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Economia e Finanza

Pensioni a rischio: la Banca d’Italia spaventa gli anziani, cosa cambia

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Bankitalia commenta i report: pensioni a rischio, a preoccupare sono i prossimi anni, cosa raccontano i dati sul futuro più prossimo

Banca d’Italia si è espressa in merito ai report che riguardano il futuro più prossimo della nostra economia. In accordo con l’Ufficio Parlamentare di Bilancio, i dati analizzati raccontano una situazione finanziaria preoccupante che dà sempre più spazio a scenari pericolosi per il futuro del Paese.

Pensioni incerte per i prossimi anni? Si espone Bankitalia – trading.it

La crescita del PIL anche quest’anno sarà leggermente più bassa di quanto previsto dal governo nella Manovra presentata a Bruxelles. Invece di raggiungere l’1% il Pil segnerà lo 0,8%. Secondo analisti e presidente Upb, però, questi risultati non dovrebbero avere trascinamenti statistici delle previsioni per i prossimi anni. Le proiezioni per i prossimi anni segnano infatti comunque una crescita in continuo aumento: si parla dell’1,2% nel 2025 e dell’1,1% per quanto riguarda il 2026. Ma allora perché Bankitalia ha paura per quanto riguarda le pensioni degli italiani e teme la dissoluzione?

A spiegarlo è stato il capo del dipartimento Economia e Statistica di Banca d’Italia che, una volta analizzati i dati, ha espresso i suoi timori. I due fattori principali sono: incertezze per quanto riguarda la situazione geopolitica attuale, e le riforme per contenere la spesa e al tempo stesso aiutare i lavoratori a gestire il caro vita.

Riforme che spaventano e pensioni in crisi: Bankitalia si espone sui report

La riforma che spaventa di più Bankitalia è la proposta del Governo di rendere strutturale il taglio del cuneo fiscale fino al 7% per i redditi che arrivano alla soglia dei 25mila euro e al 6% per i redditi che arrivano a 35mila euro, in termini lordi. Bisogna infatti considerare che il taglio del cuneo non è altro che un taglio ai contributi Inps per aumentare le buste paga.

Pensioni a rischio? Bankitalia fa riflettere – trading.it

Se da una parte aiuta momentaneamente i lavoratori ad avere più denaro spendibile, dall’altra parte influirà sulle uscite per le pensioni. Tra non molti anni potrebbe venir meno l’equilibrio tra entrate contributive e uscite pensionistiche, mettendo a rischio i pagamenti per le prestazioni.

Secondo il direttore generale INPS, invece, è vero il contrario. È cioè possibile strutturare un aumento delle pensioni minime e un taglio del cuneo: sono sostenibili e darebbe la possibilità di difendere il potere d’acquisto dei pensionati, in particolare delle fasce più deboli.

Ci si chiede anche se qualche decina di euro di più al mese potrebbero dare un aiuto sostanziale a persone che prendono l’assegno minimo, e se non sia invece solo uno sperpero di denaro. L’opinione pubblica si spacca in due. La soluzione sostanziale sarebbe permettere stipendi più alti ai lavoratori che a loro volta gli darebbero garanzie in termini pensionistici.

Claudia Manildo

Giornalista pubblicista e content editor, sono laureata all'Università di Siena in Comunicazione e all'Università di Parma in Giornalismo e Cultura Editoriale. Scrivere, oltre che un lavoro, è una missione quotidiana. Sono editor e correttore bozze freelance e nel tempo libero recensisco libri. Appassionata di sociologia e di interazione uomo-macchina, nel 2022 ho pubblicato il mio primo saggio per deComporre Edizioni.

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