Che cosa fa Saipem e perché è stata una multinazionale determinante nell’economia italiana

L’approfondimento sul gruppo industriale italiano con sede a San Donato Milanese.

operaio oleodotto

L’azienda multinazionale impiega poco meno di 30.000 dipendenti ed è parte essenziale di una catena industriale che comincia dal più grande gruppo Eni che è attualmente il maggiore presente in Italia.

Saipem Spa si occupa principalmente di oleodotti, gasdotti e perforazioni petrolifere, sia onshore che offshore, fornisce in oltre servizi di gestione in ambito ingegneristico per la progettazione e la costruzione di sistemi per la trivellazione e lo sfruttamento di gasdotti e oleodotti.

SAIPEM: l’acronimo di un’importante azienda italiana

Saipem creata nel 1956 è la Società azionaria italiana perforazioni e montaggi. Negli anni sessanta l’azienda riuscì a inserirsi nel trend dello sviluppo industriale e infrastrutturale italiano, con risultati economici che segnarono quello che fu il suo periodo d’oro. Saipem si occupava della costruzione delle infrastrutture, delle attività di perforazione e della posa dei tubi degli oleodotti a terra.

In quegli anni l’azienda riusci a espandersi iniziando le sue prime operazioni offshore, ovvero su piattaforme che furono prevalentemente nel Mediterraneo e poi nel Mare del Nord. Nel 1984 l’azienda si quotò in borsa e divenne indipendente da Eni, contribuendo allo stesso tempo alla crescita sinergica dell’indotto, tramite il coinvolgimento nei processi di collegamento delle infrastrutture energetiche tra Africa e Medio Oriente, Europa e Russia e Italia e Libia.

LEGGI ANCHE>> Perché Enel è al centro dell’alleanza economica tra Italia e Russia

Quali sono le correlazioni con il titolo Saipem?

La forza del titolo Saipem è essenzialmente legata al ciclo produttivo e alla crescita nella domanda energetica di materie prime come gas e petrolio. L’andamento del prezzo del greggio è in grado di generare forti variazioni nelle quotazioni Saipem, che tuttavia si trova da tempo in difficoltà economiche, aggravate dalla recente crisi dovuta ai blocchi produttivi.

Negli ultimi cinque anni le quotazioni Saipem sono passate dall’essere scambiate a un prezzo medio di 4,10 euro ai valori attuali a 1,90 euro, raggiunti successivamente al crollo avvenuto nel 2019. I’Ebitda ovvero il margine operativo lordo è stato nel 2020 minore 8% rispetto alle aspettative. Il rapporto finanziario del 2020 non è stato in grado di mettere in risalto aspetti positivi circa un nuovo potenziale di investimento sull’azienda considerando il prezzo particolarmente scontato delle azioni. Nonostante tutto Saipem ha attualmente una capitalizzazione di circa 2 miliardi di euro e gli analisti consigliano comunque di mantenere il titolo in portafoglio, per chi avesse acquistato a prezzi maggiori di quelli attuali o fosse comunque a mercato, avrebbe poche possibilità di ottenere un profitto dalla loro vendita. Si attendono perciò nuovi rialzi, che potranno riportare i prezzi nel corso dei prossimi mesi ai valori medi precedenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *