Consumatori e pensionati, aumenta la fiducia, il Governo può scongiurare la recessione nel 2023?

Il Pil del prossimo anno sembra destinato a subire una flessione. Nonostante questo, aumenta il clima di fiducia dei consumatori e delle imprese misurato dal relativo indice.

L’economia italiana può dimostrarsi più resiliente del previsto anche grazie ai consumi dei pensionati frutto delle rivalutazioni e delle garanzie ottenute dalla attuale riforma.

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A novembre l’indice del clima di fiducia dei consumatori consta una crescita da 90,1 a 98,1. Similmente l’indice composito del clima di fiducia delle imprese passa da 104,7 a 106,4. A rivelare il dato è l’Istat, spiegando che “dopo quattro mesi consecutivi di flessione il clima di fiducia delle imprese torna ad aumentare”. Aumentano in particolare le aspettative di crescita sulla produzione nel comparto manifatturiero, gli ordini nei servizi di mercato e le vendite al dettaglio.

Una tendenza da mettere in evidenza è quella dell’adesione dei commercianti italiani al Black Friday. Sebbene l’iniziativa abbia portato per molti un incremento del fatturato rispetto al 2021, i piccoli esercizi fisici esprimono un giudizio più problematico, in un quadro ormai completamente deregolamentato sono costretti a ridurre i margini di profitto per la concorrenza con minori oneri e costi delle vendite online.

Flessione a fine anno dell’economia italiana, resta ancora alta però la fiducia

Finita la fase di incertezza che ha caratterizzato il periodo precedente, la formazione del nuovo governo e i provvedimenti messi in campo dall’esecutivo hanno determinato una inversione di tendenza nel clima di fiducia per famiglie e imprese.

L’economia italiana potrà subire una lieve flessione a cavallo di fine anno, ma è prevista crescere comunque a un moderato anche nel 2023. Le previsioni sui conti italiani cozzano con quelle più nefaste di altre istituzioni che prevedono una recessione globale seppur di breve durata. Nel 2024 l’Italia secondo il Governo dovrebbe riassorbire le perdite e accelerare con una crescita del Pil vicino al 2%. Si tratta di stime su uno scenario base di relazioni commerciali con la Russia che rimangono invariate.

Migliorano le aspettative economiche per i pensionati

In deciso miglioramento anche le aspettative sulla situazione economica familiare per i pensionati. Non è il caso questo di una rilevazione ufficiale ma le iniziative portate a termine finora rivelano, nonostante i limiti di spesa, la volontà fattuale di migliorare in modo progressivo le condizioni patrimoniali dei pensionati.

L’obbiettivo sembra rimanere Quota 41. Tuttavia, questa sarebbe al momento un impegno gravoso e insostenibile viste le attuali emergenze. La platea si allargherebbe in maniera poco controllata, portando lo stato a dover attingere alle proprie finanze per un importo di ben 7,6 miliardi di euro.

Il provvedimento che prende il nome di Quota 103 permette invece ai lavoratori di ritirarsi in pensione all’età di 62 anni, con 41 anni di contributi pagati. La differenza con quota 41 è che quest’ultima permette di andare in pensione con 41 anni di contributi, a prescindere dall’età anagrafica.

Tra quota 41 e Quota 103, dunque, la discriminante fondamentale rimane l’età del lavoratore. Quest’ultima versione della riforma delle pensioni con un requisito anagrafico minimo di 62 anni riduce il costo per le casse statali 6 miliardi di euro.

In ogni caso, entrambe le soluzioni di riforma previdenziale: Quota 103 o Quota 41 nel 2023 sarà soltanto provvisoria; per entrare a pieno regime, occorrerà aspettare il 2024. Nel frattempo, sarà importantissima la stabilità del Governo e dell’azione di governo; entrambi rappresentativi di una importante componente per la fiducia propulsiva per consumi e investimenti.

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