Pensione più vicina senza bollettini cartacei: cosa cambia davvero per i contributi INPS da maggio 2026

Dal 6 maggio 2026 l’INPS elimina definitivamente i bollettini cartacei per i contributi e sposta tutto online attraverso il Portale dei Pagamenti e il circuito PagoPA.

La novità interessa lavoratori dipendenti, autonomi, iscritti alla Gestione Separata e giornalisti che utilizzano la prosecuzione volontaria per raggiungere la pensione o aumentare l’importo futuro dell’assegno previdenziale.

Pensione e contributi
Pensione più vicina senza bollettini cartacei: cosa cambia davvero per i contributi INPS da maggio 2026 (Trading.it)

La nuova modalità cambia concretamente il rapporto tra contribuente e previdenza, perché ogni comunicazione relativa ai pagamenti passa ora esclusivamente in formato digitale. Chi versa contributi volontari non riceverà più modelli prestampati a casa e dovrà gestire tutto attraverso il portale INPS. La prosecuzione volontaria continua però a rappresentare uno strumento fondamentale per chi ha carriere discontinue, periodi di inattività o pochi contributi utili per maturare il diritto alla pensione. Il sistema permette infatti di colmare i periodi scoperti, incrementare il montante contributivo e migliorare l’importo dell’assegno previdenziale futuro.

A cosa servono i contributi volontari INPS

I contributi volontari consentono al lavoratore di continuare a costruire la propria posizione previdenziale anche dopo la cessazione o l’interruzione dell’attività lavorativa. La prosecuzione volontaria permette infatti di maturare anzianità contributiva utile per il diritto alla pensione e di aumentare il montante sul quale verrà calcolato l’assegno futuro.

I versamenti risultano validi per le principali prestazioni previdenziali dirette, comprese pensione di vecchiaia, pensione anticipata, assegno ordinario di invalidità e pensione di inabilità. La contribuzione può incidere anche sulle prestazioni indirette, come la pensione ai superstiti e la reversibilità.

Per molti lavoratori con carriere discontinue o con periodi di sospensione dell’attività, i contributi volontari rappresentano uno strumento decisivo per evitare vuoti contributivi che potrebbero ritardare il pensionamento.

Chi può richiedere la prosecuzione volontaria

La contribuzione volontaria riguarda i lavoratori che hanno cessato o interrotto l’attività lavorativa. Possono accedere al beneficio i dipendenti del settore privato iscritti al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, gli artigiani, i commercianti, i collaboratori coordinati e continuativi, i professionisti senza cassa iscritti alla Gestione Separata e i lavoratori agricoli.

Rientrano inoltre i lavoratori iscritti ai fondi speciali collegati al FPLD, compresi autoferrotranvieri, telefonici, elettrici, dirigenti ex INPDAI, Ferrovie, Fondo Volo ed ex IPOST. La possibilità interessa anche i giornalisti professionisti, pubblicisti e praticanti già iscritti all’ex INPGI e oggi confluiti nell’INPS.

L’autorizzazione resta valida senza limiti temporali. Anche in caso di sospensione dei versamenti, il lavoratore può riprendere la contribuzione in qualsiasi momento senza presentare una nuova domanda.

I requisiti richiesti dall’INPS per ottenere l’autorizzazione
Per ottenere l’autorizzazione alla prosecuzione volontaria occorre possedere specifici requisiti contributivi. Il lavoratore deve dimostrare almeno cinque anni di contributi complessivi oppure tre anni di contribuzione nei cinque anni precedenti la domanda.

Per le carriere discontinue, stagionali o temporanee e nei casi di part-time con periodi di non lavoro, il requisito si riduce a un anno di contribuzione nel quinquennio precedente.

La decorrenza dell’autorizzazione varia in base alla categoria di appartenenza. Per i lavoratori dipendenti parte dal primo sabato successivo alla presentazione della domanda, mentre per gli autonomi decorre dal primo giorno del mese di presentazione.

Domanda online e pagamenti digitali: cosa cambia dal 6 maggio 2026
Dal 6 maggio 2026 l’INPS completa la dematerializzazione del servizio e abbandona definitivamente i bollettini cartacei per i versamenti volontari.

La domanda di prosecuzione volontaria deve essere presentata online attraverso il servizio dedicato sul portale INPS utilizzando SPID, Carta d’Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi. All’interno della procedura il lavoratore indica anche la gestione previdenziale di riferimento, come FPLD, Gestione Separata, Artigiani, Commercianti, Fondo Volo o altre gestioni speciali.

Anche il pagamento passa interamente in formato digitale. I modelli precompilati non arrivano più per posta e il contribuente deve accedere alla sezione “Versamenti Volontari” del Portale dei Pagamenti INPS per effettuare il versamento tramite PagoPA.

Il pagamento può avvenire con carta di credito, carta di debito, conto corrente e altri strumenti abilitati. Il servizio resta disponibile anche tramite app INPS Mobile, app IO, banche, uffici postali e prestatori aderenti al circuito PagoPA.

Per i periodi inferiori al trimestre, il sistema consente di utilizzare la funzione “fraziona”, che aggiorna automaticamente l’importo dovuto in base al periodo effettivamente da coprire.

Quanto costano i contributi volontari INPS

Il costo della contribuzione volontaria varia in base alla gestione previdenziale e alla retribuzione o al reddito di riferimento del lavoratore.

Per i dipendenti, l’importo si calcola applicando l’aliquota IVS alla media delle retribuzioni percepite nelle ultime 52 settimane di lavoro. Per artigiani e commercianti conta invece la media dei redditi d’impresa dichiarati ai fini IRPEF nei 36 mesi precedenti la domanda.

Per i coltivatori diretti il calcolo si basa sulla media dei redditi degli ultimi tre anni, mentre per gli iscritti alla Gestione Separata il riferimento diventa il reddito medio derivante da collaborazione o attività autonoma dell’anno precedente.

Quando la retribuzione o il reddito risultano inferiori al minimale fissato dall’INPS, il versamento deve comunque essere effettuato sul minimale previsto dalla normativa previdenziale.

Scadenze trimestrali e rischio di perdita dei contributi
I contributi volontari seguono scadenze trimestrali rigide. I versamenti relativi al primo trimestre devono essere effettuati entro il 30 giugno, quelli del secondo trimestre entro il 30 settembre, quelli del terzo entro il 31 dicembre e quelli dell’ultimo trimestre entro il 31 marzo dell’anno successivo.

Le scadenze risultano perentorie. Se il lavoratore versa in ritardo, l’INPS non accredita i contributi e restituisce la somma senza interessi. Il contribuente può comunque chiedere che l’importo venga imputato al trimestre successivo.

Quando il versamento risulta insufficiente, l’Istituto accredita un periodo proporzionalmente ridotto rispetto alla somma effettivamente pagata. Se invece il pagamento supera l’importo dovuto, l’eccedenza viene restituita.

Deducibilità fiscale e vantaggi nel modello 730

I contributi volontari versati all’INPS restano interamente deducibili dal reddito complessivo ai sensi dell’articolo 10 del TUIR.

Il contribuente può indicare gli importi nel modello 730 o nel modello Redditi PF tra gli oneri deducibili relativi ai contributi previdenziali e assistenziali. La deduzione comprende anche eventuali versamenti effettuati per riscatto laurea, ricongiunzione assicurativa e altri strumenti previdenziali obbligatori.

La normativa riconosce la deducibilità anche per i contributi versati nell’interesse di familiari fiscalmente a carico. Il vantaggio fiscale effettivo dipende dall’aliquota marginale IRPEF applicata al contribuente e può incidere sensibilmente sul costo reale della prosecuzione volontaria, senza alcun limite massimo di deduzione previsto dalla legge.