La chiusura della seduta odierna della borsa di Milano, con uno sguardo anche ai principali listini europei. Titoli migliori e titoli peggiori di giornata.
Il FTSE MIB chiude la seduta odierna in positivo, seppure in calo rispetto all’apertura, con una performance del +0,33% a quota 24.360,49 punti indice.
Tutte in positivo anche le principali borse europee, che hanno consolidato i guadagni conseguiti nonostante un’apertura di Wall Street all’insegna dell’incertezza. Queste le performance registrate in chiusura di seduta:
Si conferma, anche in chiusura, su livelli vicini al massimo storico (in area 3.875) l’indice Euro Stoxx 50 che chiude a quota 3.867,54 con una performance del +0,46%.
Da registrare il calo di quasi 4 punti base dello spread Btp/Bund, sceso nuovamente a ridosso dei 95 punti. Il rendimento del BTP con scadenza a 10 anni è di +0,69%.
Per quanto riguarda le materie prime, giornata negativa per il petrolio: il Brent e il WTI, infatti, perdono oltre cinque punti percentuali e si portano, rispettivamente, a 64,30 e 60,80 dollari. L’oro, invece, si muove poco al di sopra dei i 1.730 dollari.
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E’ stata una giornata positiva soprattutto per i titoli del comparto industriale. Ancora molto positivi il settore automobilistico e il settore bancario.
In particolare, tra i titoli che meglio hanno performato in questa giornata, vanno segnalati:
Negative soprattutto le performance dei titoli legati alla sanità. Nel dettaglio, ecco i titoli con le performance peggiori in chiusura:
All’indomani delle rassicurazioni della Fed su crescita economica, tasso di inflazione e sulla propria intenzione di non inasprire la politica monetaria, che comunque non hanno fermato la corsa al rialzo dei rendimenti dei titoli di stato americani, la seduta delle borse europee è stata focalizzata sulle indicazioni dell’Ema (agenzia europea per i medicinali) al riguardo della sicurezza del vaccino AstraZeneca. L’agenzia ha sottolineato che “il vaccino e’ sicuro ed efficace” e “non e’ associato” con un aumento del rischio di trombosi.
Proseguono, comunque, gli accertamenti sui singoli casi ed anche la tensione tra i vertici dell’Unione Europea e le case farmaceutiche.
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