Paura e avidità: come non farsi sopraffare dalle emozioni nel trading

Nel mondo di Wall Street, un noto proverbio afferma che il mercato è guidato solo da due emozioni: la paura e l’avidità. Ad ogni modo, nonostante si tratti di una semplificazione eccessiva, spesso è vero.

Cedere a questi sentimenti, d’altra parte, può avere un impatto negativo significativo sui portafogli degli investitori, sulla stabilità del mercato azionario e persino sull’economia in una prospettiva più ampia.

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Esiste un’ampia letteratura accademica dedicata alla comprensione della psicologia del mercato. Questa letteratura è nota come ricerca sulla finanza comportamentale.

Lasciare che siano i sentimenti a dettare il vostro comportamento in materia di investimenti si traduce spesso in scelte illogiche che possono finire per costarvi molto denaro sul lungo periodo.

Nella maggior parte dei casi, è consigliabile ignorare la tendenza in atto, sia essa rialzista o ribassista, e attenersi invece a una strategia di lungo periodo fondata su solidi fondamentali. Inoltre, è di fondamentale importanza comprendere appieno il proprio grado di sensibilità al rischio e adeguare adeguatamente le proprie asset allocation quando la paura e l’avidità dominano il mercato.

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Una delle principali influenze dell’avidità negli investimenti e nel trading

Arricchirsi il più rapidamente possibile è un obiettivo condiviso dalla maggior parte delle persone e i mercati toro ci incoraggiano a provarci. Un buon esempio è l’esplosione di Internet alla fine degli anni ’90. Sembrava che tutto ciò di cui un consulente aveva bisogno fosse un’attività di consulenza.

Sembrava che all’epoca bastasse che un consulente proponesse un qualsiasi investimento con la parola “dotcom” alla fine, e gli investitori coglievano al volo l’opportunità di partecipare alla proposta. L’accumulo di titoli legati a Internet, molti dei quali erano solo all’inizio della loro attività, raggiunse il massimo storico.

Gli investitori sono diventati estremamente avidi, il che ha portato a una sovrabbondanza di acquisti e offerte, che a loro volta hanno spinto i prezzi a livelli insostenibili. Alla fine la bolla è scoppiata, come molte altre bolle precedenti nel corso della storia, facendo crollare i valori azionari dal 2000 al 2002.

“l’avidità è buona”?

Secondo la famosa citazione attribuita al finanziere fittizio Gordon Gekko, ripresa nel film Wall Street, “l’avidità è buona”. D’altra parte, questa mentalità di arricchirsi presto rende difficile avere una strategia di investimento mirata e a lungo termine, in particolare nel bel mezzo di quella che il presidente della Federal Reserve (Fed) degli Stati Uniti, Alan Greenspan, ha memorabilmente definito “esuberanza irrazionale”.

In situazioni come queste, è estremamente importante mantenere la calma e attenersi ai principi fondamentali dell’investimento. Questi principi comprendono la visione a lungo termine, la media dei costi in dollari e l’ignorare il gregge, indipendentemente dal fatto che il gregge stia comprando o vendendo.

L’“Oracolo di Omaha” ci insegna una lezione fondamentale.

Warren Buffett è un modello di investimento a lungo termine con occhi chiari. Ha trascurato soprattutto il boom delle dot-com e ha avuto la meglio su coloro che lo definivano sciocco. Buffett è un esempio di investimento con gli occhi chiari.

Buffett è rimasto fedele al suo metodo collaudato, che va sotto il nome di value investing. Per seguire questa strategia, che prevede l’acquisto di aziende che il mercato sembra aver sottovalutato, è necessario ignorare le mode speculative.

L’impatto della paura

Inoltre, il mercato è suscettibile di soccombere alla paura, così come è capace di farsi sopraffare dall’avidità. È possibile che gli investitori si spaventino collettivamente per le perdite future quando i titoli azionari registrano perdite significative per un periodo di tempo prolungato, il che li induce a vendere le loro partecipazioni. Naturalmente, ciò ha come conseguenza che i prezzi continuino a scendere, dando luogo a una profezia che si autoavvera.

Il comportamento del branco è un termine utilizzato dagli economisti per descrivere il fenomeno che si verifica quando gli investitori acquistano o vendono semplicemente perché tutti gli altri fanno la stessa cosa.

Così come l’avidità governa il mercato durante un boom, la paura governa il mercato dopo un crollo. Gli investitori vendono rapidamente le azioni e acquistano attività più sicure, come i titoli del mercato monetario, i fondi a valore stabile e i fondi a capitale protetto, che sono tutti titoli a basso rischio ma a basso rendimento. Al fine di mitigare le perdite, gli investitori vendono immediatamente le azioni.

La differenza tra investire in base ai fondamentali e seguire il gregge

Il disprezzo totale per gli investimenti a lungo termine basati sui fondamentali è dimostrato da questa fuga diffusa dal mercato azionario. È vero che perdere una percentuale significativa del proprio portafoglio azionario è un ostacolo difficile da superare; tuttavia, se non si approfitta di un eventuale rimbalzo, non si fa altro che rendere la situazione molto più difficile.

Gli investimenti a basso rischio impongono agli investitori, nel corso del tempo, un costo opportunità costituito dai profitti persi e dalla crescita composta che, a lungo termine, risulterebbe superiore alle perdite subite durante il crollo del mercato.

Uscire dal mercato insieme al resto del gregge, che di solito esce dal mercato nel momento sbagliato, può anche causare un buco significativo nel vostro portafoglio. È una situazione simile a quella che si verifica quando si abbandona la propria strategia di investimento a favore della più recente tendenza alla ricchezza istantanea.

Se non siete già completamente coinvolti, dovreste acquistare quando la massa se ne va, a meno che non siate già completamente investiti.Assicuratevi però di non mollare la presa.

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L’importanza del comfort

A seguito della proliferazione di notizie e reti di informazione disponibili 24 ore su 24, potrebbe verificarsi il fenomeno noto come effetto CNN. Esiste un collegamento tra tutta questa retorica sulla paura e l’avidità e la volatilità di fondo che esiste nel mercato azionario.

Quando gli investitori si trovano al di fuori della loro zona di comfort in seguito a perdite o alla volatilità del mercato, diventano suscettibili a questi sentimenti, che spesso portano a errori piuttosto costosi.

L’emozione di mercato dominante del giorno potrebbe essere influenzata dalla paura o dall’avidità irrazionale; è quindi importante evitare di farsi prendere da questi sentimenti e concentrarsi invece sui fatti. Determinare una distribuzione appropriata del patrimonio. Dal momento che è più probabile che siate più vulnerabili alla paura se avete un alto livello di avversione al rischio, la vostra esposizione alle azioni dovrebbe essere inferiore a quella di coloro che hanno un’alta tolleranza al rischio.

Una volta Buffett ha affermato:

“A meno che non si possa assistere a un calo del 50% delle proprie azioni senza farsi prendere dal panico, non si dovrebbe operare nel mercato azionario”.

Fare questo non è così semplice come può sembrare. Quando si tratta di regolare le emozioni, c’è una linea sottile che vi separa dal diventare estremamente ostinati. Inoltre, non dimenticate di rivalutare periodicamente l’efficacia del vostro piano. Quando si tratta di prendere decisioni per modificare il piano d’azione, è importante mantenere un livello di flessibilità e razionalità.

Domande frequenti (F.A.Q)

Qual è il significato di paura e avidità nel campo della psicologia di mercato?

La paura e l’avidità sono due delle forze più potenti nel mondo degli investimenti, un settore in cui molti investitori sono emotivi e reagiscono.

Alcuni esperti ritengono che l’avidità e la paura abbiano la capacità di influenzare il nostro cervello in modo tale da costringerci a trascurare il buon senso e l’autocontrollo, il che alla fine porta all’avvio di una trasformazione personale. Sia la paura che l’avidità possono essere potenti motivatori quando si tratta di situazioni che coinvolgono gli esseri umani e il denaro.

Quali effetti hanno la paura e l’avidità sul mercato?

Nel caso in cui gli individui siano sopraffatti dalla forza dell’avidità o della paura che si diffondono in un mercato, è possibile che si verifichino reazioni eccessive, con conseguente distorsione dei prezzi.

A causa dell’avidità, le bolle degli asset possono espandersi a un livello ben superiore ai fondamentali. D’altra parte, i sell-off possono durare per un lungo periodo di tempo e far scendere i prezzi a livelli significativamente inferiori a quelli che dovrebbero essere.

In che modo i trader possono sfruttare la paura e l’avidità presenti sul mercato?

Poiché le reazioni eccessive sono causate dalla paura e dall’avidità, i trader astuti hanno la possibilità di acquistare attività che sono state ipervendute e di vendere attività che sono state ipercomprate.

È possibile che l’adozione di un approccio contrarian, in cui si acquista quando gli altri sono in preda al panico e si comprano gli asset quando sono “in saldo”, e si vende quando l’eccitazione porta a bolle, possa essere un’idea intelligente. In fin dei conti, però, è nella natura umana far parte di una folla e, di conseguenza, può essere difficile resistere all’impulso di allontanarsi dal proprio piano.

Come è possibile stabilire se il mercato azionario è caratterizzato da paura o avidità?

Si possono esaminare diversi indicatori dell’umore del mercato, ma ce ne sono due che analizzano esplicitamente i sentimenti di paura e avidità legati al mercato. Ad esempio, l’indice VIX del Cboe segue le variazioni della volatilità dell’S&P 500 per determinare la quantità implicita di paura o avidità nel mercato. Questo indice viene calcolato analizzando le variazioni della volatilità.

Il CNN Business Fear & Greed Index è un altro strumento utile che traccia le fluttuazioni giornaliere, settimanali, mensili e annuali della paura e dell’avidità nel mondo degli affari.

Questo indicatore contrarian è stato progettato per determinare il livello di paura e avidità esistente nel mercato analizzando sette parametri distinti e assegnando un punteggio su una scala che va da 0 a 100 all’emozione degli investitori all’interno del mercato.

Conclusioni

Siete voi a prendere le decisioni finali sul vostro portafoglio e, in quanto tali, siete responsabili di qualsiasi risultato positivo o negativo che possa derivare dai vostri investimenti.

Per investire in modo efficace e mantenere il vostro piano a lungo termine, è essenziale attenersi a decisioni di investimento intelligenti, mantenendo il controllo delle vostre emozioni, indipendentemente dal fatto che siano basate sulla paura o sull’avidità, ed evitando di seguire senza pensieri il sentiment del mercato.

 

*NB: Le riflessioni e le analisi condivise sono da intendere ad esclusivo scopo divulgativo. Quanto esposto non vuole quindi essere un consiglio finanziario o di investimento e non va interpretato come tale. Ricorda sempre che le scelte riguardo i propri capitali di rischio devono essere frutto di ricerche e analisi personali. L’invito è pertanto quello di fare sempre le proprie ricerche in autonomia.

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