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Trading sulle obbligazioni: la vicenda del BTP 2049 mostra l’importanza del tempismo per profitti da capogiro

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C’è grande attesa per l’esito della riunione del comitato di politica monetaria della Federal Reserve. Con un annuncio che appare scontato i tassi saliranno di un altro 0,75%.

Mentre la prima economia mondiale ha la politica di tassi più aggressiva dei paesi più industrializzati la sua influenza si ripercuote sui mercati obbligazionari anche oltre oceano.

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Anche in Europa nel frattempo i mercati sconteranno le decisioni sui tassi di ben tre banche centrali; quella svizzera, norvegese e del Regno Unito. La corsa al rialzo dei tassi d’interesse si sta rivelando più aggressiva di ogni previsione. Nessuno avrebbe immaginato fino a qualche mese fa che le banche centrali avrebbero agito tutte insieme contraddicendo la politica fortemente espansiva del post covid per riaffermare il controllo sulla dinamica dei prezzi al consumo.

Mentre in termini reali i tassi di interesse restano rimangono ancora bassi intorno all’1,25% l’inflazione in Ue viaggia al ritmo del 9,1% annuo.

BTp 1 settembre 2049. I risultati degli investimenti nell’emissione lasciano con l’amaro in bocca

Si registra così in questo contesto la variazione imprevedibile dei prezzi dei bond. Accade lo stesso ai BTP emessi dal Tesoro italiano. A febbraio 2019 il MEF emise il BTp 1 settembre 2049 con cedola 3,85% e una quotazione in forte trend rialzista che avrebbe sfiorato i 160 punti solo due anni più tardi. Ma cosa sarebbe successo al nostro capitale se fosse stato investito nel BTp 2049 fino a oggi.

Il titolo sbarcò sul Mercato obbligazionario Telematico di Borsa Italiana a un prezzo appena sopra la pari, chiudendo la sua prima seduta dell’11 febbraio 2019 a 100,40. Ieri l’obbligazione quotava a meno di 95,80 centesimi. Dopo la ricerca di beni rifugio l’aumento dell’inflazione ha reso poco efficienti i titoli a reddito fisso e in particolare quelli a rendimenti contenuti come i Titoli di Stato.

Tuttavia, negli ultimi tre anni e mezzo il BTp 2049 ci avrebbe staccato cedole per un controvalore effettivo lordo pari al 12% del nostro investimento. Il saldo complessivo sarebbe risultato, quindi, decisamente positivo e intorno all’8%. Al netto dell’inflazione scontata fino a oggi saremo tuttavia appena in pari. Naturalmente chi avesse rivenduto il titolo a pochi mesi dall’investimento avrebbe avuto un risultato positivo eclatante vicino al 40% lordo. Con il senno di poi sono tutti dei geni, in realtà l’esito della situazione economica di quegli anni era tutt’altro che prevedibile.

Non vi è alcun dubbio che sia stato un affare in perdita a causa delle tempistiche sbagliate di uscita dal mercato. Resta il fatto il BTp 2049 offre oggi un rendimento alla scadenza netto del 3,60% e che in un’ottica di lungo termine può compensare l’inflazione che tenderà a calare. Se prendiamo come riferimento l’obbiettivo di politica monetaria della BCE del 2% andrebbe sicuramente in profitto entro cinque anni.

Andrea Carta

Ha studiato Analisi Tecnica dei mercati finanziari e ha svolto la professione di trader indipendente fino al 2019. Appassionato di letteratura e scrittura creativa, concilia le sue conoscenze ed esperienze scrivendo articoli in tema finanziario, socio economico e politico

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