Si va verso la riforma del catasto, più opportuna che mai. Revisione dei dati catastali e di tutta l’organizzazione della struttura.
Già da un po’nelle stanze del Governo si prova ad affrontare la questione riguardante il catasto. In vista c’è una vera e propria riforma dell’ente specifico. Si guarda ad una revisione del tutto anche per una questione puramente fiscale, organizzare nel modo più corretto possibile il lavoro delle amministrazioni fiscali presenti sul territorio italiano, al fine da avere una più equa imposizione fiscale. In parole povere mettere tutti in nelle più giuste condizioni per pagare quanto dovuto per gli immobili eventualmente di sua proprietà.
La riorganizzazione del catasto passa per la necessità di riorganizzare una struttura che si basa su unità di misura e concetti che oggi non danno vita ad una giusta imposizione fiscale. Si pensi alla suddivisione in aree delle città, all’utilizzo dell’unità di misura come il vano catastale, che ad oggi danno vita ad una richiesta fiscale nettamente inferiore a quella realmente dovuta. Alcune dinamiche sono ferme agli anni ottanta e secondo il Governo ed anche nell’interesse del paese è giusto intervenire.
Nel Governo però non tutti sono d’accordo sulla necessità di riformare una struttura come il catasto, l’ente insomma, la sua funzione pratica, la possibilità di reperire maggiori tasse riscrivendo e riaggiornando, per l’appunto le mappe catastali. Soprattutto tra i partiti del centrodestra aleggia molta incertezza in merito. Non ritengono opportuna questa operazione alcuni personaggi politici di questo schieramento. Chiedere soldi agli italiani, aumentare le tasse in un momento già molto particolare.
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A questo punto resta da capire quali siano le reali esigenze dell’esecutivo e quanto realmente si vuole apportare una modifica netta alla struttura organizzativa di un ente che di fatto gestisce tutti gli immobili d’Italia. Il Governo sembra diviso, le posizioni non sembrano del tutto concordi rispetto al da farsi. Le prossime settimane saranno quindi determinanti al fine di capire dove Draghi, con il suo gruppo di ministri voglia realmente arrivare e quale tipo di problemi realmente risolvere nel nostro paese.
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