Ci sono alcuni pensionati che non riceveranno più la tredicesima ed altre maggiorazioni sulla pensione: è questa la triste novità. Scopriamo chi interesserà tale situazione e facciamo un po’ di chiarezza.
L’uscita dal mondo del lavoro anticipata è una grande soluzione per numerosi cittadini che vogliono accedere al mondo della pensione prima dell’effettiva pensione di vecchiaia. Tuttavia, le modalità esistenti per l’uscita anticipata dal mondo del lavoro previste dal nostro sistema pensionistico sono tante come, ad esempio: Quota 102, Ape sociale oppure Opzione Donna.
Il pensionamento anticipato, rappresenta un’importante possibilità per numerosi cittadini. Non si può però affermare che tale possibilità sia senza alcun rischio. Di fatti, quasi tutte le misure di pensionamento anticipato prevedono un taglio dell’assegno pensionistico spettante e inoltre, alcune prevedono la perdita di alcune maggiorazioni o benefici come in questo caso. Scopriamo insieme di cosa si tratta.
Una particolarità è legata a coloro che decidono il pensionamento anticipato attraverso la misura dell’Ape Sociale. In questo caso, come vedremo, le riduzioni dell’assegno nonché la mancanza di determinate maggiorazioni è maggiore rispetto alle altre possibilità di anticipo pensionistico.
Infatti, come riportato dagli esperti di Proiezioni di Borsa il carattere principale di tale misura di pensionamento è l’assistenzialismo. Infatti, i destinatari dell’Ape Sociale sono soggetti con determinate problematiche come: disoccupati, caregiver oppure coloro che svolgono lavori gravosi. I requisiti per accedere a tale misura di pensionamento anticipato che abbiamo analizzato in questo articolo, sono in sintesi:
Inoltre, tale misura è stata prorogata dalla Legge di Bilancio e la nuova scadenza è fissata al 31 dicembre 2022.
I lavoratori che ricorrono al pensionamento anticipato con Ape Sociale come abbiamo visto, appartengono ad una categoria problematica. Di fatti, questa misura non è un vero e proprio pensionamento poiché non è data per sempre ma prevede che al 67 anno di età essa cessi per poter richiedere poi la pensione di vecchiaia.
Tale possibilità gode di numerosi svantaggi, infatti, non è una prestazione reversibile ai superstiti. Inoltre, essa è divisa su 12 mensilità e non prevede quindi la tredicesima come invece accade per gli altri pensionati.
Infine, l’importo massimo percepibile con tale misura è di 1500 euro mensili e se fosse di importo minore, l’Ape sociale non prevede l’applicazione di eventuali maggiorazioni o dell’assegno per nucleo familiare.
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