La banca senese è tornata sotto i riflettori di Piazza Affari. Monte dei Paschi ha ottenuto il via libera da Bruxelles per il proseguimento del piano di ristrutturazione a cui seguirà la nazionalizzazione.
I Governi italiani cercano da anni di salvaguardare il comparto bancario spingendo la razionalizzazione dell’attività economica di Monte dei Paschi.
A oggi nessun acquirente è stato in grado di fare delle offerte confacenti a quelle necessarie per garantire la sicurezza degli asset legati alla banca. In particolare, la banca risente di una situazione economica figlia dei compromessi scaturiti dalla sua strategia di controllo sul territorio. Rimane aperto quindi innanzitutto un problema politico che porterà alla sua definitiva nazionalizzazione. Dopo il piano di ristrutturazione la quota in mani pubbliche sarà così venduta allo Stato.
Il valore in borsa di uno dei più antichi istituti di credito al mondo è crollato nel tempo fino ai minimi di circa 45 centesimi. Da inizio anno la banca ha perso il 47% del valore della sua capitalizzazione. Le incertezze per la stabilità dei conti pubblici e del sistema economico italiano ha affossato ulteriormente la fiducia degli investitori su uno delle banche simbolo del Paese. Così lo Stato italiano si è impegnato nella ricapitalizzazione di Monte dei Paschi secondo le regole imposte dalla Commissione europea.
Prima del piano sistematico per gli aiuti di Stato l’istituto arriva ad avere nel 2017 2.100 filiali in tutto il territorio nazionale. Oggi la banca prevede circa 4 mila uscite volontarie e un aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro che dovrebbe arrivare in autunno. Monte Dei Paschi di Siena ha concluso il 2021 con risultato operativo netto positivo per 629,2 milioni di euro. Un miglioramento notevole rispetto al rosso di 20,3 milioni contabilizzato nel 2020.
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