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Borsa e Mercati

Oro: dopo 3 settimane al ribasso si intravede una possibile risalita già da questa settimana

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Ci sono una serie di cose che gli investitori si attendono da questa settimana. Una tra queste è una variazione importante sulle quotazioni dell’oro.

L’esposizione sull’oro fisico e sulle azioni di aziende di estrazione dell’oro sono entrambe asset class hanno storicamente aiutato gli investitori a compensare potenziali perdite.

Era da novembre 2021 che non si vedevano tre settimane consecutive al ribasso sull’oro, con la chiusura settimanale inferiore alla chiusura della settimana precedente. Ci sono buone ragioni per pensare che l’attuale debolezza dei futures sull’oro sia dovuta alle attese in calendario questo mercoledì.

Mercoledì escono i dati sull’inflazione Usa, che a marzo ha toccato i massimi dal 1981 raggiungendo l’8,5% annuo. Nella stessa giornata escono i dati sui prezzi al consumo di Cina e Germania. Alle ore 10 della stessa giornata Ursula von der Leyen parlerà di quelle che sono le prospettive della BCE sul piano macroeconomico.

La paura è ben fotografata dall’indice Vix che misura l’aspettativa della volatilità del mercato azionario basata sulle opzioni dell’indice S&P 500. Il sentiment è misurato indirettamente attraverso l’incertezza che porta gli investitori alla domanda di opzioni put, utili al fine di coprirsi da eventuali ribassi bloccando il prezzo di vendita. Da qui consegue un aumento della loro volatilità implicita e dunque del valore dell’indice VIX.

Oro: la forza del dollaro contribuisce al ribasso delle quotazioni

Se l’attuale debolezza dell’oro è quindi legata ad alcuni fattori specifici, anche la forza del dollaro contribuisce a spingere a ribasso la quotazione della materia prima. In questo contesto il Dollaro sta fungendo nuovamente da bene rifugio; il dollar index ha toccato livelli che non vedeva da circa 20 anni. Oltre a questo, l’aumento dei tassi della FED ha determinato una pausa sul trend long del prezzo dell’oro.

Sono quindi alte le incertezze sulla rottura a rialzo della resistenza posta intorno ai 1900 dollari. Ciò significa anche che sono numerosi i trader posizionati a ribasso in attesa di entrare intorno al supporto in area 1.855 dollari. Il primo obiettivo di prezzo in ottica rialzista è il livello dei 1.960 dollari.

L’alternativa ai future e ai CFD sull’oro

L’alternativa ai future e ai CFD sull’oro sono i titoli dell’oro fisico e dell’estrazione dell’oro hanno sovraperformato durante i crolli più importanti avvenuti negli ultimi 40 anni. Tra il 2007 e il 2009 questi titoli hanno avuto un rendimento del 24,9% contro una perdita del 56,8% dello S&P 500. Una performance positiva si è avuta anche tra febbraio e marzo 2020 quando a fronte di un crollo di circa il 30% dello S&P 500 questi titoli hanno perso il 3,6%.

È possibile, ad esempio, esporre il portafoglio al valore dell’oro, tramite le azioni di Newmont Corporation NEM; una delle maggiori società di estrazione aurifera quotate al mondo. La società con sede a Greenwood Village Colorado ha più di 100 anni di attività ed è l’unica presente nell’indice S&P 500. Con una capitalizzazione di 57 miliardi di dollari ha visto negli ultimi sei mesi il valore del suo titolo crescere sostenuto da un trend rialzista per un incremento di circa il 33%.

Andrea Carta

Ha studiato Analisi Tecnica dei mercati finanziari e ha svolto la professione di trader indipendente fino al 2019. Appassionato di letteratura e scrittura creativa, concilia le sue conoscenze ed esperienze scrivendo articoli in tema finanziario, socio economico e politico

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