La pensione di reversibilità non è più al sicuro: l’Inps può bloccarla

Il destino avverso può portare ad una situazione di disagio. Qui interviene il legislatore a garantire il sostentamento della famiglia.

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Pensione di reversibilità

In alcuni casi, il destino avverso può davvero tirare un brutto colpo ad una famiglia. La perdita improvvisa di colui che provvedeva in qualche modo a garantire un certo stile di vita alla famiglia stessa, il suo sostentamento e quant’altro, potrebbe rappresentare un punto di non ritorno, non soltanto emotivo ed affettivo. Cosa succede quando in una famiglia muore l’unica fonte di reddito. Succede che lo Stato ha pensato bene di destinare parte del suo vecchio stipendio alla moglie dell’estinto o ai suoi figli.

La famosa pensione di reversibilità. Una quota leggermente inferiore all’ammontare netto dello stipendio percepito in vita dal defunto sotto forma di pensione, erogata dall’Inps. Grazie a questo tipo di strumento, milioni di famiglie riescono in qualche modo a restare a galla a potersi permettere uno stile di vita dignitosa provvedendo a non far mancare nulla a tutti i componenti del nucleo stesso. Ci sono casi in cui però, l’Inps potrebbe ben pensare di eliminare lo strumento e di fatto di toglierlo a quella determinata famiglia.

L’Inps può bloccare la pensione di reversibilità: ecco come e perchè

La pensione di reversibilità è prevista anche per i figli maggiorenni e disoccupati, a condizione che questi siano iscritti all’università fino ai 26 anni di età. La reversibilità è prevista anche nel caso in cui uno dei figli svolga un lavoro con una retribuzione inferiore alla quota del 30% del minimo trattamento di pensione di reversibilità. In ogni caso il provvedimento vale fino ai 26 anni di età. In ogni caso superata questa soglie ogni cosa andrà a decadere. Ma anche le vedove non sono del tutte al sicuro dalle eventuali cattive intenzioni dell’Inps.

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Il caso, previsto, che potrebbe portare l’Inps a provvedere al decadimento della pensione di reversibilità ad una vedeva, riguarda l’eventuale decisione della donna di sposarsi una seconda volta. In quel caso, chiaramente, si andrebbero a perdere certi diritti e si passerebbe ad una condizione di tutt’altra natura. Anche in questo caso, però è possibile chiedere all’Inps come una sorta di accredito di fine rapporto, l’erogazione di due annualità di pensione, comprensive di tredicesima. In ogni caso, non ci sarebbe un improvviso scossone economico per intenderci ma si godrebbe di una sorta di piccola liquidazione.

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