Pensione di reversibilità e assegno di vedovanza: come funziona

Alcuni dettagli sulla pensione di reversibilità ed assegno di vedovanza: come funziona, requisiti, aspetti da sapere e particolari di seguito

Tanti gli aspetti che destano attenzione quando si affrontano temi che hanno a che fare a vario livello con l’economia. tra questi, la pensione di reversibilità e l’assegno di vedovanza: cos’è e come funziona, requisiti, arretrati e altri dettagli da sapere.

Pensione di reversibilità e assegno di vedovanza: come funziona
fonte foto:adobestock

Come i più attenti sapranno, la pensione di reversibilità è una indennità che viene erogata da INPS nel momento in cui purtroppo un coniuge viene a mancare, e consente una certezza economica, nel rispetto dei requisiti e delle condizioni previste per poter beneficiarne. Tuttavia, non è forse noto a tutti che tale pensione può essere integrata.

Anche in presenza di pensione di vecchiaia, per fare un esempio, il coniuge superstite può aver diritto alla reversibilità: al fine di ottenerla, tra gli aspetti da rispettare, è che non vi sia un reddito annuo maggiore di 20.489,82 euro. Altro aspetto ancora, riguarda l’invio della richiesta all’INPS. Si tratta, come viene spiegato da Informazioneoggi.it, di una erogazione che non ha luogo in via automatica.

La pensione ai superstiti è un assegno che dunque non arriva in modo automatico al decesso di un coniuge, ma si tratta di una misura per cui va fatta richiesta a INPS. Si legge che le normative inerenti tale emolumento sono flessibili, e in tal senso il vedovo oppure la vedova possono farne richiesta anche dopo anni dall’avvenuto decesso della persona cara.

Assegno familiare integrativo alla reversibilità, o assegno di vedovanza: cos’è, richiesta, come funziona

Di cosa si parla quando si fa riferimento all’assegno di vedovanza? Qui un approfondimento al riguardo.

Tale misura, spiega Informazioneoggi.it, è erogabile da INPS e spetta ai superstiti i quali percepiscono la pensione di reversibilità; richiede la presentazione di una certificazione medica e ovviamente la dichiarazione del reddito annuale. Coloro che rispondono ai requisiti previsti, possono ottenere sino a 52,91€ al mese, all’incirca 600€ l’anno,

Tale importo, ovvero 52,91€ sono erogati a coloro che non superano il reddito annuo di 28.659,42€; dai 28.659,43€ ai 32.148,87€ l’importo sarà ridotto ed erogato in 19,59€al mese. Oltre i 32.148,87€ non si ha più diritto a questa integrazione.

Ma tale maggiorazione a chi spetta? Si legge che per poterla richiedere, poiché non è una erogazione che avviene in automatico, occorre ed è necessario rientrare nei requisiti che sono, si legge: essere vedovo o vedova di un dipendente, tanto del settore pubblico quanto privato; essere titolare di una pensione di reversibilità; avere riconosciuta l’inabilità al lavoro, con una invalidità al cento per cento.

Per tale ragione occorre che vi sia la certificazione medica. Soltanto coloro che dimostrano di non essere abili al lavoro potranno avere tale extra, che, si legge ancora, tra l’altro non è incompatibile con altre misure, come nel caso dell’assegno in invalidità / accompagnamento.

Per fare richiesta dell’assegno di vedovanza, dunque, occorre essere inabili al lavoro; nel caso in cui si presentasse la richiesta a INPS, dunque, occorrerebbe essere in presso di certificazione medica o, viene spiegato, meglio ancora del verbale dell’INPS il quale attesta l’invalidità al cento per cento.

Nel momento in cui si avessero tutte le documentazioni necessarie e si soddisfassero tutti i requisiti e le condizioni previste, l’eventuale soggetto interessato dovrà fare richiesta in via telematica, facendo l’accesso mediante le credenziali, e in tal senso il percorso da tenere a mente sul sito ufficiale dell’Istituto di Previdenza ha inizio dalla sezione “Servizi per il cittadino” e rimanda poi alla pagina “Prestazioni a sostegno del reddito e Assegni familiari”.

Un altro aspetto che viene sottolineato da Informazioneoggi.it, riguarda il fatto che vi è una formula retroattiva; come nel caso dell’assegno di reversibilità, nel caso in cui la domanda venisse accolta, vi sarebbe il pagamento degli arretrati, qualora fosse questo il caso, fino a 5 anni. 

Questi, alcuni dettagli in merito e in generale. Ad ogni modo è opportuno ed è importante informarsi ed approfondire la tematiche e i diversi elementi, così da chiarire dubbi eventuali e comprendere al meglio aspetti, condizioni, requisiti, e tutti i punti importanti al riguardo. È possibile contattare INPS (qui la pagina contatti) e si possono avere info anche tramite un confronto con esperti del campo e professionisti del settore, soggetti competenti in materia.

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