Pensioni, tagli all’orizzonte? Ecco quali sono i bersagli delle riduzioni

Razionalizzare le spese pensionistiche o colpire i soliti noti? Comunque la si veda, nel 2021 alcune pensioni saranno adeguate e riviste. Ecco quali.

Pensioni - reversibilità (Google Immagini)
Pensioni – reversibilità (Google Immagini)

In tempi di difficoltà economica e finanziaria, la tentazione di mettere a revisione il sistema pensionistico è forte. Non solo da un punto di vista contabile. E così, secondo alcune indiscrezioni, pare che il 2021 sarà un anno di tagli per le pensioni degli italiani.

In particolar modo saranno riviste quelle di reversibilità, scalate in base al reddito del coniuge superstite.

Non tutti conoscono la disciplina in materia, ed è utile innanzitutto definire una pensione di reversibilità. Semplificando, si tratta della quota parte della pensione complessiva a cui è titolato uno dei coniugi al sopraggiungere della morte dell’altro. La reversibilità può riguardare tuttavia anche parenti di parenti di lavoratori dipendenti e autonomi, o si può averne titolo anche in alcuni casi nei quali a decedere sia un pensionato.

Già oggetto di diverse riforme, come quella della legge Dini nel 1995, le reversibilità saranno ora nuovamente riviste. Nel dettaglio, quali tagli sono previsti e come verranno effettuati?

Più progressività…per le pensioni di reversibilità

Sostanzialmente, quanto maggiore sarà il reddito, tanto più consistente sarà la riduzione della prestazione pensionistica di reversibilità. Tenendo conto della logica della progressività, chi potrà in futuro beneficiare della pensione di reversibilità potrà vedersi ridurre l’assegno che otterrebbe oggi anche del 50%.

Saranno esentate dai tagli solo le pensioni di invalidità civile e quelle che riguardano superstiti beneficiari con redditi che non superano di tre volte il trattamento minimo. Nell’ultimo caso, si tratta di redditi che non superino i 20.107 euro annui, quindi circa 500 euro al mese.

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Superata la fatidica soglia, si attiverà una scure che diminuirà l’importo della pensione di reversibilità in tre scaglioni. Tagli del 50% per i redditi più alti, e a seguire del 40% e del 25%.

Giusta razionalizzazione finanziaria per le casse dello Stato o accanimento contro categorie fragili? Per mediare, si può affermare: un po’ dell’una e un po’ dell’altro.

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