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Economia e Finanza

Pensione vecchiaia 67 anni: pro e contro dell’unica opzione certa per il 2023

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Scopriamo quali sono i pro e i contro del l’unica opzione di pensionamento certa per il 2023: la pensione vecchiaia 67 anni.

Per il 2023 l’unica opzione festa di pensionamento è quella prevista dalla legge Fornero, ovvero dalla riforma pensionistica attualmente in vigore. In attesa che il nuovo esecutivo dia informazione sulle possibili proroghe alle forme di pensionamento anticipato, scopriamo quali sono i pro e i contro dell’unica opzione di pensionamento certo per il prossimo anno.

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In vista del prossimo anno, i lavoratori prossimi al pensionamento, avranno poche opzioni a disposizione. Quel che è certo, è che la pensione di vecchiaia è prevista 67 anni con 20 anni di versamenti contributivi, a prescindere dal genere del lavoratore.

In alternativa, è possibile accedere al pensionamento anticipato ordinario, che prevede il ritiro dal lavoro a 64 anni con oltre 40 anni di versamenti contributivi.

Pensione vecchiaia 67 anni: pro e contro

Se il lavoratore non hai requisiti necessari per accedere al pensionamento anticipato ordinario che prevede il ritiro dal lavoro a partire da 64 anni d’età, dovrà attendere il raggiungimento del sessantasettesimo anno dieta.

Dopotutto, per andare in pensione a 64 anni con la legge Fornero è necessario aver versato 41 anni 10 mesi di contributi per gli uomini e 40 anni 10 mesi di contributi per le donne.

Ciò vuol dire che il lavoratore dovrebbe aver lavorato regolarmente, senza interruzioni, a partire dai 23-24 anni di età.

Tuttavia, per accedere al pensionamento anticipato ordinario è valido qualsiasi tipo di contribuzione. Resta ferma la necessità di aver versato almeno 35 anni di contribuzione effettiva in costanza di lavoro. Pertanto, in questo calcolo non rientrano i cosiddetti contributi figurativi derivanti da disoccupazione ordinaria o malattia.

Il lavoratore che ha raggiunto i requisiti necessari per accedere al pensionamento anticipato ordinario può decidere di attendere il sessantasettesimo anno di età. In questo modo, il contribuente effettuerà altri versamenti che aumenteranno il montante contributivo, necessario per il calcolo dell’assegno pensionistico.

Dunque, sicuramente questo è un aspetto vantaggioso legato alla pensione di vecchiaia ordinaria.

Floriana Vitiello

Aspirante giornalista. Si occupa della stesura di articoli per il web da oltre 5 anni. La scrittura è la sua più grande passione. Dopo diversi progetti editoriali in veste di Ghostwriter, approda su Trading.it e si dedica all’elaborazione di testi riguardanti pensioni, fisco e tasse. Impegnata in diversi progetti editoriali.

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