Mercato del lavoro e tapering, la FED verso un nuovo dilemma

Le incertezze di questo ciclo economico non sono sufficienti per poter estendere gli sforzi delle banche centrali: cosa attendersi dalla Fed.

Job Market giornale

A livello internazionale osserveremo una riduzione graduale delle loro politiche espansive entro dicembre di quest’anno. La cautela con la quale si è tenuta la riunione di Jackson Hole, avvenuta da remoto, non è stata sufficiente a dare ai partecipanti sicurezze circa i tempi di quello che sarà il tapering, opportunamente posticipato fino a oggi. Nonostante la diffusione della variabile Delta negli Stati Uniti, il Paese dovrà iniziare per primo a ridurre il ritmo degli acquisti mensili di asset. Per quanto riguarda la Federal Reserve ammontano a 120 miliardi di dollari.

Jerome Powell, presidente della Fed, ha voluto rassicurare i governi e gli investitori rispetto la situazione economica attuale: “Mentre la variante Delta presenta un rischio a breve termine, le prospettive sono buone per un progresso continuo verso la massima occupazione”. La Fed mira a raggiungere un obbiettivo medio di inflazione pari al 2%. Accetta i rialzi dovuti alle recenti politiche espansive per compensare le carenze passate. Tuttavia l’aumento dei prezzi mette a dura prova questa logica. I dati pubblicati all’inizio della conferenza hanno mostrato come l’obbiettivo di inflazione sia stato ampiamente superato. Infatti è arrivaro al 4,2% a luglio, il tasso più alto degli ultimi trent’anni.

Jerome Powell non ha suggerito ai suoi colleghi un mutamento drastico delle politiche economiche. Ha avvertito invece i governi di prepararsi a un cambiamento nella tendenza. I nuovi dati che man mano arriveranno dovranno confermare la ripresa e la stabilizzazione della crescita dell’economia USA.

Fed: il mercato del lavoro si scontra con la politica monetaria

Per quanto riguarda il mercato del lavoro, certamente una politica monetaria espansiva è in grado di agevolare l’incremento della domanda. Un incremento possibile sia dei settori in sofferenza, che di quelli già in crescita, creando in questi ultimi una variazione dei prezzi a rialzo dato l’eccesso di domanda, che può influire anche sul costo del lavoro e sul potere d’acquisto. È necessario fare in modo che l’economia venga bilanciata da nuove assunzioni. Bisogna evitare che un incremento improvviso e simultaneo della domanda da parte delle aziende limiti la loro capacità di trovare lavoratori e vada a discapito degli sforzi fatti per correggere la tendenza negativa.

Se le imprese americane continueranno ad assumere al ritmo attuale, il tasso di disoccupazione potrebbe tornare al livello pre pandemia, intorno al 3,5% entro la fine del 2022. Ciò pone la Fed di fronte a un nuovo dilemma. Mentre il tasso di disoccupazione si è ridotto velocemente, questo non è stato accompagnato da assunzioni omogenee in tutti i settori. Una grande parte dei lavoratori sono ancora a carico del sistema. Il mercato del lavoro non è ritornato ai livelli precedenti e una parte importante dei lavoratori tra quelli più svantaggiati hanno semplicemente smesso di cercare lavoro. In questo modo è ridotta la percentuale di disoccupazione. La probabilità che un lavoratore in settori particolarmente in crisi abbandoni la ricerca, è molto più alta rispetto ai lavoratori disoccupati di altri settori.

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Il futuro del mercato del lavoro negli Stati Uniti

Maggiore è la stabilità del mercato del lavoro relativamente ai singoli settori, maggiori saranno le probabilità di sostenere la ricerca del lavoro anche durante crisi prolungate e gravi. Viceversa, in generale più il tasso di disoccupazione diminuisce maggiore è l’aumento della partecipazione al mercato del lavoro. Per questo motivo un basso tasso di disoccupazione non implica necessariamente che il mercato del lavoro stia effettivamente crescendo.

Intanto i dati macroeconomici USA relativamente a consumi e redditi hanno rafforzato la fiducia degli investitori. Sono stati messi per un momento da parte timori per un rallentamento della ripresa. Buoni risultati anche dai titoli energetici e dal greggio, che scambia vicino ai 72 dollari al barile. Nonostante le critiche verso Powell da chi vorrebbe una rapida conclusione del programma di aiuti, il tapering non sarà avviato senza accertarsi almeno della conclusione della crisi sanitaria.

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