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Economia e Finanza

Permessi legge 104: si possono fruire anche se il familiare è ricoverato?

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Permessi legge 104 di tre giorni al mese, cosa succede se il familiare è ricoverato, si perdono? La risposta non è scontata, ecco cosa prevede la normativa. 

Quando il lavoratore dipendente assiste un familiare con handicap grave, ai sensi della legge 104, a diritto a tre giorni al mese retribuiti. Inoltre, sono coperti da contribuzione figurativa valida ai fini pensionistici.

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Un Lettore chiede cosa fare se il familiare è ricoverato. Nello specifico chiede: “Buonasera, avrei bisogno di un dettaglio in merito alla legge 104 che usufruisco per mia madre. Da poco è stata, purtroppo, ricoverata in una RSA. Mi spettano ancora i diritti per la suddetta legge o devo disdirla? Se mi spetta ancora, in che termini? Grazie”

Permessi legge 104: 3 giorni al mese fruibili anche dal convivente

Permessi legge 104: si possono fruire anche se il familiare è ricoverato

Se il familiare che si assiste è ricoverato H24  presso una struttura, come nel caso specifico una RSA, il lavoratore non ha diritto alla fruizione dei permessi Legge 104. In effetti, in linea generale, la legge 104 stabilisce che è possibile fruire dei tre giorni di permesso retribuiti, a condizione che la persona con handicap grave, non sia ricoverata a tempo pieno.

Legge 104 con handicap, invalidità civile e disabilità: le differenze che non ti aspetti

Però una sentenza della Corte Suprema di Cassazione, sezione lavoro, n. 21416 del 14 agosto 2019 ha stabilito che la normativa è applicabile solo se nella struttura dove è ricoverato il familiare, sia garantito il livello di assistenza come un ambiente ospedaliero o del tutto similare. In effetti, la sentenza riporta che queste tipologie di strutture, che possono farsi integralmente carico sul piano terapeutico ed assistenziale delle esigenze del disabile, rendendo non indispensabile l’intervento del familiare. Quindi, in questi casi non spettano i tre giorni di permesso legge 104 al mese.

Il ricovero in alcuni casi non è vincolante

Tuttavia, se la struttura non è in grado di assicurare le prestazioni sanitarie adeguate, e possono essere rese solo al di fuori della struttura stessa, in questo caso si interrompe il concetto di ricovero a tempo pieno in coerenza con la ratio dell’istituto dei permessi. Cioè, che l’assistenza alla persona con handicap grave non è garantita. Ne consegue che il lavoratore può usufruire dei permessi per assistere il familiare ricoverato presso la struttura residenziale di tipo sociale o casa di riposo o comunità – alloggio, perché mancante dell’assistenza sanitaria continuativa. Inoltre, nella sentenza è precisato che il termine “ricovero” di cui all’articolo 33 della Legge 104/92, è riferibile solo al ricovero in strutture di tipo sanitario.

In risposta al nostro Lettore, se sua madre è ricoverata in una struttura di tipo sanitario con adeguata assistenza sanitaria, lei non ha diritto alla fruizione dei permessi legge 104. Se, invece, come sopra spiegato, la struttura non presta assistenza sanitaria, ma deve essere svolta all’esterno della stessa, allora lei può continuare a percepire i premessi legge 104. Da precisare che le sentenze non sono legge, ma molte di esse sono recepite dall’INPS.

Quindi, consigliamo per non commettere errori, nel caso la struttura non presti assistenza sanitaria, di rivolgersi all’INPS per  chiarimenti sulla documentazione necessaria da presentare che attesti la necessità dell’assistenza del familiare. In modo da per poter continuare a fruire dei tre giorni di permesso.

Angelina Tortora

Giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Campania, ragioniera commercialista iscritta all'ordine dei Revisori Legali. Si occupa di tematiche fiscali e previdenziali. Aiuta il lettore nel disbrigo delle pratiche, dalle più semplici alle più complesse. Direttrice della testata giornalistica InformazioneOggi.it, impegnata in vari progetti editoriali e sociali. Profilo Linkedin

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