Versamenti sul conto corrente e controlli del Fisco: alcuni aspetti che è bene sapere

Cosa c’è da sapere sui versamenti sul conto corrente di denaro e rispetto al tema controlli: alcuni elementi da tener presente, ecco i dettagli in merito

È un tema importante e delicato, quello che si lega ai versamenti e ad i prelievi di denaro sui conti correnti, anche in ottica controlli: ci sono alcuni aspetti che non tutti conoscono e su cui è bene soffermarsi. Ecco alcuni dettagli al riguardo a seguire.

Controlli fisco
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Anzitutto, quando si parla di versamento e prelievo su c/c in contanti, occorre non fare confusione tra l’azione del versare e quello dell’impiego del contante. Come noto il limite per quest’ultimo (anno 2022) è di 1.999,99€ (Decreto milleproroghe). E che vedrà un calo a partire dal 2023 alla cifra di 999,99€.

A spiegarlo nel relativo approfondimento è Il Giornale.it, il quale spiega che non vi è una legge che pone un limite per quanto concerne i versamenti che è possibile fare sui c/c. Tuttavia, è un concetto che va contestualizzato, dal momento che qualora vi fosse un versamento oppure un prelievo maggiore di 10mila€, allora l’istituto di credito dovrà avvisare le autorità del fisco. Le quali possono dar seguito ad accertamenti.

Si legge che in via di principio si può versare ogni somma che proviene da un rettino trasparente e dunque certificabile. Tuttavia, anche in questa casistica, bisogna prestare attenzione in virtù del TUIR. Secondo quest’ultimo, il fisco può essere rigido e qualora vi fossero dei sospetti, è al cittadino che spetta l’onere, per quanto concerne la prova.

Sul tema, TheWam.net, spiega che vi è una norma (decreto Presidente della Repubblica 29.09.1973), nel quale viene sostenuto che i versamenti di contanti su un c/c oppure gli accrediti che si ricevono mediante bonifico, si presumono siano ricavi.

In quanto tali, dovrebbero essere oggetto di tassazione. Da qui, si legge, il soggetto eventuale ha la possibilità di effettuare la dichiarazione di tale denaro nella propria dichiarazione dei redditi come tassabili. E ancora, qualora vi fossero controlli, dimostrare che si tratti di redditi esentasse, oppure già tassati.

In generale, è bene tener presente e sottolineare che serve la chiarezza documentale, ovvero sia il denaro dev’essere proveniente da fonti ed attività certificate.

Versamenti e controlli: la questione anagrafe dei conti

È un tema importante e che desta grande interesse, quello che si lega al fisco e ai controlli, e che in tal senso può essere approfondito riguardo “Vera”, il nuovo strumento del Fisco per fare controlli e scoprire gli evasori.

Sulla questione controlli, come noto e come spiegato da TheWam.net, vi è stata la dotazione da tempo di uno strumento, per quanto attiene l’agenzie delle Entrate, della Anagrafe dei conti correnti. Si tratta di un grande registro che ha al suo interno i dati dei movimenti rispetto a banche e poste dei contribuenti.

Alla fine dell’anno, ad occuparsi dei controlli di eventuali incongruenze tra movimenti ed azioni fatte dal contribuente ed i redditi dichiarati, sono gli uffici territoriali. Il soggetto eventuale dovrà dar conto, spiegando, in merito alla fonte dei soldi ritenuti sospetti.

Vi sono alcune azioni che potrebbero essere ritenute sospette, si legge, e nel dettaglio ad esempio i versamenti di importi alti in una sola soluzione, come quindicimila €, oppure andare a depositare importi uguali periodicamente, come per esempio alla fine del mese trecento€.

E ancora, improvvisi oppure periodici versamenti in contanti da un soggetto disoccupato. Oppure il prelievo di importi alti, come settemila € per esempio, e il deposito di importanti somme di denaro anche dopo un paio di anni. Come nel caso ad esempio di cinquemila€.

Va tenuto preso che qualora vi fossero versamenti oppure prelievi di importi maggiori di 10mila€, l’istituto di credito dovrà avvisare le autorità del fisco i quali opteranno o meno per i controlli.

Oltre a ciò, si legge che alcuno comportamenti che possono evitare eventuali controlli possono riguardare ad esempio la dimostrazione, mediante atti ufficiali e con date, che quanto depositato sia già stato tassato alla fonte, come nel caso di vincite di schedine, ad esempio. Oppure la dimostrazione, mediante atti sottoscritti e con date, che le somme non devono esser tassate per legge.

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Questi sono alcuni dettagli in generale al riguardo, ma ad ogni modo è bene ed opportuno informarsi ed approfondire la questione, i temi ed i diversi elementi, così da poter chiarire eventuali dubbi e poterne sapere di più, anche tramite dei confronti con esperti del campo e professionisti del settore.

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