Come la tecnologia può ridurre il debito pubblico del 5% ogni anno

Secondo i sondaggi e gli studi della Banca Centrale Europea effettuati a partire dalla fine del 2020, la digitalizzazione dell’euro non è solo possibile ma comporterebbe vantaggi ad ampio spettro.

Euro del futuro

Se è vero che la crisi sanitaria sta accelerando la trasformazione della società, è vero anche che sta aggravando le disuguaglianze. Se un cambiamento strutturale è alle porte dovrà essere gestito per tutti e accolto con favore. Le tecnologie con le quali abbiamo dovuto entrare necessariamente a contatto per salvaguardare la nostra socialità, il nostro benessere e il nostro reddito, stanno forse per avere un impatto ancora più importante nel nostro modello fiscale, compromesso tra la fiducia delle istituzioni e il cittadino.

Gli eventi traumatici che stiamo vivendo e che sembrano virtualmente sulla via della risoluzione con la diffusione dei vaccini, lasciano tuttavia molti dubbi e molti argomenti validi per rivedere il modello produttivo, che dovrà essere rifinanziato cogliendo l’occasione per migliorare la sua efficienza sia in termini ecologici sia in termini produttivi.

In una società nella quale la digitalizzazione si è diffusa in ogni aspetto della nostra vita, dopo aver modificato il modo in cui acquistiamo beni e servizi coinvolgerà necessariamente anche il modo in cui essi verranno pagati.

Secondo le aspettative della Banca Centrale Europea, un euro digitale offrirebbe vantaggi sia per i cittadini che per le istituzioni, tali da rendere nel corso del tempo obsoleto ed economicamente irrazionale l’uso del contante.

I vantaggi in questo senso sarebbero molteplici, solo per citarne due:

  • Più efficienza delle transazioni elettroniche, con le quali si potrebbe fare a meno di intermediari bancari avendo però la sicurezza di poter contare su un’infrastruttura tecnologica nazionale o sovranazionale, con la quale effettuare o ricevere pagamenti.
  • Accessibilità per tutti i cittadini ai pagamenti elettronici, anche per coloro che non hanno un conto corrente, a oggi rappresentativi di almeno il 22% della popolazione europea.

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Le motivazioni e il progetto ovviamente tengono anche conto dell’accelerazione che le criptovalute hanno avuto sia sul piano della popolarità, sia dal punto di vista dell’efficienza tecnologica, con il rischio che un giorno possano essere preferite ai sistemi di pagamenti tradizionali e cominciare a sostituire la moneta a corso legale. Preoccupazione questa che ha destato interesse anche in Cina, dove l’avanguardia dell’ingegneria sociale non poteva non introdurre nel paese uno yuan elettronico a corso legale, un progetto già in atto molto simile, sebbene con caratteristiche diverse almeno per quanto riguarda la privacy, a quello che la BCE vorrebbe introdurre negli stati membri dell’unione. Negli ultimi decenni, la libera circolazione di merci, capitali e idee ha reso manifesti i suoi vantaggi sul tasso di povertà, sul grado di istruzione e sull’aumento dell’aspettativa di vita. Per molti, tuttavia, tali risultati sono poco evidenti, in troppe occasioni la globalizzazione ha avuto effetti sull’equilibrio del mercato del lavoro con crescente competizione, bassi salari e crescente disuguaglianza. Affinché le economie rimangano aperte, devono essere resilienti.

Una concreta manifestazione dei difetti di resilienza e uguaglianza nel nostro paese è il dato fiscale. L’ultimo dato disponibile di dicembre 2020 stima il debito pubblico italiano a circa 2.560 miliardi di euro. Con una stima dell’evasione fiscale pubblicata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze sui dati 2017 pari a un ammontare di 108,8 miliardi di euro.

La pubblica amministrazione italiana tenta a singhiozzo di trovare la soluzione definitiva all’evasione fiscale, con annunci eclatanti che spesso fanno titolo in prima pagina lasciando tuttavia degli effetti concreti molto marginali. L’ultima di queste, comparsa in questi giorni è l’annuncio dell’ingresso in campo nell’attività della guardia di finanza di un algoritmo basato sul machine learning, ovvero un’intelligenza artificiale, che aiuterà gli ufficiali di polizia a investigare tra le attività sospette, per mezzo dell’analisi e dell’incrocio dei dati disponibili, che tuttavia sono difficilmente gestibili per motivi di tempo e complessità dai sistemi attualmente in uso.

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Cosa succederebbe invece se in Italia venisse adottato un sistema di moneta digitale sostituendo gradualmente l’uso dei contanti? Potrebbe essere la fine dell’evasione fiscale. Infatti questa innovazione implicherebbe non solo la digitalizzazione dei pagamenti, ma anche quella delle informazioni scambiate tra l’esercente e il cliente, con l’adozione ad esempio di ricevute e scontrini digitali, con la possibilità di una connessione al codice fiscale o un sistema di crittografato da cui comunque è possibile in caso di verifica, nel corso di un’eventuale indagine, risalire all’identità del portafogli elettronici coinvolti. I portafogli fisici invece di questi tempi sono un sospetto veicolo di contagio del covid-19 e sono già stati oggetto di critiche e consigli da parte delle autorità sanitarie etichettati come abitudini di pagamento igienicamente poco sicure. Ciò che invece è sicuro è che un sistema totalmente privo di contanti, se gestito in modo accurato potrebbe portare ogni anno nelle casse dello Stato cifre tali da poter ridurre il debito pubblico, a seconda delle stime sull’economia sommersa, tra il 4% e il 7% l’anno.

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