Pensione sociale, come recuperare contributi versati? La soluzione inaspettata

Quando parliamo di pensione sociale ci riferiamo a una disposizione assistenziale predisposta per sostenere le famiglie che presentino ingenti problematiche di natura economica. Oggi è stata sostituita dall’assegno sociale.

Per quanti si fossero domandati se anche i beneficiari di pensione sociale godessero del sostegno rappresentato dal bonus 200 euro, bene, la risposta sorprenderà e non poco.

pensione sociale
pixabay

A partire dal 1996 la pensione sociale ha visto subentrarle l’assegno sociale. Obiettivo di ambedue i provvedimenti consta nel dare sostegno economico a quanti si trovino in circostanze di estrema problematicità. I contributi non sono essenziali, quello che viene considerato è il reddito, fondamentale è che sia inferiori ai margini sanciti dalla normativa.

Il recupero dei contributi, Inps e pensione sociale

Partiamo da un esempio pratico.

Una signora, madre di famiglia, versa contributi per 12 anni, poi percepisce per un anno la pensione sociale. In seguito viene meno questo beneficio, in quanto il marito va in pensione. Il reddito oltrepassa quello segnalato come massimo dalla normativa. Come potrà la donna recuperare i contributi?

Innanzitutto essenziale sarebbe sapere quale sia l’ente previdenziale presso il quale sono stati versati contributi per 12 anni. Una indicazione essenziale. Nella circostanza che questi contributi siano stati destinati all’Inps, la donna non disporrà di abbastanza contributi per ricevere autonomamente una pensione.

In aggiunta, il fatto che il marito abbia superato la retribuzione prevista percependo la sua pensione, rende nulla la pensione sociale. Parimenti, in questo caso non è previsto il beneficio al risarcimento delle quote versate. L’appena citata restituzione varia a seconda dell’istituto previdenziale in questione.

Differenza tra enti previdenziali, quanto o cosa ci spetta?

L’INPS, per cominciare, non mette in conto la riconsegna dei contributi versati. In una circostanza del genere vengono definiti come silenti, perché versati ma non capaci alla garanzia di una pensione.

Altresì, nel caso che i contributi siano destinati al Fondo casalinghe, si potrebbe beneficiare della pensione casalinghe maturata a seguito di un quinquennio di contributi.

Per intenderci, fondamentale è l’ente previdenziale presso il quale destiniamo i contributi. Solamente così potremo venire a conoscenza di cosa ci spetti, se una pensione autonoma o una restituzione di versamenti silenti.

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