Pensione di reversibilità e legge 104: come funziona? La risposta che non ti aspetti

Pensione di reversibilità con figlio disabile e legge 104, si ha diritto alla prestazione? La norma prevede regole rigide che bisogna rispettare.

Pensione di reversibilità e legge 104: come funziona? La risposta che non ti aspetti
Pensione di reversibilità e legge 104: come funziona? La risposta che non ti aspetti

Un Lettore pone un quesito sulla pensione di reversibilità per una sorella disabile al 100% con legge 104. Il Lettore spiega che la sorella ha circa 40 anni e non riesce a trovare lavoro. Chiede se la sorella, in base al suo stato di salute e anche alla mancanza di occupazione dovuta dal suo stato patologico, può chiedere la pensione di reversibilità del padre deceduto già da circa due anni. Verifichiamo tutti gli aspetti in base alla normativa vigente.

Pensione di reversibilità e legge 104: come funziona? La risposta che non ti aspetti

La legge tutela i familiare del lavoratore o del pensionato in caso di morte, ma solo in presenza di determinati requisiti. Nel caso di figli, si ha diritto alla pensione di reversibilità fino a 26 anni di età se sono studenti universitari. Inoltre, a qualsiasi età se hanno un’inabilità totale al lavoro. Pensione di reversibilità INPS anche ai figli maggiorenni? La risposta non è scontata

Bisogna specificare che l’inabilità lavorativa e diversa dall‘invalidità civile. Sono due concetti diversi, anche se i termini sono gli stessi, esistono delle differenze sostanziali e fondamentali in termini di valutazione e benefici spettanti.

Per ottenere la pensione di reversibilità è necessario oltre al riconoscimento dell’invalidità civile anche il riconoscimento dell’inabilità lavorativa dall’ente che eroga la prestazione pensionistica. Infatti, il richiedente dovrà sottoporsi ad una visita specifica presso l’ente che dovrà accertare lo stato inabilità al lavoro (legge 222/1984).

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I requisiti devono essere in possesso alla morte del lavoratore o pensionato?

Un altro aspetto da considerare è che l’inabilità lavorativa deve sussistere al momento della morte del lavoratore o del pensionato. Gli aggravamenti dello stato di salute dell’erede, intervenuti dopo la morte del familiare, non hanno valore per la prestazione economica.

Un altro requisito richiesto è che il familiare disabile non autosufficiente economicamente doveva essere a carico fiscalmente al momento della sua morte.

Solo se sono presenti i seguenti requisiti il figlio con disabilità accertata e inabilità domanda può godere della prestazione economica.

Ricordiamo che la pensione di reversibilità spetta ai superstiti, nello specifico: il coniuge, il coniuge divorziato che sia titolare di un assegno divorzile, l’unito civilmente, i figli minori a carico alla data del decesso, i figli inabili al lavoro a carico fiscalmente al momento della morte, i figli maggiorenni fino a 26 anni di età, studenti e che non lavorano a carico fiscalmente del defunto al momento della morte.

Quote spettanti in base al grado familiare

Le percentuali spettanti sono:

a) 60% se il coniuge è solo;

b) 80% coniuge con un figlio;

c) 100% coniuge con due figli o più.

Invece, se hanno diritto alla prestazione solo i figli, i fratelli o genitori le aliquote sono:

a) 70% per un figlio;

b) 80% per due figli;

c) 100% per tre o più figli;

d) 15% per un genitori;

e) 30% per due genitori;

f) 15% per una sorella o un fratello;

g) 30% per due sorelle o due fratelli.

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