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Economia e Finanza

Limiti pignoramento dello stipendio, processi penali e civili: ci sono differenze?

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Secondo quanto stabilito dalla Corte di cassazione i limiti  pignoramento dello stipendio sono gli stessi, sia in ambito penale che civile.

Durante un processo penale o civile può essere stabilito dal legislatore che il debitore debba risarcire il creditore. In mancanza di altri beni, la legge ammette che si provveda al pignoramento dello stipendio, purché siano rispettati i limiti che garantiscono la sopravvivenza del debitore.

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In merito al suddetto punto, la Corte di Cassazione ha puntualizzato che, sebbene il creditore abbia il diritto a recuperare le somme di denaro che gli spettano, la legge è tenuta a tutelare anche il debitore.

A quest’ultimo, infatti, occorre garantire un’esistenza dignitosa anche quando avviene il pignoramento dello stipendio.

Limiti pignoramento dello stipendio: di cosa si tratta e come funziona

Quando si parla di pignoramento dello stipendio in realtà si fa riferimento al cosiddetto pignoramento presso terzi. Si tratta di un’opportunità che la legge offre ai creditori, per poter recuperare le somme di denaro che gli spettano.

Il pignoramento presso terzi è una procedura che consente di aggredire i beni del debitore, che non sono in suo diretto possesso. È questo il caso del pignoramento del conto corrente intestato al debitore oppure dello stipendio derivante da un rapporto di lavoro subordinato, con un datore di lavoro.

Il pignoramento verso terzi è regolamentato dall’articolo 543 del codice di procedura civile. Il suddetto articolo autorizza il creditore a procedere con il recupero dei crediti vantati nei confronti del debitore aggredendo i beni che si trovano in possesso di un terzo soggetto.

Questa procedura è un titolo esecutivo che permette al creditore di pignorare due cose diverse: i beni e i crediti. Nella maggior parte dei casi a subire l’attacco maggiore sono i crediti, come lo stipendio, il conto in banca, la pensione e così via.

Non tutti i crediti sono pignorabili, ma in ogni caso la legge stabilisce i limiti di pignorabilità.

I limiti di pignorabilità

A fine di garantire un’adeguata tutela anche al debitore, la legge ha fissato i limiti di pignorabilità dello stipendio e della pensione. Per questo motivo è stato stabilito che ogni creditore può attaccare solo un quinto dello stipendio o della pensione del debitore.

In sostanza, se il debitore in questione percepisce uno stipendio di €1000 netti, il creditore riceverà solo €200 (un quinto dello stipendio).

La normativa che disciplina i diritti del debitore e del creditore ha stabilito che esistono alcuni crediti impignorabili. Ci stiamo riferendo a quelli indicati nell’articolo 514, ovvero i beni che fanno parte della sfera affettiva. Sono pignorabili anche alcuni beni della vita domestica, come la fede, il crocifisso, i mobili, gli elettrodomestici di uso quotidiano e così via.

In base all’articolo 545, invece, rientrano tra i crediti impignorabili anche quelli alimentari, fatta eccezione per le cause di alimenti e con autorizzazione del presidente del tribunale.

Non possono essere pignorati dal creditore i sussidi di grazia o di sostentamento a persone povere o a donne in maternità. Anche per le somme dovute alle assicurazioni in caso di malattia o di morte.

Floriana Vitiello

Aspirante giornalista. Si occupa della stesura di articoli per il web da oltre 5 anni. La scrittura è la sua più grande passione. Dopo diversi progetti editoriali in veste di Ghostwriter, approda su Trading.it e si dedica all’elaborazione di testi riguardanti pensioni, fisco e tasse. Impegnata in diversi progetti editoriali.

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