Taiwan fa breccia tra i più sensibili interessi economici della Cina: rischio internazionale

Tsinghua Unigroup, con sede a Pechino è stata sollevata dal rischio di insolvenza dalla Taiwanese Foxconn, il più grande produttore mondiale di componenti elettronici.

La società attraverso un investimento di 798 milioni di dollari ha deciso di entrare attraverso il comparto automobilistico, nella prospettiva dell’indipendenza della produzione di componenti elettroniche.

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Hon Hai una controllata del grande Gruppo entra così in un settore in cui la Cina ha voluto mantenere il primato anche a costo di sostenere troppo a lungo soluzioni antieconomiche.

Taiwan lontana dalla Cina dal punto di vista politico può così fare breccia in un settore strategico, rafforzando la fornitura di componenti chiave per i semiconduttori. Una scelta che desta sorpresa, vista la tensione e le rivendicazioni territoriali attuali fra Repubblica Di Cina e Repubblica Popolare cinese.

La spinta al progresso della Cina si ritorce contro i suoi ambiziosi obbiettivi

La società cinese di semiconduttori Tsinghua Unigroup aveva dichiarato bancarotta nel luglio dello scorso anno. La mobilità elettrica in forte espansione punta oggi a emanciparsi da produttori terzi per le sue componenti essenziali. Tra queste oltre le componenti di base per le parti elettriche, anche batterie e software.

Tsinghua è partecipata dal Zinguang Gruop, che è considerata il leader del settore gioiello del governo per il settore dei semiconduttori cinesi. Proprio la spinta all’espansionismo in questo settore e l’eccessivo sostegno pubblico ha portato al fallimento delle prospettive economiche, rivelatesi troppo sbilanciate.

Tsinghua Unigroup, ha oggi completato il suo processo di ristrutturazione del debito durato un anno; così ponendo fine alla battaglia dell’azienda che si è mantenuta sul mercato anche a costo di compromessi politici. Unigroup, ha così dichiarato di essere entrata in una “nuova fase” dopo l’ingresso del nuovo azionista di maggioranza e aver modificato i vertici della dirigenza.

Foxconn, società già conosciuta nel settore conosciuta per l’assemblaggio degli iPhone, è desiderosa di produrre chip auto mentre si espande nel mercato dei veicoli elettrici. Un funzionario del Ministero dell’Economia di Taiwan, che deve approvare investimenti su larga scala in Cina, ha dichiarato di essere stato in contatto con Foxconn ricordando loro prudenza prima di ogni nuova iniziativa commerciale. Il governo dell’isola è diventato sempre più cauto sull’ambizione della Cina di aumentare la sua quota di mercato nel settore. Ha proposto per questo nuove leggi per evitare che la delocalizzazione in Cina metta nelle loro mani tecnologia all’avanguardia.

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