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Economia e Finanza

Pensione di vecchiaia con soli 15 anni di contributi: quando è ancora possibile

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Alcuni lavoratori hanno la possibilità di andare in pensione anche con soli 15 anni di contributi. Quali sono i vantaggi reali dell’anticipo?

Per il 2025, l’età per accedere alla pensione di vecchiaia è rimasta immutata a 67 anni, a cui si aggiungono 20 anni di contribuzione. In attesa di un possibile innalzamento del presupposto anagrafico in virtù dell’adeguamento alle aspettative di vita, alcuni lavoratori hanno la possibilità di accedere alla pensione in anticipo.

Pensione di vecchiaia con soli 15 anni di contributi: quando è ancora possibile (trading.it)

Uno degli strumenti che consente l’uscita definitiva dal mondo anche senza un’età contributiva di 20 anni è quello offerto dalla cd. Riforma Amato. I lavoratori che rientrano in una determinata categoria sono esonerati dal rispetto degli stringenti requisiti contributivi introdotti nel corso degli anni dai vari Governi.

Questo strumento, inoltre, consente di andare in pensione anche a coloro che hanno una carriera lavorativa discontinua. Ma cosa prevede la Riforma Amato e a quali lavoratori è diretta?

In pensione con soli 15 anni di contributi: a chi spetta l’agevolazione della Riforma Amato?

Le tre “deroghe Amato” sono previste dal Decreto Legislativo n. 503/1992. La prima prevede che possono accedere alla pensione di vecchiaia coloro che hanno raggiunto almeno 780 settimane di contributi (pari a 15 anni) entro il 1992. Ai fini della maturazione dei requisiti richiesti, sono valide tutte le tipologie di contributi: obbligatori, figurativi, volontari, da riscatto o da ricongiunzione. Tale deroga si applica esclusivamente ai lavoratori iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria e alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi.

In pensione con soli 15 anni di contributi: a chi spetta l’agevolazione della Riforma Amato? (trading.it)

La seconda deroga Amato prevede la possibilità di andare in pensione con 15 anni di contribuzione ai lavoratori che, entro il 31 dicembre 1992, erano stati autorizzati al versamento dei contributi volontari, indipendentemente dal fatto che abbiano concretamente provveduto o meno prima di tale data.

La terza deroga, infine, si rivolge ai dipendenti che possiedono almeno 25 anni di anzianità assocurativa, dei quali almeno 10 anni (anche non consecutivi) discontinui, cioè con versamenti annui inferiori a 52 settimane. Rientrano in tale categoria soprattutto i lavoratori stagionali.

È opportuno specificare che le tre deroghe Amato influiscono soltanto sul requisito contributivo e non anche su quello anagrafico. Di conseguenza, i beneficiari dovranno necessariamente attendere il compimento dei 67 anni di età per poter andare in pensione (in base a quanto stabilito dalla Legge Fornero), perché non avranno diritto ad alcuno sconto anagrafico. L’unica differenza consiste nella possibilità di smettere di lavorare con soli 15 anni di contributi anziché 20.

A differenza degli altri strumenti di pensione anticipata, infine, non è stabilito il rispetto di una finestra mobile per il pagamento dell’assegno spettante. Di conseguenza, gli interessati riceveranno il primo accredito della pensione a partire dal mese successivo a quello di maturazione dei requisiti richiesti.

Antonia Festa

Sono una giurista, grande appassionata del mondo classico, di letteratura, politica, musica, teatro e cinema, divoratrice di serie TV. Sono socia di una compagnia di teatro amatoriale e ho curato la sezione 'Intrattenimento' per un giornale online, recensendo film e spettacoli televisivi e teatrali. Attualmente, lavoro come web content writer, occupandomi soprattutto di temi di natura previdenziale ed economica, che mi permettono di coltivare e approfondire il mio interesse per il diritto.

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