome,
  • ma può anche essere cointestato fino ad un massimo di altre 3 persone.

Ad es. se la firma sul libretto postale è diritto di ciascuno dei quattro cointestatari diversi, ognuno di loro può operare in autonomia. Ciò però a condizione che sia stata richiesta, all’atto della sottoscrizione del contratto, l’inclusione della clausola cd. “della pari facoltà di disposizione”.

Altro vantaggio non da poco del libretto è che l’apertura, l’estinzione e la gestione del prodotto non implica alcuna spesa per il titolare.

Come funziona la successione degli eredi? I due casi

Abbiamo accennato sopra che la successione del libretto postale può essere richiesta e ottenuta dagli eredi del soggetto deceduto, attraverso la presentazione di documentazione ad hoc presso gli uffici di Poste italiane. Tra questi documenti il certificato di morte oppure l’estratto dell’atto di morte, l’atto notorio o la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, la copia di un documento di riconoscimento del richiedente e di un documento di riconoscimento e del codice fiscale di tutti gli eredi del soggetto deceduto. Ovviamente andrà anche esibita la dichiarazione di successione. Si tratta di documenti molto importanti, che non bisogna avere con sé proprio in fase di successione.

In linea generale, ciò basta a poter subentrare nella titolarità del libretto postale, in sostituzione della persona che è mancata. Ma le norme distinguono due casi, vediamoli in sintesi:

  • se il libretto postale era intestato solo al defunto, la titolarità del libretto postale transita ai suoi eredi con applicazione delle classiche regole della successione ereditaria;
  • se invece il libretto era cointestato, vale a dire se ne erano titolari più persone oltre alla persona deceduta, alla data in cui si verifica la morte il prodotto si estingue.

Decesso di uno dei cointestatari del libretto: conseguenze

Di seguito vogliamo dare qualche ulteriore chiarimento in merito al secondo caso. Il decesso di uno dei cointestatari del libretto postale va reso noto in forma scritta a Poste italiane su iniziativa degli altri titolari. In quest’ultima ipotesi decade il diritto del cointestatario superstite di disporre in via separata, ed in particolare nel lasso di tempo che intercorre tra la data di comunicazione del decesso alle Poste e la data di estinzione del libretto postale.

In buona sostanza, in dette circostanze, il cointestatario:

  • non può fare operazioni sul libretto postale,
  • ma può ottenere da Poste italiane la liquidazione della quota di spettanza del saldo del prodotto.

Concludendo, solo entro queste regole sarà possibile applicare la successione al caso del libretto postale, salvo l’esclusione appena menzionata.

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