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Pignoramento verso terzi: come funziona e chi può esserne coinvolto

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Un’azione di certo non piacevolissima da vivere. L’incubo del pignoramento in questo caso, probabilmente ancora più segnante.

Cessione del credito, Agenzia delle entrate (AdobeStock)

Una pratica spesso poco conosciuta ma che purtroppo riguarda forse milioni di italiani. Partiamo con il dire che in momenti di forte crisi ritrovarsi senza la possibilità concreta di rispettare le scadenze che ci attendono mese per mese può diventare una triste possibilità. La crisi generata dalla pandemia di covid ha spiazzato letteralmente coloro i quali erano convinti che la propria dimensione fatta di lavoro e tranquillità non potesse mai essere guastata. Invece tutto ciò è purtroppo capitato, per milioni di persone.

In molti casi, quando non si riesce a saldare un debito nei confronti di un creditore, chiunque esso sia, Stato o provato, si rischia di arrivare al pignoramento forzato di beni fino al raggiungimento della somma di denaro dovuta. La pratica non è certo delle migliori, da subire, ma purtroppo anche questa fa parte della cruda realtà innescata da una crisi dai connotati storici incredibilmente unici. Una crisi che ha colpito e trafitto al cuore interi comparti che ancora oggi rischiano di veder vanificati decenni di sforzi.

Pignoramento verso terzi, quando scatta: le modalità di azione da parte del creditore

Rivolgersi ad un terzo soggetto per avvalersi del diritto di ricevere le somme anticipate, in alcuni casi, o il pagamento di beni e servizi in altre, da parte del soggetto debitore è pratica comune. Se ad esempio si va a pignorare parte dello stipendio o della pensione del debitore, di fatto si sta stipulando un accordo con una terza parte per recuperare le somme dovute. Determinate azioni diventano esecutive con l’ordine dei tribunali o attraverso l’intervento diretto dell’Agenzia delle entrate – riscossione. Una pratica di certo poco gradevole, come abbiamo ribadito in più occasioni.

LEGGI ANCHE >>> Debiti con l’Agenzia delle Entrate: conoscere la nostra posizione si può

Ricordiamo dunque che si tratta di una sorta di accordo tra creditore e spesso datore di lavoro del debitore. Lo stesso, poi, ha l’obbligo di interessarsi alla pratica e di risolvere la posizione debitoria nel minor tempo possibile, scendendo ad accordi con gli altri vari interlocutori.

Paolo Marsico

Giornalista pubblicista dal 2012 con numerose collaborazioni alle spalle tra carta stampata e web. Appassionato di scrittura e tra le altre cose di cinema, calcio e teatro. Autore racconti brevi, poesie e testi per il teatro.

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