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Quarta rivoluzione industriale? Ecco cosa accade a due delle più grandi case automobilistiche

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Volkswagen la più grande casa automobilistica del mondo procede nello sviluppo della sua riconversione industriale.

Volkswagen sta senza dare troppo nell’occhio sta accelerando i suoi piani per sostituire le sue tecnologie di base e i metodi di produzione, con prodotti e sistemi basati sul digitale.

La strategia, è quella di sviluppare software dedicati, anticipando le tendenze nel mercato di quella che sarà la quarta rivoluzione industriale. Essa comprende la migrazione degli sviluppi industriali di produzioni e prodotti, nonché nella gestione delle risorse umane.

Quasi un anno fa, a marzo 2021, il colosso automobilistico tedesco Volkswagen ha annunciato di voler tagliare un numero imprecisato di posti di lavoro entro la fine del 2023, per ridurre i costi di produzione e finanziare il passaggio delle auto dalla benzina all’elettrico. In diretta competizione con le case automobilistiche già presenti sul mercato, ha annunciato di voler costruire almeno sei fabbriche di batterie in diversi paesi europei. Tra questi Francia, Spagna e Polonia che entro il 2027, beneficeranno di un investimento stimato di circa trentacinque miliardi di euro.

Il nuovo piano di investimenti quinquennale della casa automobilistica tedesca prevede lo stanziamento di 100 miliardi di dollari, fino al 2026, per la costruzione di veicoli elettrici.  Elettrificazione, digitalizzazione, produzione robotica e servizi di mobilità. Sono questi i settori in cui Volkswagen sta diversificando una buona parte dei suoi investimenti e del suo giro d’affari. In particolare, il 19% di queste si concentra sullo sviluppo di software e sui sistemi operativi per veicoli elettrici.

Quarta rivoluzione industriale? Ecco cosa accade in Volkswagen e Ford

Il software sarà uno degli aspetti preponderanti delle nuove auto, che sulla base dei suoi sviluppi competeranno in settore sempre più tecnologico. Il programma di investimenti di Volkswagen si confronta con quello di General Motors e Ford che spenderanno circa 30 miliardi fino al 2025. A questo proposito i ricavi di Ford sono aumentati nel 2021 del 7% anno su anno grazie soprattutto all’investimento nella start up di veicoli elettrici Rivian. La casa automobilistica ha anche presentato anche utili in aumento per il quarto trimestre del 5%.

Rivian, ha raggiunto una valutazione di mercato superiore a 150 miliardi di dollari. Ford ha investito 1,2 miliardi in Rivian prima della sua IPO e ha una partecipazione del 12% nella società. Amazon (AMZN), un altro sostenitore della startup EV, ha una partecipazione in Rivian del 20%. A causa del successo dell’IPO di Rivian e di una valutazione in aumento nell’ultimo quadrimestre 2021, l’utile netto di Ford includeva un guadagno di 9,1 miliardi di dollari.

Il 2022 è destinato a essere un anno di crescita importante per Ford grazie agli investimenti e alla crescita del comparto EV. Il marchio sarà associato a nuovi veicoli elettrici. Questi nel 2021 hanno fatto della società USA il secondo venditore in termini di utili più grande nel paese dopo Tesla.

Ecco come Ford può contribuire alla quarta rivoluzione industriale

Ford ha lanciato a gennaio il furgone elettrico E-Transit. Le aziende che vogliono rinnovare il loro parco auto, anche per rispettare gli obbiettivi di emissione massima di Co2, hanno già effettuato 10 mila ordini per il modello di Ford. Tra gli altri modelli più venduti il Mustang Mach-E e il pick-up F-150 Lightning.

Nonostante alcuni problemi come le forniture limitate di chip e le interruzioni nella catena di approvvigionamento, Ford ha sfruttato a suo vantaggio il rimbalzo della domanda dell’industria automobilistica. Il 2022 rappresenta una sfida su un nuovo mercato, su cui competono parigrado anche alcune multinazionali cinesi. Oltre a questo l’inflazione e il costo delle materie prime potrebbe ridurre i margini di guadagno, rappresentando la sfida per questa prima parte del nuovo anno.

In questo contesto, non solo le case automobilistiche competeranno su terreni molto diversi di quelli usuali soltanto dieci anni fa, ma tanti altri settori subiscono tali transizioni. Dalla vendita al dettaglio, alle telecomunicazioni, dall’intrattenimento ai trasporti. Tutte questi settori sono stati interessati da un nuovo tipo di competizione basata sulla digitalizzazione e sul software.

È una fusione tra diverse tecnologie che rende vaga la differenza tra il materiale e il virtuale, cambiando il modo in cui interagiamo, lavoriamo e comunichiamo. Un esempio lampante è il metaverso della Meta Platforms di Mark Zuckerberg, che ha tra i primi voluto investire nella costruzione di un mondo e un’economia parallela a quella quotidiana. Già nel 2014 Facebook ha investito 2 miliardi di dollari per acquisire il pioniere della realtà virtuale Oculus. Ciò ha portato a cuffie Oculus VR e occhiali AR. L’idea era che le persone potessero incontrarsi in un ambiente virtuali condivisi, per lavorare, giocare o interagire partecipando a svariati eventi.

Andrea Carta

Ha studiato Analisi Tecnica dei mercati finanziari e ha svolto la professione di trader indipendente fino al 2019. Appassionato di letteratura e scrittura creativa, concilia le sue conoscenze ed esperienze scrivendo articoli in tema finanziario, socio economico e politico

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