Piazza Affari, lunedì 4 ottobre: chiusura negativa, male STMicroelectronics

La chiusura della seduta odierna della Borsa di Milano, titoli migliori e titoli peggiori di giornata. Uno sguardo anche all’andamento di Wall Street e degli altri principali mercati finanziari.

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Ingresso di Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa di Milano (Gettyimages)

La Borsa di Milano ha concluso la seduta odierna in territorio negativo, spinta al ribasso, nelle ultime due ore di negoziazione, dalle vendite che hanno colpito Wall Street nelle prime fasi della sessione borsistica americana. Il Ftse Mib alle ore 16:00 evidenziava, infatti, una performance positiva, dopodiché il sentiment negativo degli investitori statunitensi ha innescato un clima di risk-off anche nei mercati europei.

Particolarmente venduti i titoli tecnologici, in un contesto nel quale resistono dei fattori che stanno impedendo ai mercati di tornare a salire verso i massimi storici. Uno di questi fattori è rappresentato dall’inflazione in costante crescita e dalla possibilità che l’aumento del livello generale dei prezzi non sia solo un fenomeno transitorio, come affermato per mesi dai governatori delle principali banche centrali, ma destinato a durare a lungo, soprattutto a causa della carenza di materie prime, che sta portando i prezzi su livelli molto elevati.

Continua a preoccupare anche il caso Evergrande, il cui titolo azionario è stato oggi sospeso dalle negoziazioni nella Borsa di Hong Kong, alimentando ulteriormente i timori verso le sorti del colosso immobiliare cinese, in forte crisi di liquidità. Potrebbero, però, esserci delle buone notizie alla base di questa decisione: secondo quanto riportato dai media di Pechino, infatti, Evergrande avrebbe trovato un nuovo socio di maggioranza disposto a mettere sul piatto circa 5 miliardi di do0llari per acquisire il 51% della controllata Evergrande Property Services: si tratta di un altro gigante immobiliare cinese, ovvero la Hopson Development del tycoon di Hong Kong Man Yee Chu. Se questa transazione venisse confermata, si tratterebbe di una vera e propria svolta in senso positivo per Evergrande.

La chiusura dei mercati azionari europei: il peggiore è Francoforte

  • DAX (Francoforte): -0,79%
  • CAC 40 (Parigi): -0,61%
  • FTSE MIB (Milano): -0,60% a quota 25.460,80 punti indice
  • FTSE 100 (Londra): -0,23%
  • IBEX 35 (Madrid): -0,09%
  • SMI (Zurigo): +0,06%

L‘Euro Stoxx 50 chiude la seduta in ribasso dello 0,96%, a quota 3.996,41 punti, evidenziando la tendenza negativa delle borse europee durante questa giornata.

Titoli migliori del Ftse Mib

  • Saipem: +2,89%
  • Tenaris: +2,78%
  • Leonardo: +1,57%
  • Eni: +1,39%
  • A2a: +1,16%
  • Moncler: +1,14%
  • Cnh Industrial: +1,12%
  • Telecom Italia: +1,01%
  • Italgas: +0,40%
  • Banca Mediolanum: +0,23%

Titoli peggiori del Ftse Mib

  • STMicroelectronics: -3,40%
  • Nexi: -2,64%
  • Exor: -2,56%
  • Prysmian: -2,55%
  • Interpump Group: -2,42%
  • Diasporin: -1,88%
  • Pirelli: -1,67%
  • Banco Bpm: -1,33%
  • Mediobanca: -1,28%
  • Ferrari: -1,20%

Stati Uniti: i dubbi sull’approvazione del piano Biden spaventano Wall Street

Vendite a Wall Street, durante questa prima parte di seduta, con i principali indici che evidenziano questo andamento (19:15 ora italiana):

  • Nasdaq 100: -2,50%
  • S&P 500: -1,42%
  • Dow Jones: -1,02%

Stanno generando malumori le voci secondo cui potrebbero esserci delle resistenze, da parte del Congresso, all’approvazione del piano infrastrutturale da circa mille miliardi di dollari, implementato dal presidente Joe Biden allo scopo di sostenere l’economia e, soprattutto, la popolazione appartenente alla fasce medio-basse di reddito.

Una parte dei democratici, infatti, ha dichiarato di volersi opporre al piano finché non verrà approvata la legge che stanzia 3500 miliardi da investire nei temi legati al welfare e al cambiamento climatico. Il piano infrastrutture è il progetto principale dell’agenda di Biden, il quale, durante una visita al Congresso di pochi giorni fa, ha dichiarato ai giornalisti: “Non importa se ci vorranno sei minuti, sei giorni o sei settimane, noi lo faremo passare”.

In questa settimana l’attenzione degli investitori  sarà concentrata sul rilascio dei dati riguardanti il mercato del lavoro statunitense, variabile fondamentale ai fini delle decisioni di politica monetaria della Federal Reserve, a maggior ragione in questo periodo storico, in cui la banca centrale sta per dare inizio al piano di graduale rimozione degli stimoli monetari. Per ulteriori dettagli sui dati relativi all’occupazione statunitense e sugli altri eventi principali della settimana, è possibile consultare il calendario economico.

Altre notizie dai principali mercati finanziari: vola il petrolio, dopo il vertice OPEC+

Nel mercato obbligazionario, lo spread Btp/Bund, ovvero il differenziale di rendimento tra il titolo di Stato italiano e quello tedesco con scadenza decennale, rimane fermo a quota 104 punti base: il rendimento del Btp risulta pari a +0,83%, mentre il rendimento del Bund si attesta a -0,21%. Stabile anche il rendimento del Treasury Note decennale (titolo di Stato Usa), pari a +1,48%, in rialzo di un solo punto rispetto all’ultimo valore di chiusura.

Ancora impostato al rialzo il Bitcoin che sembra voler continuare a salire dopo aver registrato, nella giornata di venerdì, una delle migliori performance dell’anno (+9,90%). Un ulteriore segnale di forza sarebbe rappresentato dal recupero delle forti perdite registrate nella giornata del 7 settembre, ovvero il ritorno in area 53.200 dollari. E’ già abbastanza incoraggiante, per chi è esposto al rialzo nel mercato della criptovaluta più famosa, il riassorbimento del ribasso avvenuto tra il 19 e il 21 settembre. Il Bitcoin quota attualmente 48.900 dollari, corrispondenti ad una performance su base giornaliera di +1,38%.

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Nel mercato valutario, continua il rimbalzo del cambio Euro/Dollaro Usa, in un contesto che rimane comunque caratterizzato da un trend fortemente ribassista, cominciato durante lo scorso mese di maggio e che ha portato il tasso di cambio sui minimi da luglio 2020. Il cambio principale del Forex viene scambiato attualmente a 1,1617 dollari, corrispondenti ad una performance di +0,20% rispetto al livello di chiusura dell’ultima seduta.

Per quanto riguarda il mercato delle materie prime, in leggero rialzo il prezzo dell’oro, che quota 1.765 dollari l’oncia, corrispondenti ad una performance di +0,23% rispetto all’ultimo valore di chiusura. Ancora in netto rialzo il prezzo del petrolio, dopo la decisione dell’OPEC+ (organizzazione dei principali esportatori di petrolio) di mantenere invariato l’aumento giornaliero della produzione a 400.000 barili. Date le previsioni di aumento della domanda nei prossimi anni, questa decisione ha sorpreso analisti ed investitori, che si attendevano una accelerazione del ritmo giornaliero di incremento della produzione. Il WTI (West Texas Intermediate, prodotto negli Stati Uniti) quota 78,20 dollari al barile, corrispondenti ad una performance di +3,05% su base giornaliera, mentre il Brent (prodotto in Europa) quota 81,66 dollari al barile, con una variazione di +3,00% rispetto al prezzo di chiusura di venerdì scorso. Le quotazioni appena riportate rappresentano i massimi dal 2014 nel mercato del petrolio, ad ulteriore conferma che i timori sull’aumento dell’inflazione, a livello globale, sono fondati, in un contesto nel quale anche le altre principali materie prime vengono scambiate a prezzi molto elevati.

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