Monete, la 100 lire della marcia, tesoro assoluto: può valere un monolocale

Monete che hanno letteralmente scandito la storia del nostro paese. Piccoli ritratti di un’epoca ormai smarrita nel tempo.

Monete
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Monete che legano il proprio percorso individuale alle sorti del paese che ne determina il conio. Che in qualche modo riescono ad identificare pienamente i tratti di quel paese a raccontarne la storia a citarne eventi ed addirittura personaggi. Monete che sono tutto e niente, possono rappresentare il massimo e valere pochissimo e poi rappresentare un piccolo tratto e valere somme spropositate, nel vero senso della parola. La ricerca della moneta perfetta, parte forse dalle origini del suo paese, da quello che quello stesso paese vuole raccontare di se, o che ha già raccontato. Strumento di propaganda in un certo senso, certo, potrebbe anche essere considerato questo, non sempre, ma in alcuni casi e momenti sicuramente si.

Di conseguenza possiamo ritrovarci di fronte serie di monete che affrontano alla perfezione una particolare epoca, una fetta consistente di anni, un arco temporale preciso che in qualche modo può raccontarci molto di quello stesso paese. I regimi totalitari solitamente attraverso particolari serie di monete, ma non solo, hanno raccontato e propagandato una immagina di se utile per inorgoglire e dare speranza alle masse, al popolo. Oggi alcune di queste serie, possono raccontare come niente quel determinato paese e di conseguenza valere tanti ma tanti soldi. Alcuni esempi concreti riguardano da vicino il nostro paese, inizio secolo, primi decenni del novecento, per la precisione, qualcosa succede.

Monete, la 100 lire della marcia, tesoro assoluto: gli esempi di monete più preziose in assoluto

10 lire impero
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In epoca fascista, ad esempio alcune serie lanciate dal Governo presieduto da Benito Mussolini riscuotono ancora oggi un notevole successo tra i collezionisti. La serie composta da monete di 20 lire, denominata “Littore e Italia genitrice”, per fare un esempio, può valere oggi svariate migliaia di euro. Altro esempio assolutamente calzante riguarda invece la serie di monete da 10 lire denominata “Impero”, in quel caso specifico ci troviamo di fronte a qualcosa si assolutamente eccezionale. Considerando eventuali ottime condizioni di mantenimento, possiamo affermare che la serie completa può valere tranquillamente anche 46mila euro.

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Parliamo di cifre probabilmente inarrivabili per il collezionista tipo, l’appassionato che passa il tempo libero a ricercare e catalogare monete. Qualche altro esempio particolarmente significativo? Andiamo indietro nel tempo, inizio anni venti del novecento. Nel 1922 ha luogo la marcia su Roma, una manifestazione simbolica che culminerà con la richiesta da parte dei fascisti di ricevere l’incarico di Governo da re Vittorio Emanuele III, ha inizio il “ventennio”. L’anno successivo, il Governo presieduto da Benito Mussolini intende celebrare quell’evento, coniando una specifica moneta da 100 lire. Su una delle facciate le immagini del sovrano con tanto di scritta “Vittorio Emanuele III Re d’Italia”, sull’altra un fascio littorio e la celebrazione quindi della marcia dell’anno prima.

Realizzata in oro 900 con un diametro di 35 millimetri ed un peso di circa 32 grammi con una tiratura da circa 20mila pezzi, questa moneta può valere oggi circa 5500 euro, parliamo insomma di prezzi già di per se alti, che però non si fermano anzi, in particolari condizioni aumentano. Nelle prime fasi del lancio della moneta in questione furono realizzati alcuni esemplari di prova, utili per l’appunto a testare l’oggetto stesso. Ebbene, quei particolari esemplari, in perfette condizioni di mantenimento possono arrivare a valere oggi circa 70mila euro. Parliamo di una cifra assolutamente fuori da ogni portata. Certo, prendiamo in considerazione il collezionista medio, qualcuno che non può certo spendere 70mila euro per una sola moneta.

Alcuni esemplari insomma sono considerati del tutto fuori dalla portata per milioni di collezionisti. Il loro valore è alle stelle, il motivo, bene o male è anche abbastanza comprensibile.

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