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Economia e Finanza

Riscatto degli anni di laurea: una strategia pensionistica che fa lievitare l’assegno

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Ai fini pensionistici può essere utile pensare al riscatto degli anni di laurea. Con questa strategia è possibile aumentare l’importo dell’assegno mensile.

Non tutti sanno che è possibile riscattare gli anni di università, per incrementare il valore della pensione percepita. Lo strumento del riscatto di laurea permette di trasformare in anni contributivi quelli trascorsi nelle aule d’Università.

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In questo modo, è possibile influire positivamente sul calcolo contributivo che dà accesso alla pensione.

Il riscatto degli anni di laurea è un servizio offerto dall’istituto previdenziale, che permette a chiunque ne abbia voglia o necessità di versare i contributi per gli anni impiegati per conseguire un diploma o un titolo equiparato.

Quest’opportunità è concessa anche ai cittadini inoccupati che, al momento della presentazione della domanda, non risultano mai iscritti ad alcuna forma di previdenza obbligatoria.

Riscatto degli anni di laurea: chi può farlo?

Riscattare gli anni di laurea è un vantaggio che permette di acquisire anzianità contributiva per anticipare il diritto alla pensione. Tuttavia, questa strategia può essere utilizzata per diversi fini, come ad esempio incrementare l’assegno di pensione.

In base alle norme attualmente in vigore, il contribuente ha la possibilità di riscattare gli anni di laurea accedendo ad un servizio di rateizzazione del costo, senza interessi. Così facendo il lavoratore ha la possibilità di dilazionare il costo del riscatto per 10 anni.

Dal punto di vista fiscale, invece, il riscatto degli anni di laurea è un costo che può essere dedotto.

In ogni caso, il contribuente ha la possibilità di riscattare i periodi che corrispondono alla durata dei corsi legati allo studio universitario che hanno portato al conseguimento del titolo rilasciato dall’Università.

In base a quanto stabilito dalla normativa attualmente in vigore, è possibile riscattare i seguenti titoli di studio:

  • Diplomi universitari, con costi di durata non inferiore a 2 anni e non superiore a 3 anni,
  • Diplomi di laurea di durata non inferiore a 4 anni e non superiore a 6 anni,
  • Specializzazioni conseguite successivamente alla laurea o al termine di un corso, della durata non inferiore a 2 anni,
  • Dottorati di ricerca,
  • Titoli di laurea triennale,
  • Titoli di laurea specialistica,
  • Magistrale,
  • Diplomi rilasciati dagli istituti di alta formazione artistica e musicale.

Caratteristiche del riscatto

La normativa attualmente in vigore prevede la possibilità di riscattare i titoli accademici sopraindicati sia per l’intero periodo che per una sola parte.

Grazie ad una novità introdotta nel 2022, oggi, è possibile riscattare la laurea anche se lo studente è iscritto ad un corso, in anni accademici successivi al primo. In sostanza, al contribuente è data la possibilità di riscattare il periodo di laurea anche tramite il riconoscimento di esperienze formative pregresse, da parte dei competenti organi accademici, che danno accesso al percorso di laurea a partire dagli anni successivi al primo.

In ogni caso, per effettuare correttamente il riscatto della laurea è necessario che il numero complessivo di anni non sia superiore a quello a cui corrisponde la durata legale del corso. Ciò vuol dire che non è possibile riscattare gli anni universitari fuori corso.

Inoltre, la legge non ammette la possibilità di riscattare periodi di corso di studi che sono già coperti da versamenti contributivi di altra natura, in una delle gestioni previdenziali indicate.

Il costo di una strategia che fa lievitare l’assegno di pensione

Sebbene riscattare gli anni di laurea possa essere vantaggioso per ritirarsi prima dal lavoro e per ottenere un assegno di pensione più alto: quanto costa l’intera operazione?

La somma di denaro da versare a titolo contributivo, per riscattare gli anni di laurea, dipende da diversi fattori. Ad influire, vi è la gestione previdenziale interessata che corrisponde al periodo in cui si collocano gli anni di studio.

A tale proposito, a fare la differenza ci sono i periodi degli anni accademici anteriori al primo gennaio 1996, che vengono valutati tramite il sistema retributivo. Mentre, i versamenti successivi al 31/12/1995 saranno valutati con il sistema di calcolo contributivo.

Floriana Vitiello

Aspirante giornalista. Si occupa della stesura di articoli per il web da oltre 5 anni. La scrittura è la sua più grande passione. Dopo diversi progetti editoriali in veste di Ghostwriter, approda su Trading.it e si dedica all’elaborazione di testi riguardanti pensioni, fisco e tasse. Impegnata in diversi progetti editoriali.

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