Pensione Quota 100 a 62 anni, si può fare ancora domanda ma non tutti lo sanno e non la presentano

Secondo uno studio effettuato dall’INPS e dall’Upb, ad oggi sono pervenute solo la metà delle domande di Quota 100 previste dalla riforma pensionistica.

Le richieste per accedere a Quota 100 sono state 380mila, nel 2021. Secondo alcune stime potrebbero salire a 450mila entro la fine del 2025. Data a partire dalla quale, la misura non sarà più disponibile.

Pensione Quota 100
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Tra il 2019 e il 2021, sono oltre 380mila gli italiani che hanno beneficiato del pensionamento anticipato voluto dalla riforma pensionistica Quota 100. A differenza di quanto previsto dal primo Governo Conte, si tratta del 55% degli aventi diritto. Insomma poco più della metà dei cittadini italiani che avevano la possibilità di accedere alla pensione anticipata hanno deciso di sfruttare questa occasione.

Il progetto Quota 100 sarà chiuso definitivamente entro la fine del 2025. Secondo alcune stime, entro la suddetta data, il numero complessivo di cittadini chi accederà alla pensione anticipata potrebbe superare le 450mila adesioni.

I risultati ottenuti sono il frutto di un calcolo congiunto effettuato dall’INPS e dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio.

Quota 100: quanto è costata allo Stato?

I cittadini che hanno deciso di accedere al pensionamento anticipato beneficiando del l’opportunità concessa da Quota 100 hanno avuto un peso sulla finanza pubblica di circa 11,8 miliardi di euro.

Secondo le stime iniziali, il dato sopra riportato, è decisamente inferiore. Inizialmente, infatti, erano stati previsti circa 6,7 miliardi di euro in più. Fermo restando, che si sono susseguite una serie di modifica in corsa che hanno ridotto gli stanziamenti di 2,2 miliardi di euro, prima per volontà della Nadef 2019 e poi con la Legge di Bilancio 2020.

Nonostante le richieste pervenute siano la metà rispetto a quelle previste, il costo Potrebbe addirittura raddoppiare.

I dati riportati rappresentano le proiezioni di INPS e Upb, che hanno calcolato che entro il 2025 le uscite legati a Quota 100 potrebbero arrivare a 23 miliardi di euro.

Nonostante il raddoppio dei costi che pesano sulla finanza pubblica, rispetto alle uscite attualmente registrate, le proiezioni di INPS e Upb risultano comunque inferiori rispetto alle attese iniziali.

Si parla infatti di circa 10,5 miliardi di euro in meno rispetto alle aspettative del primo Governo Conte.

Anche se, con i successivi dei finanziamenti avvenuti nel 2019 e nel 2020, la differenza tra le proiezioni attuali e le attese iniziali è decisamente più bassa, ovvero pari a 5,8 miliardi di euro.

La platea si riduce

Quota 100 non esiste più dalla fine del 2021. Per alcuni cittadini sarà possibile accedere a tale misura fino al 2025. In questo caso, però, è necessario essere in possesso di specifici requisiti, in particolare aver raggiunto entro il 31-12-2021: 62 anni d’età anagrafica e 38 anni di versamenti contributivi.

Di fatto, nonostante all’INPS, nel primo triennio del 2022 abbia ricevuto oltre 12.000 domande di pensionamento con Quota 100, solo 4.700 sono state accolte. In virtù dei requisiti sopra descritti.

Anche se la platea dei beneficiari di Quota 100 è stata ridotta, è possibile accedere a ad una nuova opportunità di pensionamento anticipato: Quota 102, che entrata in vigore il 1° gennaio 2022.

Questa novità è diventata operativa con l’ultima manovra di bilancio varata dal Governo Draghi.

I requisiti necessari per accedere a tale misura sono leggermente più stingenti. DI fatto, è possibile andare in pensione anticipata con Quota 102 se si hanno almeno 64 anni di età anagrafica e 38 di versamenti contributivi.

Le richieste inoltrate all’istituto previdenziale nel primo triennio del 2022 sono circa 3.860. Di queste domande, il 58% proviene da dipendenti pubblici.

In base allo studio condotto da INPS e Upb, anche per la misura Quota 102 sono arrivate meno domande del previsto. Inoltre, ad oggi, delle 3.860 richieste pervenute solo un quinto è stata lavorata, di cui la metà è stata già accolta.

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