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Economia e Finanza

Pensionamento anticipato a 58 anni, possibile da subito con la speranza di rinnovo nella riforma pensione

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Pensionamento a 58 anni, realtà raggiungibile nel 2023, a confermarlo il Ministro del Lavoro, Andrea Orlando. Una buona uscita di cui potranno beneficiare specifiche persone, vediamo quali.

Una sorta di scivolo di cui nel 2023 in diversi andranno a tuffarsi.

Pixabay

Il pensionamento anticipato a 58 anni per molti potrebbe significare il realizzarsi di un vero e proprio sogno a occhi aperti.

Pensionamento anticipato, la conferma di Orlando

La conferma arriva dal Ministero del Lavoro. Vi sarebbe la volontà dell’esecutivo di prolungare Opzione Donna per altri 365 giorni, allargando al contempo il pubblico delle beneficiate. La problematica in realtà risiede altrove, e cioè nel fatto che non sappiamo se il Governo proseguirà il suo mandato tanto da attuare ciascun progetto ora allo stato di semplice ipotesi.

La suddetta e tanto bramata è, ora come ora, esistente solamente in una prospettiva idealistica. Per conoscere il futuro iter pensionistico caratterizzante il prossimo anno occorrerà attendere la stagione autunnale.

Ma la crisi rischia di mandare tutto all’aria e i lavoratori continuerebbero a navigare nel mare del dubbio e dell’incertezza.

Riforme da confermare

Solamente quanto accadrà nelle prossime settimane potrà confermare oppure screditare il consenso offerto dal Ministro del Lavoro Orlando al prolungamento di Opzione Donna (medesimo il discorso per l’APE Sociale). Tutto dipenderà dall’esito della crisi.

L’esecutivo scommette tanto su Opzione Donna, una disposizione ritenuta piuttosto dinamica e ben accolta dalle lavoratrici. Il presupposto è l’occasione di venir fuori dal mondo del lavoro con 35 anni di versamenti contributivi avendo compiuto 58 anni per le lavoratrici dipendenti e 59 anni per le autonome. Il maturare dei dettagli necessari dovrà essere avvenuto, stando all’odierno iter, entro il 31 dicembre 2021. Con la proroga accederebbero anche quelle che li matureranno entro il 31 dicembre 2022.

Il pubblico delle beneficiate, quindi, si allargherebbe con l’immissione della nate nel 1963 e 1964.

Varie ed eventuali

La riforma in questione presenta un sistema di rimando dell’inizio del pensionamento. Per le lavoratrici

  • dipendenti si tratta di un anno;
  • autonome si tratta di 18 mesi.

Vale a dire che dall’istante del raggiungimento dei requisiti al pensionamento vero e proprio dovrà passare la specifica finestra temporale, periodo in cui la donna proseguirà nel suo lavoro. L’obiettivo di chi si augura nella proroga è di godere del pensionamento a 58 o 59 anni. Atteso ovviamente un taglio sul bonifico pensionistico, sebbene proprio l’iter di computo contributivo sia la ragione per la quale un prolungarsi di Opzione Donna è quasi certo visto il suo non gravare sulle casse statali.

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