Sempre più persone preferiscono la convivenza al matrimonio, ma nel caso di convivente disabile, spettano i permessi legge 104 per assisterlo?
Per rispondere a questa domanda è necessario spolverare la normativa vigente, in particolare la legge n. 76/2016 che regola i diritti delle coppie di fatto e delle unioni civili.
I permessi legge 104, sono destinati ai lavoratori dipendenti disabili in situazione di gravità e i lavoratori dipendenti che assistono un familiare con legge 104 ai sensi dell’art. 3 , comma 3. Si tratta di tre giorni di assenza retribuita e coperta da contribuzione figurativa. Se il dipendente autorizzato dall’INPS alla fruizione dei permessi legge 104, non li chiede nel mese, in quel mese perde i permessi, infatti, non sono retroattivi e non sono cumulabili.
I permessi sono retribuiti in base alla propria paga giornaliera o oraria. Possono fare domanda dei “permessi 104” i lavoratori con familiari e parenti fino al terzo grado del disabile. Ma, i permessi legge 104 si possono chiedere all’INPS anche per le coppie conviventi? In effetti la circolare INPS n. 38/2017 che rispecchia la disciplina della legge n. 76/2016 (la cosiddetta legge Cirinnà), che riconosce alcuni diritti alle coppie di fatto e alle coppie unite civilmente.
La legge 76/2016 riconosce alcuni diritti alle unioni civili nello specifico prevede che le disposizioni che si riferiscono al coniuge o congiunti o equivalenti, sia negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, e nelle parti di unione civile tra persone dello stesso sesso.
In riferimento alle unioni civili e i conviventi di fatto, questi possono usufruire dei tre giorni di permessi al mese per assistere il familiare disabile e non eventuali parenti, questo perché la convivenza di fatto e l’unione civile, non costituiscono rapporti di affinità.
Quindi, le parti di unione civile possono beneficiare dei permessi e del congedo straordinario con legge 104, esclusivamente per assistere il proprio partner e non i parenti del convivente, questo perché l’unione civile non implica il rapporto di affinità tra parenti. Invece, i conviventi di fatto, possono beneficiare esclusivamente dei permessi 04 e non del congedo straordinario.
Precisiamo che per qualificare il “convivente” si dovrà fare riferimento alla convivenza di fatto, come prevede la legge 76/2016 all’articolo 1, commi 36. Per la qualificazione di “parte dell’unione civile“, si dovrà fare riferimento agli atti registrati nell’archivio di stato civile.
La pensione di invalidità civile nel 2026 si aggiorna con nuovi importi e limiti di…
Il Tesoro torna sul mercato con una nuova asta BOT da 4,5 miliardi di euro,…
Un errore nel calcolo delle pensioni può trasformarsi in un rimborso inatteso. Con il Messaggio…
Il Reddito di Libertà si rafforza e diventa più consistente: l’INPS annuncia un aumento dell’importo…
Avviare un’attività con la NASpI anticipata resta possibile anche nel 2026, ma le regole cambiano…
La pensione anticipata per lavori usuranti resta una delle principali vie di uscita anticipata dal…