Il calendario economico dal 30 agosto al 3 settembre

Vediamo quali saranno gli eventi e i dati macroeconomici che potranno determinare maggior impatto sui mercati finanziari nel corso della prossima settimana lavorativa.

calendario economico
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Il calendario economico è uno strumento che ogni trader dovrebbe consultare durante la propria attività, allo scopo di tenere sempre sotto controllo gli eventi e i dati macroeconomici che potrebbero generare volatilità nei mercati finanziari e, di conseguenza, modificare l’andamento di una operazione di trading in corso, sia a favore che a sfavore del trader, oppure cambiare le prospettive a lungo termine di uno strumento finanziario.

Ad esempio, il rilascio di dati importanti che riguardano l’economia statunitense potrebbero generare un impatto sui cambi valutari che coinvolgono il dollaro statunitense e determinare movimenti imprevedibili per un trader che è in posizione sul cambio Euro/Dollaro USA. O, ancora, l’annuncio di cambiamenti nella politica monetaria di una banca centrale potrebbe modificare i movimenti futuri del mercato azionario o della valuta dell’area geografica di riferimento.

I movimenti più rilevanti avvengono quando vi è difformità tra il dato effettivo e le stime elaborate dagli analisti prima della pubblicazione del dato, in quanto la variazione delle quotazioni nei mercati finanziari dipende dalle aspettative degli operatori e dalle scelte di investimento che essi compiono in considerazione delle stesse.

Come utilizzare il calendario economico per fare trading

Il calendario economico assume una valenza differente, in base all’orizzonte temporale dell’operatività. Infatti, quanto più quest’ultimo è breve tanto più le operazioni in corso potranno essere influenzate in modo determinante dal rilascio di dati macroeconomici rilevanti, qualora il dato effettivo risulti difforme rispetto alle stime degli analisti.

Un trader che opera in ottica di breve termine può essere messo in difficoltà dai repentini movimenti delle quotazioni che, di solito, si osservano durante il rilascio di un dato o lo svolgimento di un evento in grado di generare un certo impatto sui mercati. Una tale situazione potrebbe stravolgere l’esito delle operazioni in corso, trasformando, nella peggiore delle ipotesi, un profitto in fase di maturazione in una perdita. Per evitare che ciò accada, qualche minuto prima dell’evento, sarebbe opportuno chiudere un’operazione in profitto oppure portare lo stop loss ad un livello pari o superiore a quello di entrata a mercato, in modo da annullare il rischio di perdita. Se, invece, la propria strategia fornisce un segnale operativo poco prima del rilascio di un dato importante, è preferibile non operare finché la volatilità non ritorna su livelli normali, perché in queste situazioni i movimenti di prezzo non seguono regole particolari, ma dipendono soprattutto da reazioni emotive degli operatori, perciò sono difficilmente prevedibili;

Per un trader di medio-lungo termine, invece, improvvisi movimenti di prezzo che si esauriscono in breve tempo non rappresentano un problema. Egli dovrebbe, perciò, seguire con particolare interesse soltanto i dati, le notizie o gli eventi in grado di influenzare i mercati ad essi collegati anche nel medio-lungo termine, come le notizie relative alla politica monetaria delle banche centrali, le aspettative circa le prossime variazioni del tasso di interesse di riferimento e le conferenze stampa dei governatori delle banche centrali.

Calendario economico 30 agosto-3 settembre 2021: i dati macro e gli eventi più importanti

Per ogni dato che verrà rilasciato durante la settimana, viene riportata la previsione degli analisti, a condizione che questa sia già disponibile prima dell’inizio della settimana. Inoltre, viene indicato anche il valore già pubblicato con riferimento al periodo precedente.

Si precisa inoltre, che, per quanto riguarda gli indici dei responsabili degli acquisti (o PMI, Purchasing Manager Indexes), elaborati sulla base di indagini e sondaggi condotti presso i responsabili degli acquisti:

  • valori superiori al 50 indicano un’espansione dell’attività economica nel settore cui il dato si riferisce;
  • viceversa, valori inferiori al 50, indicano una contrazione dell’attività economica.

Vediamo quali saranno gli eventi più attesi della prossima settimana lavorativa, che inizia il 30 agosto e termina il 3 settembre (gli orari indicati sono riferiti all’ora italiana).

Lunedì 30 agosto

Il primo dato da seguire sarà quello relativo alla vendite al dettaglio in Giappone (ore 01:50), con riferimento al mese di luglio. In confronto a luglio 2020, gli analisti prevedono un incremento delle vendite pari al 2,1%, in netto miglioramento rispetto al +0,1% rilevato a giugno, sempre su base annuale.

Alle ore 14:00, invece, è previsto il rilascio preliminare dell’indice dei prezzi al consumo (IPC) in Germania, con riferimento al mese di agosto. Rispetto al mese precedente, gli analisti stimano un incremento dello 0,1%. A luglio era stato rilevato un incremento del livello generale dei prezzi dello 0,9%, sempre su base mensile.

Negli Stati Uniti, invece, alle ore 16:00, sarà pubblicato il dato riguardante i contratti pendenti di vendita di abitazioni, importante indicatore delle future vendite definitive di abitazioni e, quindi, dello stato di salute del mercato immobiliare. Con riferimento al mese di luglio, gli analisti stimano un incremento dello 0,4% nel numero dei contratti, rispetto al mese precedente. A giugno, invece, era stato registrato un calo dell’1,9%.

Martedì 31 agosto

Nella giornata di martedì, l’attenzione degli investitori sarà focalizzata sui dati relativi all‘inflazione dell’eurozona, che saranno rilasciati alle ore 11:00. Secondo le stime degli analisti, l’indice dei prezzi al consumo, nel mese di agosto, evidenzierà un +2,8% su base annuale, in aumento rispetto al 2,2% rilevato nel mese precedente. Stando a quanto affermato da esponenti della Banca Centrale Europea, in diverse occasioni, queste pressioni inflazionistiche sono legate soltanto a fattori transitori, come l’aumento del prezzo delle materie prime, per cui non determineranno, nel breve termine, cambiamenti nella politica monetaria accomodante dell’autorità bancaria.

Mercoledì 1 settembre

I dati più attesi del prossimo mercoledì sono quelli riguardanti gli indici dei responsabili degli acquisti del settore manifatturiero, che forniscono una fotografia del tasso di crescita dell’attività nel settore di riferimento, durante il periodo considerato. L’indice PMI manifatturiero dell’Eurozona, relativo al mese di agosto, secondo gli analisti, sarà uguale a 61,5, in linea con il rilascio preliminare della scorsa settimana.

Alle 14:15, negli Stati Uniti, sarà pubblicato il dato sulla variazione dell’occupazione non agricola nel mese di agosto. E’ un dato che riguarda soltanto il settore privato. Secondo le stime degli analisti, l’economia statunitense ha creato 638.000 nuovi posti di lavoro, in netto rialzo rispetto alla lettura del mese precedente (+330.000).

Alle ore 16:oo toccherà all‘indice ISM dei responsabili degli acquisti del settore manifatturiero statunitense, riferito al mese di agosto. Gli esperti prevedono un dato pari a 58,5, in ribasso rispetto alla precedente lettura di 59,5.

Giovedì 2 settembre

Come ogni giovedì, alle 14:30 sarà pubblicato il dato relativo alle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione, calcolate su base settimanale. Secondo gli analisti, questo dato risulterà pari a 345.000 nuove richieste, in calo rispetto alle 353.000 richieste rilevate nella settimana precedente.

Venerdì 3 settembre

Alle ore 10:00, sarà rilasciato l’indice dei responsabili degli acquisti del settore dei servizi, riferito al mese di agosto. Questo dato, secondo le aspettative degli analisti, dovrebbe risultare pari a 59,7, in linea con il rilascio preliminare della scorsa settimana.

Successivamente, alle 11:00, sarà il turno delle vendite al dettaglio nell’Eurozona, con riferimento al mese di luglio: gli esperti prevedono un incremento delle vendite pari soltanto allo 0,2%, in netto calo rispetto al +1,5% registrato a giugno. Un rallentamento del tasso di crescita delle vendite, se confermato anche nei prossimi mesi, potrebbe costituire un freno alla salita dell’inflazione.

L’appuntamento più atteso della settimana è, senza dubbio, rappresentato dai Non Farm Payrolls di agosto, che saranno pubblicati alle 14:30. Secondo le stime degli analisti, ad agosto l’economia statunitense, escludendo il settore agricolo, ha creato 728.000 nuove buste paga (in calo rispetto al +943.000 rilevato con riferimento al mese di luglio). In questo periodo, i dati sull’occupazione assumono ancora più rilevanza del solito, in quanto la Federal Reserve ha affermato che gli sviluppi del mercato del lavoro saranno una variabile fondamentale nel determinare le prossime mosse di politica monetaria e le tempistiche del tapering del programma di acquisti obbligazionari, che dovrebbe cominciare entro fine anno. Si ricorda, infatti, che la Fed ha due macro-obiettivi che guidano il proprio mandato: mantenere la stabilità dei prezzi, ovvero un’inflazione media pari al 2% (i dati attuali sono in linea con questo target), e garantire piena occupazione. Proprio in riguardo a quest’ultimo aspetto, il governatore Jerome Powell ha dichiarato, durante il suo intervento al Simposio di Jackson Hole di venerdì 27, che la disoccupazione è ancora elevata e l’economia statunitense ha ancora molta strada da fare per raggiungere la piena occupazione.

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Infine, alle 15:45, sempre negli Stati Uniti, sarà pubblicato il dato riguardante l’indice dei responsabili degli acquisti del settore dei servizi, riferito ad agosto. Il rilascio preliminare aveva evidenziato un valore di 58,2, che dovrebbe essere confermato anche dalla lettura finale.

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