Pensione d’invalidità e tiroide: quando e come è possibile ottenere l’indennità

Pensione d’invalidità e tiroide: quando e come è possibile ottenere l’indennità d’invalidità se si hanno problemi alla ghiandola endocrina.

La tiroide è una ghiandola endocrina che ti trova nella parte anteriore del collo, davanti alla trachea. Essa ha il compito di regolare i processi metabolici e il consumo di energia dell’organismo, tramite la produzione di due ormoni, che in medicina vengono classificati con le sigle T4 e T3.

Pensione d'invalidità e tiroide
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Quando la ghiandola endocrina non funziona in maniera corretta può generare una serie di conseguenze negative per l’organismo umano. La tiroide può avere un malfunzionamento che riguarda l’eccessiva produzione di ormoni tiroidei, che è definita ipertiroidismo. In tal caso, i sintomi che caratterizzano questa condizione sono la perdita di peso, il nervosismo, l’ansia e gli sbalzi d’umore.

Se, invece, la ghiandola endocrina produce una minore quantità di ormoni si parla di ipotiroidismo che è la causa, tra le altre cose, di problemi metabolici.

Il lavoratore che è affetto da patologie che riguardano la tiroide potrebbe avere problemi a raggiungere l’età pensionabile prevista dalla riforma Fornero, ovvero 67 anni. Per questo motivo, la normativa italiana prevede la possibilità, per questi soggetti, di accedere alla pensione di invalidità civile.

Pensione d’invalidità e tiroide: facciamo chiarezza

I soggetti affetti da patologie gravi che riguardano il malfunzionamento della tiroide hanno difficoltà a proseguire la propria attività lavorativa. Per questo motivo, per tale categoria di lavoratori, è prevista la possibilità di accedere alla pensione di invalidità civile in attesa di raggiungere quella di vecchiaia.

Dopotutto, la disfunzione della ghiandola endocrina può essere la causa di una serie di patologie tra cui il gozzo, l’ipertiroidismo, l’ipotiroidismo o tumori.

Affinché venga riconosciuta la pensione di invalidità è necessario che le conseguenze del malfunzionamento della ghiandola siano tali da impedire al lavoratore di proseguire la propria carriera.

In casi di ipotiroidismo e ipertiroidismo gravi, il soggetto può essere affetto anche da un ritardo mentale. Quando si verifica una circostanza del genere al lavoratore è riconosciuta un’invalidità civile del 100% che permette di ricevere l’assegno mensile e l’indennità di accompagnamento.

Come ottenere il riconoscimento dell’invalidità

Affinché un soggetto affetto da mal funzionamento della ghiandola tiroidea posso ricevere la pensione di invalidità civile è necessario che la propria condizione medica sia accertata. In sostanza, il primo passaggio da fare consiste nel rivolgersi al proprio medico curante. Egli si occuperà di trasmettere, in via telematica, all’INPS il certificato in cui sono contenute le patologie di cui soffre il paziente.

Così facendo, sarà rilasciato un codice che permetterà al soggetto interessato di presentare domanda di invalidità, ricevendo l’assistenza di un patronato.

Dopo circa 30 giorni l’istituto previdenziale convocherà il paziente che dovrà sottoporsi ad una visita eseguita dalla commissione medica. Al termine della visita, la commissione rilascerà un verbale indicando la percentuale d’invalidità riconosciuta al soggetto.

Solo a questo punto, l’interessato potrà presentare domanda per ottenere l’invalidità civile e l’eventuale accompagnamento.

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